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Italia: PIL confermato in crescita a fine 2017, trainato da investimenti ed export

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La crescita del PIL nel 4° trimestre è stata confermata a 0,3% t/t e 1,6% a/a (in entrambi i casi in rallentamento di un decimo rispetto al trimestre precedente)….…


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Commento di Paolo Mameli, senior economist servizio studi di Intesa Sanpaolo 


Il 2017 ha chiuso con un 1,5%. Il dettaglio per componenti di domanda è positivo, in quanto la crescita sarebbe stata assai più robusta al netto del volatile contributo dei magazzini e pare finalmente avviato un ciclo degli investimenti, che in questa fase sono il principale motore di crescita; inoltre l’export non sembra risentire del cambio forte e il commercio estero è tornato a dare un contributo stabilmente positivo. Nelle nostre stime l’attività economica potrebbe riaccelerare in termini congiunturali ad almeno 0,4% t/t a inizio 2018.

– La seconda lettura del dato sul PIL relativo al 4° trimestre 2017 ha confermato la stima preliminare: l’attività economica è cresciuta di 0,3% t/t e di 1,6% a/a (in entrambi i casi in rallentamento di un decimo rispetto al trimestre precedente).

– Il 2017 ha chiuso con una crescita (corretta per i giorni lavorativi) di 1,5%, anche in questo caso confermando la prima stima.

– Il dettaglio delle componenti di domanda è incoraggiante, in quanto mostra una crescita robusta sia della domanda interna che del commercio estero, mentre il principale freno è venuto dal ridimensionamento (per il secondo trimestre consecutivo) delle scorte. Nel dettaglio:

1) I consumi delle famiglie sono aumentati di appena 0,1% t/t, in frenata rispetto allo 0,3% precedente (per una tendenza annua in calo a 0,9% da 1,2%);

2) Gli investimenti, pur rallentando rispetto ai tre mesi precedenti, si sono confermati il principale motore di crescita, facendo segnare un 1,7% t/t (da 3,2% t/t precedente); in accelerazione i mezzi di trasporto (8,2% da 1,5% t/t), mentre le costruzioni crescono in linea con i tre mesi precedenti (0,9% t/t, con la tendenza annua in accelerazione a 2,4%, un massimo dal 2007) e la spesa in macchinari e attrezzature ha fatto registrare come atteso un rallentamento (1,3% t/t) dopo che nel 3° trimestre era stato toccato un record storico in termini di variazione congiunturale (5,9% t/t);

3) Come atteso, il commercio estero ha dato un contributo ancora positivo alla crescita (+0,3% da +0,1% precedente), in forza di un export che ha mantenuto il robusto tasso di crescita già visto in estate (2% t/t) a fronte di una decelerazione dell’import (1% da 1,9% t/t);

4) Specularmente, le scorte hanno dato un contributo significativamente negativo al PIL per il secondo trimestre consecutivo (-0,4% t/t dopo il -0,5% t/t dei tre mesi precedenti: non accadeva da oltre cinque anni);

5) Infine, la spesa pubblica è aumentata lievemente, di un decimo dopo il -0,1% t/t precedente.

– Nel trimestre, come atteso un contributo alla crescita del valore aggiunto è venuto sia dall’industria (0,9% t/t dopo l’1,3% t/t precedente) che dai servizi (0,2% t/t, come nel terzo trimestre), a fronte invece di una contrazione nell’agricoltura (-0,8% t/t).

– In sintesi, il dettaglio del dato appare rassicurante in quanto: 1) la crescita sarebbe stata assai più robusta al netto del volatile contributo dei magazzini; 2) appare finalmente avviato un ciclo degli investimenti, che in questa fase sono il principale motore di crescita; 3) l’export non sembra almeno sinora aver risentito del cambio forte e il commercio estero (vista la frenata dell’import) è tornato a dare un contributo stabilmente positivo al PIL come non accadeva da qualche anno.

– In prospettiva, riteniamo che il PIL possa riguadagnare velocità in termini congiunturali già nel trimestre in corso, ad almeno 0,4% t/t (i rischi su tale stima appaiono ad oggi verso l’alto). L’accelerazione sarebbe spiegata dal contributo dell’industria e degli investimenti.

– Per l’intero 2018, confermiamo la nostra stima di un PIL in crescita di 1,3% ovvero in rallentamento solo moderato rispetto al massimo da sette anni registrato nel 2017. Stimiamo una accelerazione per gli investimenti, in particolare in macchinari e attrezzature, a fronte di un moderato rallentamento dei consumi. Il commercio estero nelle nostre stime darà un contributo ancor più positivo al PIL, in un quadro di decelerazione per entrambi i flussi (ma più marcata per l’import che per l’export). Le scorte dovrebbero confermarsi un freno.

Fonte : BondWorld.it


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