Area euro. A gennaio la produzione industriale potrebbe calare di -0,2% m/m dopo il +0,4% m/m di dicembre,…..
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sulla scia del crollo registrato in Francia e in linea con la diffusa correzione dei PMI manifatturieri vista a inizio anno. La variazione annua passerebbe quindi a 4,7% da 5,2% impostando la produzione industriale per un rallentamento nel 1° trimestre a 0,5% t/t da 1,5% t/t.
Germania. La stima finale dei dati dai Lander conferma che a febbraio l’inflazione tedesca ha rallentato di due decimi a 1,4% da 1,6% sull’indice nazionale e all’1,2% dall’1,4% su quello armonizzato. Nel mese i prezzi al consumo si confermano in aumento di cinque decimi su entrambe le misure. Nei prossimi mesi l’inflazione tedesca dovrebbe tornare a salire verso l’1,6-1,7%.
Stati Uniti. Le vendite al dettaglio a febbraio dovrebbero recuperare, dopo la contrazione di gennaio, e registrare un rialzo di 0,3% m/m. Al netto delle auto le vendite sono previste in aumento di 0,4% m/m. In termini reali, la variazione dovrebbe essere di 0,2% m/m, dopo l’ampia correzione di gennaio. I consumi nel 1° trimestre dovrebbero rallentare in misura significativa rispetto a +3,8% t/t ann. del 4° trimestre 2017 e determinare un aumento del tasso di risparmio, grazie alla dinamica solida del reddito disponibile, spinta dalla riforma tributaria.
Stati Uniti. Il PPI a febbraio è previsto in aumento di 0,1% m/m (2,9% a/a), in rallentamento dopo il rialzo di 0,4% m/m di gennaio. L’indice core dovrebbe essere in rialzo di 0,2% m/m; anche l’indice al netto di energia, alimentari e commercio dovrebbe segnare una variazione di 0,2% m/m. Il trend degli indici core è in moderato rialzo rispetto al 2017.
Ieri sui mercati:
Il dollaro si è indebolito ieri contro euro, rafforzandosi invece rispetto allo yen. L’euro è rientrato in area 1,24. Il movimento del dollaro è coerente con quello della curva UST, calata su tutte le scadenze. Chiusura in ribasso per gli indici azionari mondiali.
Italia. Il tasso di disoccupazione è risultato pari all’11% nel 4° trimestre 2017 ovvero in calo di due decimi rispetto al trimestre precedente. La flessione è dovuta più alla contrazione delle forze di lavoro che all’aumento degli occupati. I dati dipingono un quadro occupazionale a due facce: da un lato continua il trend di calo della disoccupazione, anche giovanile, e la riduzione di inattivi e scoraggiati, e si registra un aumento delle ore lavorate (e un contenimento del costo del lavoro), dall’altro la ripresa occupazionale riguarda soprattutto gli occupati a termine, il Nord del Paese e le fasce di età estreme.
Stati Uniti. Il CPI a febbraio rallenta il passo dopo i forti rialzi di gennaio, confermando che non è iniziata una fiammata inflazionistica. L’indice headline aumenta di 0,2% m/m (2,2% a/a), dopo +0,5% m/m a gennaio. Il focus a febbraio è sull’indice core: la variazione rientra nella norma, con un incremento di 0,2% m/m (0,182% m/m, 1,8% a/a), dopo lo straordinario + 0,349% m/m di gennaio. I beni core hanno prezzi in rialzo di un modesto 0,1% m/m e i servizi ex-energia aumentano di 0,2% m/m. La moderazione di febbraio indica un sentiero di prezzi per ora in linea con le proiezioni della Fed. I dati di inflazione di febbraio non sono tali da spostare, da soli, l’ago della bilancia verso quattro rialzi dei fed funds nel 2018.
Stati Uniti. La fiducia delle piccole imprese rilevata dalla National Federation of Independent Business a febbraio aumenta a 107,6 da 106,9 e tocca il massimo da settembre 1993. L’indagine riporta aumenti delle percentuali di aziende che prevedono miglioramenti dell’economia e aumenti dei prezzi di vendita. Per quanto riguarda occupazione e salari, l’indagine mostra stabilità sui livelli positivi di gennaio.
Stati Uniti. Trump ha annunciato la sostituzione del segretario di Stato, R. Tillerson, con M. Pompeo, fino ad ora direttore della CIA. Al posto di Pompeo alla CIA, Trump ha nominato G. Haspel. Recentemente Tillerson aveva preso posizioni divergenti rispetto a quelle di Trump su molti temi (Iran, Corea del Nord, clima).
Giappone. I verbali della riunione della BoJ di gennaio riportano un generale consenso per proseguire in modo persistente “potente” stimolo monetario e di comunicare in modo efficace, visto che i mercati sono più volatili in questa fase di uscita della Fed e della BCE dalle politiche di bilancio espansive.
Giappone. Gli ordini di macchinari a gennaio rimbalzano, con un aumento di 8,2% m/m, dopo -9,3% m/m di dicembre, con segnali modestamente positivi per il manifatturiero, deboli per il non manifatturiero.
Cina. Il Parlamento cinese ha approvato ieri un’ampia riorganizzazione della struttura organizzativa del governo. Da questa riorganizzazione la PBOC esce rafforzata, al contrario viene indebolita la NDRC che trasferisce alcune delle sue responsabilità ai singoli ministeri.
Cina. I dati relativi a gennaio e febbraio sono stati nel complesso positivi e superiori alle attese ma verosimilmente aiutati, gli investimenti fissi e la produzione industriale, dall’allentamento della campagna anti-inquinamento a cavallo d’anno.
Fonte: BondWorld.it
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