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Area Euro
Eurozona. L’indice di fiducia economica ESI, elaborato dalla Commissione Europea, rimane circa invariato a gennaio a 116,0. Ci aspettiamo un lieve miglioramento della fiducia nei servizi a 18,7 da 18,4, altresì dovrebbe vedersi una stabilizzazione delle condizioni di business nell’industria a 9,1, livello saldamente al di sopra della media di lungo termine. Negli altri settori la fiducia è vista in lieve flessione. Il morale dei consumatori dovrebbe essere confermato in aumento a 1,3 da 0,5. L’indice ESI rimane sui massimi della serie e coerente con un proseguimento della fase di solida espansione economica della zona euro e principali paesi.
La crescita del PIL nel 4° trimestre 2017 dovrebbe aver frenato di due decimi a 0,5% t/t. La crescita annua è vista in rallentamento al 2,7% da un precedente 2,8%, ancora ampiamente al di sopra del potenziale. I rischi per la nostra stima sono verso l’alto. Le indagini di fiducia hanno segnalato un miglioramento incessante delle condizioni di business alla fine dello scorso anno in tutta l’area. Tuttavia, manteniamo una stima cauta dal momento che la crescita annuale in Germania stimata a 2,2% dall’Istituto di statistica (dati diffusi a inizio gennaio) è coerente con un rallentamento della dinamica del PIL nei mesi finali dello scorso anno a 0,6% t/t da 0,8% t/t (sull’anno la crescita è vista accelerare di un decimo a 2,9% a/a), da notare che i dati tedeschi verranno pubblicati il prossimo 14 febbraio. Il rallentamento della dinamica trimestrale del PIL tedesco dovrebbe essere un fenomeno temporaneo dovuto in parte ad effetti di calendario. In Spagna il PIL è avanzato di 0,7% t/t dopo il boom dei primi nove mesi dell’anno. Sull’anno la crescita spagnola è aumentata nuovamente di 3,1%. In Francia, il PIL è avanzato di 0,6% t/t da 0,5% t/t come da nostre stime; la variazione annua è di 2,4% a/a da 2,3%. Nel 4° trimestre l’espansione all’interno dell’Eurozona e dei principali paesi è proseguita omogeneamente nei servizi, nelle costruzioni e nell’industria, che da sola potrebbe contribuire per tre decimi alla formazione del PIL.
Germania. La stima preliminare dai Länder potrebbe indicare che i prezzi al consumo sono calati a gennaio di -0,6% m/m sull’indice nazionale e di -0,7% m/m sulla misura armonizzata. L’inflazione è attesa tuttavia rimanere ferma all’1,7% sul livello di dicembre sull’indice nazionale e salire di un decimo a 1,7%, sull’indice armonizzato. L’inflazione tedesca dovrebbe stabilizzarsi attorno all’1,7% nei prossimi due mesi e iniziare a salire da marzo verso il 2%.
Italia. La fiducia di imprese e famiglie potrebbe migliorare ancora a gennaio. L’indice composito del morale delle aziende è visto a 109,3 da 108,9 di dicembre. Il miglioramento dovrebbe però essere trainato dai servizi mentre il manifatturiero è atteso in lieve rallentamento a 110,2 da 110,5 precedente. La fiducia dei consumatori è vista in ulteriore aumento a 117 da 116,6 precedente (il miglioramento di dicembre era diffuso e trainato in particolare dalle attese su economia e occupazione).
Francia. La spesa per consumi a dicembre è calata a sorpresa di -1,2% m/m da 3,0% m/m (dato rivisto al rialzo di otto decimi). La variazione annua rallenta a 1,0% da 2,1%, lasciando i consumi leggermente negativi nell’ultimo trimestre (-0,1% t/t) dopo lo 0,6% t/t di settembre.
Stati Uniti
La fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board a gennaio è prevista in calo a 121 da 122 di dicembre. Il livello della fiducia dovrebbe mantenersi elevato e coerente con espansione sempre sostenuta dei consumi, nonostante la chiusura degli uffici governativi e i conflitti in Congresso.
Ieri sui mercati
Svolta del mercato obbligazionario nella giornata di ieri con il Treasury a 10 anni che è salito a 2,71 il massimo dal 2014. In Europa i tasi tedeschi tornano in territorio quasi positivo dal 2015. Il rialzo dei rendimenti è guidato dalle attese di consolidamento della fase di espansione economica mondiale ed è rafforzato dall’avvicinarsi della riunione FED di domani nonché dai commenti di Knot (BCE) che ha dichiarato che non vi sono ragioni per cui il programma di acquisto debba continuare dopo settembre 2018. Il rialzo dei rendimenti ha cominciato ad aver effetto sui corsi azionari, ieri il Dow Jones ha registrato la peggiore correzione da settembre scorso dopo aver toccato nuovi massimi venerdì. Il timore è che l’aumento dei costi di finanziamento possa avere effetto sulle valutazioni ed arrestare il trend al rialzo per l’azionario. Questa mattina si sono registrati cali sia sulla piazza giapponese (Nasdaq in calo di 0,5%) che su quella cinese (Hang Seng in calo di 0,3%) in parte anche per la perdita di terreno dei tecnologici. Le borse europee sono viste aprire in calo con il future sul Dax che quota circa 105 punti in meno. L’indice del dollaro contro sei principali peers si è mantenuto stabile in a 89.331, dopo aver toccato il minimo di tre anni. Il biglietto verde scambia a quota 1,2382 contro euro poco variato rispetto a ieri e 1,4067 contro sterlina, mentre lo yen giapponese si è rafforzato lo 0,1% a 108,87 per dollaro. I prezzi del petrolio sono scivolati ulteriormente con il Brent a $ 69,31 al barile.
Area euro
Belgio. La stima flash indica che il PIL nel quarto trimestre ha accelerato a 0,5% t/t da 0,2% t/t. Il dato sorprende il consenso al rialzo di un decimo, ma la lettura del trimestre precedente è stata rivista al ribasso di un decimo. La variazione annua è passata a 1,9% a/a da 1,7% a/a: sebbene più forte delle attese, il dato di dicembre non modifica la media annua 2017 che sale a 1,7% da 1,5% del 2016. Per l’anno in corso ci aspettiamo che il PIL mantenga un ritmo espansivo similare.
Germania Il Governo ha alzato le stime ufficiali per il 2018 al 2,4% da un precedente 1,9% dati i segnali di solida espansione economica. Oggi la IG Metall avvia uno sciopero di 24 ore dal momento che il sindacato non riesce a fare progressi soddisfacenti nelle contrattazioni per ottenere aumenti più sostenuti dei salari nel prossimo biennio rispetto al 2,5% del precedente accordo.
Stati Uniti. La spesa personale a dicembre aumenta di 0,4% m/m; i dati di ottobre e novembre sono rivisti verso l’alto di due decimi ciascuno, con variazioni di 0,8% m/m e di 0,3% m/m, rispettivamente. Il reddito personale è in rialzo di 0,4% m/m e il reddito disponibile aumenta di 0,3% mm. Il tasso di risparmio ha continuato a calare nella parte finale del 2017, toccando 2,4% a dicembre, in media al 2,6% nel 4° trimestre, da una media vicina a 3,5% nel 3°. Il rapido trend verso il basso del risparmio rappresenta un fattore di potenziale instabilità. Il deflatore dei consumi aumenta di 0,1% m/m (1,7% a/a), mentre il deflatore core è in rialzo di 0,2% m/m (1,5% a/a). I dati mantengono ben aperta la porta di un probabile rialzo dei tassi a marzo.
Fonte: BondWorld.it
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