Nella zona euro, le indagini di produzione industriale di aprile dovrebbero indicare un rallentamento in Germania (0,3% m/m) e Spagna (0,4% m/m) e una ripresa dell’attività in Francia (0,2% m/m). …..
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La seconda stima del PIL dell’Eurozona dovrebbe confermare che nel 1° trimestre l’economia si è espansa al ritmo di 0,4% t/t, in rallentamento rispetto alla fine del 2017. Infine, le vendite al dettaglio dell’Eurozona sono attese avanzare di 0,3% m/m ad aprile dopo la quasi stagnazione di marzo.
La settimana ha pochi dati in uscita negli Stati Uniti. L’ISM non manifatturiero a maggio dovrebbe registrare un modesto rialzo, coerente con l’accelerazione dell’attività nel 2° trimestre. La crescita della produttività nel 1° trimestre dovrebbe essere rivista marginalmente verso il basso dopo la revisione del PIL.
Ieri sui mercati
Italia. La seconda lettura del dato sul PIL relative al 1° trimestre 2018 ha confermato la stima preliminare: 0,3% t/t (in linea con il 4° trimestre 2017) e 1,4% a/a (da 1,6% a fine 2017). Tuttavia, il dettaglio per componenti di domanda non è incoraggiante. Infatti, si è registrato un calo marcato degli investimenti e dell’export e l’espansione è dovuta tutta ai magazzini. Continuiamo a ritenere che il PIL possa mantenere all’incirca la stessa velocità di crociera (0,3% t/t) nell’orizzonte prevedibile, in coerenza con una crescita annua 2018 a 1,3%. Tuttavia, i rischi sullo scenario di crescita, che fino a qualche mese fa valutavamo verso l’alto e poi bilanciati, appaiono oggi verso il basso. Rimane elevate incertezza circa l’evoluzione del ciclo l’anno prossimo: il nostro scenario di base è 1,2%, ma saranno decisive le mosse di politica fiscale del nuovo governo.
Spagna. Dopo le dimissioni di Rajoy, sfiduciato dal parlamento, l’incarico di primo ministro è andato al segretario del PSOE, Sánchez, che potrebbe formare un esecutivo di soli socialisti. Il nuovo governo, che non disporrà di una maggioranza parlamentare di riferimento, potrebbe avere vita breve. Il PSOE dovrà ora decidere se far indire nuove elezioni già questo autunno, o se tentare di estendere la vita del governo fino al 2019.
Stati Uniti. Gli occupati non agricoli aumentano di 223 mila unità e i dati dei due mesi precedenti sono rivisti complessivamente verso l’alto per 15 mila. Il tasso di partecipazione cala a 62,7% da 62,8% di aprile e il tasso di disoccupazione scende di 1 decimo a 3,8%, sui minimi da aprile 2000. I salari orari sono in crescita di 0,3% m/m, dopo +0,1% m/m ad aprile, segnalando che per ora l’aumento medio dei salari non si discosta significativamente da 0,2% m/m. Su base annua i salari crescono di 2,7% a/a, appena al di sopra della variazione di 2,6% a/a vista nei tre mesi precedenti. Il mercato del lavoro continua a dare indicazioni di raggiungimento del pieno impiego, senza però segnalare surriscaldamento dei salari, mantenendo aperta la strada agli “ulteriori graduali rialzi” dei tassi da parte della Fed.
Stati Uniti. L’ISM manifatturiero a maggio aumenta a 58,7, da 57,3 di aprile e dà supporto alla previsione di riaccelerazione della crescita nel 2° trimestre, dopo un 1° trimestre relativamente debole.
Stati Uniti. La spesa in costruzioni ad aprile rimbalza di +1,8% m/m (+7,6% a/a), dopo il calo di -1,7% m/m a marzo.
Stati Uniti. Le vendite di nuovi autoveicoli a maggio correggono a 16,8 mln di unità ann., da 17,1 mln di aprile.
Il G-7 ha emesso un comunicato critico delle decisioni americane di introdurre dazi su alluminio e acciaio e più in generale della minaccia al multilateralismo che essi rappresentano.
Fonte: BONDWorld.it
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