Area euro. La stima flash potrebbe segnalare un nuovo marginale cedimento del PMI manifatturiero a giugno a 55,2 da 55,5 con l’indice tedesco a 56,5 da 56,9 e quello francese a 54,1 da 54,4…..
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L’indice Eurozona dei servizi potrebbe stabilizzarsi attorno a 54,1 da 53,8, supportato da un recupero dei servizi tedeschi a 52,4 da 52,1 e da un avanzamento di quelli francesi a 55,0 da 54,3. Di conseguenza l’indice PMI composito potrebbe rimanere circa stabile a 54,0 da 54,1 dopo quattro mesi di cali consecutivi.
Francia. La terza lettura (finale) dovrebbe confermare che il PIL ha frenato a 0,2% t/t nel primo trimestre da 0,7% t/t a causa della stagnazione dell’export e di un rallentamento della domanda interna. Per il trimestre in corso prevediamo un’accelerazione di un decimo allo 0,3% t/t, anche se gli scioperi a singhiozzo (che si stanno protraendo anche in giugno) potrebbero aver avuto un impatto negativo superiore alle attese.
Belgio. L’indice di fiducia economica elaborato dalla Banca del Belgio potrebbe migliorare a giugno, salendo a 0,5 da 0,2, sulla scia di un recupero dell’indice manifatturiero dopo il vistoso arretramento tra aprile e maggio. Un miglioramento del morale nel manifatturiero belga potrebbe segnalare un prossimo recupero nei livelli di attività anche nel manifatturiero dei paesi core dell’Eurozona.
Paesi Bassi. La seconda lettura dovrebbe confermare che il PIL è avanzato di 0,5% t/t nel primo trimestre (e a 3,1% a/a da 3,3% a/a), due decimi in meno rispetto a fine 2017, principalmente per effetto della brusca frenata del canale estero dopo sei trimestri positivi. La crescita acquisita sarebbe quindi pari all’1,6% per il 2018: per il trimestre in corso ci aspettiamo un ritmo di espansione simile a quello visto nel primo (0,5% t/t)..
Ieri sui mercati
Grecia. L’Eurogruppo ha approvato un’ampia dilazione delle scadenze di pagamento su 96 miliardi di euro di debiti esteri del paese, rinviando dal 2023 a al 2033 le prime rate. In questo modo, il servizio del debito sarà molto modesto nel prossimo decennio. Inoltre, l’ultima tranche degli aiuti finanziari è stata aumentata da 11,7 a 15 miliardi, per consentire alla Grecia di costituire una riserva di liquidità che garantisca flessibilità nell’accesso al mercato.
BCE. Per Weidmann, annunciare la fine degli acquisti era un passo necessario per proseguire con la normalizzazione della politica monetaria. L’uscita dalle misure non convenzionali sarà, in ogni caso, un percorso lungo e graduale ha assicurato il più falco dei membri del Consiglio BCE. Villeroy è intervenuto sui rischi di aumento delle barriere commerciali e ha sottolineato che gli effetti non sono valutabili tramite modelli macro standard dal momento che questi sottovalutano l’effetto sulla fiducia delle misure. Villeroy ha anche detto che la BCE è meno certa sulla posizione del ciclo ma ha valutato che l’inflazione sta muovendo nella giusta direzione. Villeroy, inoltre, ha notato che i costi dell’incertezza sulla politica fiscale e gestione dei conti pubblici posso non farsi sentire sulla dinamica dei premi al rischio anche in assenza di una crisi vera e propria.
Francia. L’indice INSEE per le imprese manifatturiere è rimasto stabile a giugno a 110, con il livello di maggio rivisto al rialzo di un punto da 109.
Area euro. La stima flash mostra che l’indice di fiducia dei consumatori dell’Eurozona corregge a giugno oltre le attese, scendendo a -0,5 da 0,2 e segnando un minimo da ottobre scorso.
Regno Unito. La Bank of England ha mantenuto il bank rate invariato a 0,50%, come atteso, ma con un voto di 6-3 invece del previsto 7-2. Inoltre, ha segnalato che inizierà a ridurre gradualmente il suo portafoglio di titoli quando i tassi ufficiali saranno a 1,5%, invece che al 2,0% precedentemente annunciato. Oltre a McCafferty (che cesserà di far parte del MPC il 31 agosto, dopo la prossima riunione) e Saunders, questa volta ha votato a favore di un rialzo anche il chief economist Andrew Haldane.
Stati Uniti. L’indice della Philadelphia Fed a giugno cala a 19,9 da 34,4 di maggio. Le principali componenti sono coerenti con continua espansione dell’attività.
Giappone. Il CPI a maggio aumenta di 0,7% a/a (da 0,6% a/a di aprile) e rimane generalmente debole. L’indice al netto degli alimentari freschi è in rialzo di 0,7% m/m come ad aprile. Il CPI al netto di alimentari freschi ed energia è stabile su base mensile e rallenta a 0,3% a/a, da 0,4% a/a di aprile. La previsione di ripresa della crescita nella parte centrale dell’anno rende probabile un marginale rafforzamento della dinamica dei prezzi nei prossimi mesi, anche se l’obiettivo del 2% resta lontano e non sarà probabilmente raggiunto prima del 2020-2021 (al netto del rialzo dell’imposta sui consumi). E’ probabile che il prossimo aggiornamento dello scenario della BoJ, a fine luglio, incorpori una nuova revisione verso il basso del sentiero dell’inflazione.
Giappone. L’indice Nikkei PMI manifatturiero (stima flash) aumenta a giugno a 53,1 da 52,8 di maggio. Produzione, scorte e occupazione sono in accelerazione, ma gli ordini, gli ordini all’export e i tempi di consegna flettono, segnalando mancanza di spinte solide per la parte centrale dell’anno.
Fonte: BONDWorld.it
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