Nessun dato in evidenza. Il flusso di notizie sarà dominato dagli sviluppi politici italiani……
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(questo pomeriggio i leader della maggioranza di governo dovrebbero presentare la lista dei ministri al presidente della repubblica) e dalla reazione politica ai negoziati commerciali cino-americani.
I market mover della settimana
Nella zona euro, le indagini PMI, IFO e INSEE relative al mese di maggio forniranno informazioni nuove sul ciclo; dopo mesi di cali ci aspettiamo che la frenata dell’economia dell’Eurozona si arresti e quindi si verifichi un lieve rimbalzo degli indicatori di fiducia e degli indici sulle attese per i prossimi mesi. Il PMI composito è visto a 55,6 da un precedente 55,2, grazie al recupero del PMI manifatturiero a 56,3 da 56,0 e del PMI servizi a 55,2 da 55,0. L’indice IFO è atteso in recupero a 102,5 da un precedente 102,1 grazie a un miglioramento delle attese per i prossimi mesi e a un recupero di domanda nel manifatturiero. I verbali della riunione BCE dello scorso 26 aprile potrebbero fornire indizi sulle posizioni interne al Consiglio su possibili modifiche alla guidance sugli acquisti ed eventualmente sui tassi prima della pausa estiva.
La settimana ha pochi dati di rilievo negli Stati Uniti. Il focus sarà sulla pubblicazione dei verbali della riunione del FOMC di inizio maggio, che dovrebbero confermare il proseguimento dei graduali rialzi dei tassi, con possibili aggiustamenti legati all’evoluzione delle pressioni inflazionistiche. Le vendite di case nuove ed esistenti ad aprile sono previste in modesto rialzo, frenate sempre dalla scarsità di offerta. Gli ordini di beni durevoli ad aprile dovrebbero correggere per via della volatilità del segmento dei trasporti. La fiducia dei consumatori a maggio dovrebbe essere circa stabile su livelli elevati, mentre le aspettative di inflazione a 1 anno potrebbero essere in rialzo sulla scia dell’aumento del prezzo della benzina.
Venerdì sui mercati
BCE. Olli Rehn è stato eletto governatore della Banca di Finlandia. La nomina non modifica gli equilibri interni al consiglio direttivo. Nowotny (Austria) è tornato a sollecitare una rapida normalizzazione della politica monetaria.
Italia. La produzione nelle costruzioni è calata per il secondo mese consecutivo a marzo (-1,2% m/m dopo il -3,4% m/m di febbraio). Tuttavia, la correzione appare dovuta a condizioni meteorologiche particolarmente sfavorevoli nel bimestre febbraio-marzo, e pertanto dovrebbe rientrare nei prossimi mesi, in coerenza con il livello più che espansivo della fiducia dei costruttori.
Italia. La finalizzazione del contratto di governo fra Movimento 5 Stelle e Lega si è accompagnata a nuove pressioni al ribasso sulle quotazioni azionarie e del debito pubblico. Il differenziale decennale con il Bund ha toccato i 164 punti base, livello più alto dall’ottobre 2017 e 50pb sopra il minimo di aprile; anche il rendimento ha chiuso la settimana al livello più alto dall’ottobre 2017. Il differenziale con il debito spagnolo si colloca al livello record di oltre 81pb.
Stati Uniti. Aumenta la confusione sulla politica commerciale degli Stati Uniti. Il segretario del Tesoro Mnuchin ha detto che gli Stati Unti avrebbero “messo in pausa la guerra commerciale” e non avrebbero definito i dazi contro la Cina durante il corso dei negoziati, che potrebbero protrarsi ancora per almeno un mese (o anche più a lungo). Tuttavia, il rappresentante del commercio internazionale Lighthizer ha affermato che i dazi restano un importante strumento per “proteggere la tecnologia” americana. Le prossime due settimane hanno molte scadenze importanti per il futuro dei dazi annunciati recentemente: entro oggi, 21 maggio, dovranno essere presentate le proposte per le nuove restrizioni sugli investimenti cinesi nel settore tecnologico, il 22 maggio termina il periodo di discussione aperta sui dazi annunciati in base alla sezione 301 del Trade Act (su 50 mld di dollari di import dalla Cina); entro fine maggio termina il periodo per presentare le richieste di esenzione dai dazi su acciaio e alluminio. Il più recente round di negoziati sul commercio fra Cina e USA si è concluso domenica senza risultati, anche se il segretario del Tesoro ha affermato che esiste un accordo di base secondo cui la Cina sarebbe disposta a ridurre il deficit commerciale. In base alle affermazioni di Mnuchin, i dettagli relativi ai dazi potrebbero essere in limbo fino almeno a metà giugno, ma il resto della delegazione americana sembra essere meno flessibile, soprattutto sul tema degli investimenti cinesi in società tecnologiche.
Fonte: BONDWorld.it
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