Area euro. La seconda stima dovrebbe confermare il calo del PMI manifatturiero a 55,5 a maggio da 56,2, per effetto del calo degli ordini all’export…..
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L’indice rimane su livelli coerenti con un’espansione moderata dell’attività manifatturiera nei mesi primaverili anche se a ritmi più blandi che a fine 2017.
Italia. La seconda stima dovrebbe confermare il dato preliminare sulla crescita del PIL nel 1° trimestre (0,3% t/t, in linea con i tre mesi precedenti, per una crescita annua in rallentamento a 1,4% da 1,6%). Lo spaccato è atteso confermare che la crescita è venuta dalla domanda domestica (al lordo delle scorte), in presenza di un contributo negativo dal commercio con l’estero (stimiamo una contrazione sia per l’export che per l’import). Dal lato della domanda domestica, ci aspettiamo una frenata degli investimenti (dopo tre trimestri molto forti, a un ritmo congiunturale medio del 2,2% t/t). Un ruolo non secondario potrebbe essere giocato dalle scorte, dopo che i magazzini nella seconda metà del 2017 avevano sottratto quasi mezzo punto a trimestre alla crescita del PIL. In prospettiva, il PIL potrebbe riaccelerare a 0,4% t/t nel trimestre corrente, per poi tornare sulla stessa velocità di crociera media vista nell’ultimo anno (0,3% t/t) nel secondo semestre.
Stati Uniti. L’employment report di maggio dovrebbe dare ulteriori notizie positive sul mercato del lavoro. Gli occupati non agricoli sono previsti in aumento di 210 mila, dopo +164 mila di aprile e 135 mila di marzo. La crescita degli occupati dovrebbe essere diffusa a tutti i settori, con una ripresa nelle costruzioni e nel settore finanziario e costante espansione nelle altre sotto-categorie. L’occupazione e la forza lavoro rilevate con l’indagine presso le famiglie dovrebbero riprendersi dopo due mesi deboli, determinando una stabilizzazione del tasso di disoccupazione a 3,9%, sui minimi da dicembre 2000. I salari orari sono previsti in modesta crescita, +0,2% m/m, dopo +0,1% m/m, con una variazione annua stabile a 2,6% a/a. I dati non dovrebbero modificare le prospettive della politica monetaria.
Stati Uniti. La spesa in costruzioni ad aprile è prevista in aumento di 0,8% m/m, dopo -1,7% m/m di marzo. I dati di marzo avevano registrato una sorprendente correzione, dopo sette mesi consecutivi di rialzi mensili, dovuta al comparto privato (-2,1% m/m) a fronte di un incremento nel segmento pubblico (+3% m/m). Le costruzioni residenziali completate ad aprile sono aumentate e puntano a un moderato aumento della spesa nel mese.
Stati Uniti. L’ISM manifatturiero a maggio dovrebbe aumentare a 58, da 57,3 di aprile. L’indagine ad aprile aveva registrato modeste flessioni delle principali componenti, e a maggio si dovrebbe vedere una ripresa di produzione e occupazione, e una stabilizzazione della componente prezzi pagati intorno al livello di aprile, 79,3, già sui massimi da aprile 2011. Il settore resta in espansione, sostenuto anche dallo stimolo fiscale. Le indagini regionali (NY Fed, Philadelphia Fed, Richmond Fed) sono state generalmente positive, con rialzi in linea con un’accelerazione del ritmo di espansione del settore.
Stati Uniti. Le vendite di autoveicoli a maggio dovrebbero essere poco variate a 17,2 mln di unità ann. da 17,16 mln di aprile.
Ieri sui mercati
Italia. Dopo giorni ricchi di colpi di scena e incertezza, ieri sera è stata annunciata la formazione di un governo incentrato su una maggioranza 5-stelle e Lega. La squadra di governo presenta diversi innesti ‘tecnici’ importanti, come al ministero dell’economia e al ministero degli affari esteri. Il timore di colpi di mano sull’euro ne esce fortemente ridimensionato, il che dovrebbe ridurre nel breve termine le tensioni fra gli investitori. Si attendono ora indicazioni più precise riguardo alla strategia di azione rispetto al ‘contratto’ siglato due settimane fa dai due maggiori partiti, che non prevedeva alcun ordine di priorità delle misure, né un piano finanziario, e che perciò era stato all’origine di forti turbolenze di mercato. Il nuovo governo giurerà oggi alle h. 16:00.
Area euro. La stima flash ha mostrato un’impennata dell’inflazione a 1,9% a maggio da un precedente 1,2%, più alto sia del consenso (1,6%) che della nostra previsione (1,8%). È il massimo da oltre un anno. L’inflazione nel mese ha sorpreso verso l’alto in tutti i principali Paesi. Il rialzo è spinto dall’effetto base sull’energia (+6,1% da +2,6% a/a), ma anche l’inflazione core (al netto di energia, alimentari e tabacchi) è salita più del previsto, a 1,1% da 0,7%, sul venir meno dell’effetto di calendario sui prezzi dei servizi ricreativi. Nei prossimi mesi, l’inflazione headline potrebbe rimanere in prossimità del 2% e l’indice core dovrebbe salire verso 1,5% per fine anno.
Francia. La stima flash mostra un aumento dei prezzi al consumo superiore alle attese a maggio: le variazioni mensili dell’indice nazionale e armonizzato registrano un avanzamento di +0,4% m/m. L’inflazione accelera di quattro decimi al 2,0% sulla misura nazionale, spinta dal balzo dei prezzi dell’energia (+10,0% a/a), del tabacco (+16,1%) e dei prodotti alimentari freschi (+4,9% a/a).
Italia. A maggio, l’inflazione annua è salita significativamente e più del previsto, in Italia come nel resto dell’eurozona (in Italia, a 1,1% da 0,5% precedente secondo l’indice nazionale e da 0,9% precedente sulla misura armonizzata). Come altrove, le maggiori pressioni al rialzo sono venute da alimentari ed energia, il che ha riguardato maggiormente i beni a più alta frequenza di acquisto e il cosiddetto “carrello della spesa”: ciò potrebbe avere un impatto sull’inflazione percepita e attesa dai consumatori. In sintesi, il dato non cambia di molto lo scenario, in quanto conferma la nostra idea che il punto di minimo per l’inflazione fosse alle spalle e che da maggio potesse innescarsi un chiaro trend al rialzo. Tale tendenza dovrebbe continuare nei prossimi mesi, portando l’indice in area 1,8-1,9% per fine anno.
Area euro. Il tasso di disoccupazione è sceso di un decimo a 8,5% nella media area euro, da un 8,6% precedente (rivisto al rialzo di un decimo). Per la media eurozona, ci aspettiamo un calo più lento nei prossimi trimestri, fino all’8,2% a fine anno.
Italia. La disoccupazione è tornata a salire ad aprile, all’11,2% dopo che il dato di marzo è stato rivisto verso l’alto a 11,1%. Tuttavia, così come già a marzo, il dettaglio dell’indagine non è negativo, in quanto mostra per il secondo mese un incremento significativo sia dell’occupazione che del tasso di partecipazione (entrambi a nuovi massimi storici). Sebbene i rischi al ribasso sull’economia e sull’occupazione siano cresciuti di recente (come visibile anche da valutazioni meno ottimistiche sul mercato del lavoro da parte di imprese e famiglie), confermiamo la nostra stima di un calo del tasso dei senza-lavoro a 10,7% in media d’anno nel 2018 (dopo l’11,3% del 2017). Nel nostro scenario centrale, la disoccupazione calerebbe ulteriormente, attorno al 10%, l’anno prossimo, ma evidentemente le incognite sull’evoluzione del ciclo nel 2019 sono molto maggiori, e dipenderanno in primis dall’evoluzione dello scenario politico e sui mercati finanziari.
Stati Uniti. Entreranno da oggi in vigore dazi punitivi rispettivamente del 25% e del 10% su prodotti in acciaio e alluminio importati da UE, Canada e Messico. L’UE potrebbe ora applicare le misure di rappresaglia già programmate. I dazi hanno già causato un forte aumento di alluminio e acciaio negli Stati Uniti, beneficiando i produttori, ma danneggiando le imprese che utilizzano il metallo nei propri processi produttivi e gli utilizzatori finali.
Stati Uniti. Le nuove richieste di sussidio sono calate da 234mila a 221mila, più del previsto. Meglio delle attese anche il Chicago PMI, salito da 57,6 a 62,7. Al contrario, le vendite di case in corso sono calate a sorpresa di -1,3% m/m. Sul fronte Fed, Brainard ha confermato l’orientamento a favore di rialzi graduali; Mester e Quarles hanno giudicato le turbolenze italiane irrilevanti per il loro giudizio sui fondamentali degli Stati Uniti.
Giappone. Confermato in calo il PMI manifatturiero, anche se il dato di maggio è stato rivisto da 52,5 a 52,8 (aprile: 53,8).
Cina. Il PMI manifatturiero di maggio rilevato da Caixin-Markit è rimasto invariato a 51 rispetto ad aprile.
Fonte: BONDWorld.it
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