Flash: Germania. Il tasso di disoccupazione è atteso stabile a maggio

Germania. Le vendite al dettaglio sono cresciute ad aprile ben oltre le attese (0,7% mm), schizzando del 2,3% mm dopo i cali dei mesi precedenti…..

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Il dato conferma che la dinamica di fondo dei consumi tedeschi rimane solida, sostenuta dall’accelerazione salariale, dalla crescita degli occupati a fronte di un aumento per ora modesto dell’inflazione. Il dato di aprile lascia la dinamica delle vendite in rotta per un aumento di 2,2% t/t a giugno dopo il calo di 0,9% t/t nel 1° trimestre.

Germania. I dati dai Laender dovrebbero essere coerenti con un aumento dei prezzi al consumo di 0,5% mm. L’inflazione è attesa accelerare al 2,2% da 1,6% sulla misura nazionale e al 2,1% da 1,4% sull’indice armonizzato. IL rialzo dell’inflazione dovrebbe essere spiegato in larga misura dal rincaro dell’energia. I prezzi interni dovrebbero vedere un rimbalzo dopo che la cadenza anticipata della Pasqua ha depresso i prezzi dei servizi ricreativi ad aprile. L’inflazione core è vista in aumento di un decimo all’1,7%. L’inflazione tedesca toccherà il 2,6% in estate per poi tornare vicina al 2,0% a fine anno.

Germania. Il tasso di disoccupazione è atteso stabile a maggio al 5,3% dopo i cali dei mesi precedenti resi possibili dall’integrazione nel mercato del lavoro di forza lavoro immigrata in particolare dal resto dell’Unione Europea. Il mercato del lavoro tedesco opera al pieno impiego da diversi trimestri e difficilmente si vedranno ulteriori cali dei disoccupati nei prossimi mesi.

Spagna. La stima preliminare dovrebbe mostrare l’inflazione in aumento a 1,7% da un precedente 1,1% sia sulla misura nazionale che sull’indice armonizzato. L’inflazione core è attesa in recupero di due decimi all’1,0%. L’inflazione spagnola è attesa aggirarsi intorno all’1,8% fino a fine anno per effetto della spinta dalla componente energia, spinta che rientrerà in parte a inizio 2019 dal momento che il confronto diverrà meno favorevole.

Francia. La seconda lettura dovrebbe confermare che nel primo trimestre il PIL ha rallentato di quattro decimi a 0,3% t/t da 0,7% t/t (e a 2,1% a/a da 2,6% a/a). I dati usciti tra la prima (27/04) e la seconda stima non hanno aggiunto elementi per ipotizzare una revisione al rialzo del PIL. Nel trimestre in corso prevediamo un’accelerazione di un decimo a 0,4% t/t, anche se l’impatto degli scioperi rimane una fonte di incertezza alla previsione.

Francia. La spesa per consumi è attesa calare marginalmente ad aprile a -0,2% m/m dopo essere rimasta circa invariata a marzo (+0,1% m/m). Nel mese le vendite di auto dovrebbero aver contributo negativamente stando ai dati sulle immatricolazioni; il consumo dell’energia potrebbe essere cresciuto (ma i dati climatici finora disponibili sono scarsi). Se confermato la variazione annua passerebbe a 1,6% da 2,3%, impostando i consumi per un rimbalzo di 0,6% t/t nel trimestre in corso dopo la stagnazione del precedente.

Area euro. L’indice di fiducia economica (ESI) elaborato dalla Commissione UE è atteso circa stabile a maggio per il 2° mese consecutivo a 112,7. L’indice di fiducia presso le imprese manifatturiere potrebbe cedere ancora a maggio, mentre l’indice di fiducia nei servizi potrebbe tornare a migliorare. Ci aspettiamo condizioni stabili anche presso le famiglie. Nel complesso, l’indagine della Commissione resta su livelli coerenti con un’espansione dell’economia Eurozona anche se a ritmi più moderati che a fine 2017.

Stati Uniti

La stima ADP degli occupati non agricoli privati a maggio è prevista dal consenso a 190 mila, dopo 204 mila di aprile.

La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe essere rivista verso il basso a 2,1% t/t ann., da 2,3% t/t ann. della stima advance, sulla scia di dati più deboli per i consumi (1% t/t ann., da 1,1% t/t ann.), per gli investimenti sia residenziali sia non residenziali (strutture) e per il canale estero. La previsione è di riaccelerazione nel 2° trimestre. La stima nowcast del PIL è di 4,1% t/t ann. per l’Atlanta Fed, 3,2% t/t ann. per la NY Fed e di 3,7% t/t ann. per la St Louis Fed.

La stima preliminare della bilancia commerciale dei beni di aprile dovrebbe registrare un deficit in aumento a -72 mld da -68,3 mld di marzo. I dati dovrebbero registrare un calo delle esportazioni dopo l’incremento di +2,9% m/m di marzo, mentre le importazioni dovrebbero crescere a un ritmo solido, compensando circa la variazione negativa del mese precedente, sulla scia di una probabile ricostituzione delle scorte.

La Fed pubblica il Beige Book, che dovrebbe confermare espansione diffusa a tutti i settori, scarse pressioni inflazionistiche e diffusa preoccupazione fra le imprese per gli sviluppi della politica del commercio internazionale.

Ieri sui mercati

La curva BTP ha subito ieri un drammatico movimento, con violenti rialzi che hanno coinvolto tutte le scadenze, e un netto appiattimento dei premi al rischio. Il BOT semestrale è stato piazzato a un rendimento di 1,213%, che marca un rialzo di ben 163pb rispetto ad aprile – interamente dovuto alla revisione del premio per il rischio. Lo spostarsi delle tensioni sulla parte breve della curva BTP, purtroppo, è un segnale che la sfiducia nel debito italiano è salita ulteriormente di livello, rivelando i primi dubbi degli investitori sulla volontà e/o capacità della futura maggioranza di governo di onorare le scadenze di pagamento e di garantire la stabilità monetaria. Il contagio della crisi italiana si è manifestato con pressioni al rialzo sui premi per il rischio anche sul debito greco, portoghese, spagnolo e finanche francese – sebbene modesti rispetto a quanto avvenuto su quello italiano, e con un crollo dei rendimenti sul debito tedesco. Ci sono stati riflessi anche sui mercati valutari, dove l’euro è sceso a 1,1525 contro dollaro e ha segnato un minimo infragiornaliero di 1,1393 contro franco svizzero.

Italia. A maggio, è calata la fiducia delle famiglie e (solo lievemente) quella delle imprese. Tra le aziende, il morale è diminuito nei servizi e nelle costruzioni, mentre è rimbalzato nel commercio ed è rimasto stabile nel manifatturiero. Ciò che ha pesato maggiormente è la percezione delle condizioni economiche del Paese, particolarmente in chiave prospettica: su tali valutazioni potrebbe aver inciso l’incertezza politica. Le vicende politiche (con le conseguenze che ne sono derivate sui mercati finanziari) potrebbero impattare ulteriormente sulle indagini di fiducia di giugno. In ogni caso, le prospettive per l’economa stanno gradualmente cambiando. Manteniamo la nostra previsione (più cauta del consenso e dei principali previsori internazionali) di 1,3% sulla crescita 2018, ma i maggiori rischi riguarderanno l’evoluzione del ciclo nel 2019 (nello scenario di base, la nostra attuale stima è 1,2%). I rischi sullo scenario di crescita, che fino a qualche mese fa valutavamo verso l’alto e poi bilanciati, appaiono oggi verso il basso.

Francia. L’indice di fiducia dei consumatori elaborato dall’INSEE è rimasto stabile a maggio a 100, con il dato di aprile rivisto al ribasso di un punto a 100 da 101. Il morale si è deteriorato pensiamo per effetto degli scioperi a singhiozzo che si stanno trascinando da oltre due mesi. Nel trimestre in corso il morale si è riportato sulla media storica, in marginale calo da 101 del primo.

BCE Lautenschlaeger ha dichiarato che il Consiglio potrebbe comunicare come intende procedere con gli acquisti nell’ambito dell’EAPP alla riunione del 14 giugno. Secondo il membro del comitato esecutivo, le indicazioni dai dati sono coerenti con una moderazione del ciclo ma non indicano una svolta. Le condizioni per un rialzo più duraturo dei prezzi interni dovrebbero essere ormai soddisfatte. La BCE è chiaramente avviata verso l’uscita dalle misure non convenzionali, continuare con gli acquisti a lungo potrebbe rendere i mercati, in particolare dei titoli corporate, meno liquidi. Lautenschaleger ha sottolineato che il programma di acquisto titoli EAPP non è uno strumento standard ma va utilizzato solo in caso di rischio generalizzato di deflazione all’interno della zona euro.

Stati Uniti. La fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board a maggio sale a 128 (massimo da maggio 2001) da 125,6 di aprile (rivisto verso il basso). La valutazione della situazione corrente sale a 161,7 da 157 e le aspettative salgono a 105,6 da 104,3. L’opinione sul mercato del lavoro è mista con aumenti simultanei dell’indice di “jobs plentiful” e di quello di “jobs hard to get”; indicazioni analoghe emergono per gli indici a sei mesi. I dati danno supporto alla previsione che la crescita di consumi e attività acceleri nel 2° trimestre dopo il rallentamento di inizio anno.

Stati Uniti. L’amministrazione Trump si prepara ad annunciare entro il 15 giugno la lista di prodotti su cui verranno applicati i dazi su 50 mld di dollari di importazioni dalla Cina. La comunicazione della Casa Bianca sorprende dato che pochi giorni fa Cina e USA avevano dichiarato che ci sarebbe stata una pausa sul fronte dei dazi mentre proseguono i negoziati fra i ministeri competenti. A fine settimana il segretario del commercio Ross sarà a Pechino per proseguire le trattative. La Cina ha risposto all’annuncio di ieri affermando che è “all’interno delle aspettative”, e rappresenta un modo per cercare di alzare la pressione sugli incontri dei prossimi giorni.

Giappone. Le vendite al dettaglio di aprile sorprendono verso l’alto con un aumento di 1,4% m/m e di 1,6% a/a. I dati seguono una correzione mensile di -0,6% m/m a marzo e danno un’indicazione di ripresa dei consumi nel 2° trimestre dopo la stagnazione di inizio anno.

Fonte: BONDWorld.it


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