Flash Macro Daily

Flash: Germania. Le vendite al dettaglio sono crollate a sorpresa dell’1,9% m/m a dicembre

Da seguire:…

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Area Euro

– Germania. Le vendite al dettaglio sono crollate a sorpresa dell’1,9% m/m a dicembre, dopo un dopo un aumento della stessa entità a novembre (rivisto da +2,3%).

– Inflazione. Nell’Eurozona, la stima flash di gennaio dovrebbe indicare che l’inflazione è rallentata di tre decimi a 1,1% da 1,4%, in gran parte per effetto del confronto sfavorevole della componente energia. L’inflazione core dovrebbe rimanere invariata a 1,1% sulla misura preferita dalla BCE (al netto di energia e alimentari freschi) e stabile a 0,9% sulla misura al netto di tabacchi. In Francia, la stima flash di gennaio dovrebbe indicare un calo dei prezzi al consumo di -0,5% m/m sull’indice nazionale e di -0,7% m/m sull’indice armonizzato; anche in questo caso, l’effetto statistico sfavorevole dovrebbe produrre un rallentamento del CPI a 0,9% da 1,2% sulla misura nazionale e di un decimo all’1,1% sulla misura armonizzata. Infine in Spagna, la prima stima dei prezzi al consumo dovrebbe indicare una frenata dei prezzi sul mese a -1,9% m/m; sulla misura armonizzata, di riflesso, l’inflazione è attesa frenare a 0,3% da 1,2%.

– Disoccupazione. Nell’Eurozona la disoccupazione a dicembre potrebbe calare di un altro decimo a 8,6% da 8,7%. In Germania, la disoccupazione invece dovrebbe essere rimasta stabile a 5,5% a gennaio per il terzo mese consecutivo. In Italia, il tasso di disoccupazione potrebbe calare di un decimo a 10,9% a dicembre.

Stati Uniti

– La stima ADP dei nuovi occupati non agricoli privati è vista dal consenso a +180 mila, dopo +250 mila del mese precedente.

– L’Employment Cost Index nel 4° trimestre 2017 dovrebbe essere in rialzo di 0,6% t/t, dopo +0,7% t/t vista nel 3° trimestre.

– La riunione del FOMC di gennaio non dovrebbe dare informazioni nuove per la politica monetaria, mantenendo una valutazione positiva della crescita e una previsione di graduale ripresa dell’inflazione, coerenti con il proseguimento del sentiero di graduali rialzi dei tassi. Il cambiamento di leadership alla Fed e l’arrivo di molti membri nuovi, sia nel Board sia fra i presidenti delle Fed regionali da febbraio in poi, non dovrebbero modificare in modo significativo la gestione della politica monetaria, anche se potrebbero spostare marginalmente il baricentro del Comitato verso il lato dei falchi.

Ieri sui mercati

Area euro. Knot (governatore della banca centrale dell’Olanda) è tornato a parlare nel pomeriggio di ieri e ha in parte corretto il tiro rispetto alle dichiarazioni di due giorni fa indicando che un “breve tapering sarebbe accettabile dopo settembre”.

Area euro. Il PIL è cresciuto di +0,6% t/t a fine 2017, in linea con le attese degli analisti che lo davano solo in modesto rallentamento da +0,7% t/t dei mesi estivi. Su base annua la crescita rallenta al 2,7% a/a da un precedente 2,8% a/a.

Area euro. L’indice di fiducia economica (ESI) della Commissione Europea è scivolato da 115,3 (rivisto al ribasso da 116,0) a 114,7 in gennaio. La fiducia presso le imprese manifatturiere è stabile. L’utilizzo della capacità produttiva è salito nell’industria e nei servizi ed è vicino ormai ai massimi storici.

Italia. Sia la fiducia sia delle imprese, sia quella dei consumatori sono tornate a calare a sorpresa a gennaio. L’indice composito di fiducia delle imprese diffuso dall’Istat è sceso a gennaio a 105,6 da 108,7 di dicembre. Si tratta del minimo da 10 mesi. Il calo ha riguardato tutti i principali settori con la rilevante eccezione delle costruzioni. Il calo della fiducia delle famiglie è dovuto più all’inflazione percepita e al giudizio sulle condizioni generali dell’economia che al peggioramento della situazione personale.

Germania. I prezzi al consumo sono calati di 0,7% m/m sulla misura armonizzata e dell’1,0% m/m. L’inflazione è calata di un decimo all’1,6% sulla misura nazionale e di tre decimi su quella armonizzata all’1,4%.

Stati Uniti. La fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board a gennaio aumenta a 125,4 da 123,1 di dicembre.

Giappone. La produzione industriale a dicembre aumenta di 2,7% m/m (consenso: 1,6% m/m). I segnali sono positivi sia per gli investimenti nel ° trimestre sia per l’attività nel settore a inizio 2018.

Fonte: BondWorld.it


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