Flash i dati importanti della giornata

Flash: Grecia. Si attende oggi la decisione dell’Ecofin

Francia. L’indice di fiducia delle imprese manifatturiere elaborato dall’INSEE è visto in aumento a giugno a 110 grazie a una decisa ripresa degli ordini. In media trimestrale il livello del morale nel manifatturiero si è parzialmente deteriorato nel secondo trimestre,…..

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ma rimane comunque sui massimi dal 2001.

Area euro. La stima flash dell’indice di fiducia dei consumatori dell’Eurozona a giugno potrebbe correggere nuovamente scendendo a zero da 0,2; dall’anno scorso il livello del morale è andato migliorando diffusamente tra i consumatori dell’Eurozona, ma negli ultimi mesi l’indice sembra in via di stabilizzazione poco sopra lo zero.

Grecia. Si attende oggi la decisione dell’Ecofin sull’alleggerimento delle scadenze debitorie della Grecia (probabilmente nella forma di un’ampia diluizione temporale dei pagamenti), la predisposizione di una linea di credito per garantire la copertura delle scadenze nei prossimi 18-24 mesi e forse un sistema di monitoraggio che garantisca la disciplina fiscale.

Regno Unito. La riunione del Monetary Policy Committee della Bank of England si chiuderà senza variazioni della politica monetaria (Bank Rate invariato a 0,5%), con i mercati attenti a eventuali segnali che la banca centrale intenda muovere i tassi ad agosto. Almeno 2 membri del comitato, Saunders e McCafferty, dovrebbero votare per un immediato rialzo. Tuttavia, il MPC continuerà a nostro giudizio a essere frenato dal rischio Brexit e dall’aumento delle tensioni commericiali, a fronte di dati discreti ma inequivocabilmente forti.

Stati Uniti. L’indice della Philadelphia Fed a giugno è previsto in calo a 24, dopo il forte rialzo a 34,4 di aprile, con un ritorno all’interno dell’intervallo di fluttuazione degli ultimi 6 mesi. Rispetto a maggio si dovrebbero vedere correzioni di ordini, consegne e occupati. I prezzi ricevuti saranno da monitorare, come indicatore di pressioni inflazionistiche: negli ultimi 6 mesi i prezzi ricevuti nell’indagine sono stati su un trend in rialzo e sembrano segnalare un aumento di pricing power delle aziende.

Ieri sui mercati

Stati Uniti. Powell (presidente Fed), in un intervento al convegno della BCE a Sintra, ha rinforzato il messaggio moderatamente hawkish della riunione del FOMC, affermando che, “con l’economia forte e rischi per lo scenario bilanciati, il caso per la continuazione di aumenti graduali del tasso dei fed funds rimane forte e ampiamente supportata”. A suo avviso i tassi sono ancora accomodanti, circa 100 pb al di sotto del livello neutrale. Powell ha riconosciuto la difficoltà delle decisioni della Fed in un regime in cui la relazione fra inflazione e disoccupazione sembra essere molto allentata e ha sottolineato l’incertezza dovuta anche alla scarsità di episodi storici con caratteristiche analoghe a quelle attuali. Il presidente della Fed ha avvertito però che “se le banche centrali diventano compiacenti e sfruttano la mancanza di reazione dell’inflazione alla bassa disoccupazione” spingendo l’utilizzo delle risorse “in modo persistente e significativo oltre i livelli sostenibili”, ci potrebbe essere una spinta verso l’alto sulle aspettative di inflazione. Inoltre, secondo Powell la relazione fra disoccupazione potrebbe essere non-lineare, con l’implicazione che “un mercato del lavoro molto sotto pressione potrebbe determinare ampi effetti non lineari” sui prezzi. Powell ha però indicato che per ora non ci sono rischi di surriscaldamento e che i rialzi graduali dei tassi sono mirati anche ad ancorare le aspettative di inflazione. Riguardo alla politica commerciale, la Fed ritiene che in caso di modifiche significative sarebbe necessario rivedere lo scenario. Le parole di Powell suggeriscono il suo posizionamento a favore di 4 rialzi nel 2018 nel grafico a punti pubblicato la settimana scorsa, e di un sentiero dei tassi sempre graduale.

Stati Uniti. Le vendite di case esistenti a maggio calano marginalmente a 5,43 mln di unità ann., da 5,45 mln (rivisto da 5,42 mln). Le vendite calano di -0,6% m/m nel segmento delle unità monofamiliari, mentre aumentano di 1,6% m/m nel segmento più piccolo e volatile delle unità multi-familiari. La stabilità delle vendite da inizio anno è in gran parte dovuta alla scarsità di case disponibili; le scorte a maggio sono pari a 4,1 mesi, poco sopra la media di 3,7 mesi da inizio anno.

Regno Unito. Il governo è riuscito a far bocciare dal parlamento, con 319 voti contro 303, l’emendamento che avrebbe imposto un voto significativo sui piani del governo in caso di fallimento dei negoziati con l’UE.

Fonte: BONDWorld.it


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