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Italia: il calo della produzione industriale a febbraio rafforza la cautela sulla crescita 2018

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Il calo della produzione industriale a febbraio (-0,5% m/m) è sorprendente e segnala che l’industria potrebbe contribuire negativamente al valore aggiunto a inizio 2018 (per la prima volta da quasi due anni).……

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Commento di Paolo Mameli, senior economist servizio studi di Intesa Sanpaolo 


Di conseguenza il PIL nel 1° trimestre potrebbe rallentare su base congiunturale, anziché riguadagnare velocità come atteso precedentemente. Ciò rafforza la nostra view relativamente cauta sulla crescita 2018 (1,3% contro l’1,5% atteso dal consenso). Tuttavia, le indagini segnalano che la fase espansiva non è ancora terminata.

– La produzione industriale è calata a sorpresa a febbraio, di -0,5% m/m dopo il -1,8% m/m di gennaio. Le attese erano per un rimbalzo di +0,8% m/m. L’output non si contraeva per due mesi di fila da maggiogiugno del 2016.

– Nel mese, l’unico tra i principali raggruppamenti di industrie a mostrare un aumento della produzione è l’energia (+8,1% da -6,9% m/m precedente). Particolarmente colpiti i beni di consumo non durevoli (-2,5% da +1,1% m/m precedente). Inoltre, tra i settori di attività economica, oltre al +9,5% m/m della fornitura di energia elettrica, gas, vapore ed acqua, si nota il +2,9% m/m delle attività estrattive. Di conseguenza, la produzione manifatturiera (ovvero al netto di fornitura di energia e attività estrattive appunto) è calata ben più dell’indice generale (-2,3% m/m).

– La tendenza annua è rallentata, ma mantiene un tono espansivo: +2,5% da un precedente +4,4% (corretto per gli effetti di calendario). Si tratta del diciannovesimo mese consecutivo di espansione, la striscia positiva più lunga da quella a cavallo tra fine 2005 e fine 2007.

– Tutti i comparti manifatturieri mostrano una frenata, con la sola eccezione del settore farmaceutico, che invece accelera a +11,2% a/a. I comparti che virano in territorio negativo su base tendenziale sono computer ed elettronica (-4%), gomma e plastica (-2,6%) e legno, carta e stampa (-1,3%). La contrazione congiunturale più forte si registra per tessili e abbigliamento (-5% m/m) e metalli (-4,2% m/m).

– A meno di un rimbalzo molto forte a marzo, la produzione è in rotta per una flessione nel 1° trimestre dell’anno (sarebbe la prima dal 2° trimestre 2016). Dunque l’industria dovrebbe aver dato un contributo negativo al valore aggiunto a inizio 2018.

– Pertanto il dato sulla produzione industriale di febbraio segnala rischi al ribasso sul PIL del 1° trimestre, la cui stima preliminare sarà comunicata dall’Istat il prossimo 2 maggio. L’attività economica, anziché riguadagnare velocità come atteso precedentemente, potrebbe rallentare ulteriormente, ad almeno 0,2% t/t da 0,3% di fine 2017.

– Nei mesi scorsi, abbiamo mantenuto una stima piuttosto cauta sulla crescita dell’economia italiana quest’anno, a 1,3%, mentre le aspettative di consenso miglioravano gradualmente sino all’attuale 1,5% (da un minimo di 0,9% un anno fa). Il dato sulla produzione industriale di febbraio, con i riflessi che ne derivano per il PIL del 1° trimestre, fornisce ulteriori elementi di cautela in tal senso. L’1,3% è coerente con un tasso di crescita congiunturale di 0,2% t/t nei primi tre mesi e di 0,3% t/t nel resto dell’anno, ma di recente sembrano aumentati i rischi al ribasso su questa stima.

– In ogni caso, il recente rallentamento visto sia nelle indagini di fiducia che nei dati reali sull’attività economica nell’industria non segnala per il momento un’inversione del ciclo, che a nostro avviso resta espansivo, ma suggerisce che il picco, almeno in termini di ritmo di crescita congiunturale dell’attività economica, potrebbe essere alle spalle.

Fonte : BondWorld.it


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