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Intesa Sanpaolo: Anna Maria Grimaldi su indice IFO di giugno

Intesa Sanpaolo. L’indice di fiducia IFO è sceso ancora a giugno a 101,8 da un precedente 102,3, circa in linea con le previsioni. A cedere, è la valutazione…


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di Anna Grimaldi senior economist della Direzione studi e ricerche di Intesa Sanpaolo


sulla situazione corrente che passa a 105,1 da un precedente 106,1, si tratta di un minimo da maggio 2017. Le attese, invece, restano stabili a 98,6. 

– Lo spaccato settoriale mostra un calo diffuso a tutti i settori del clima di fiducia. Nel manifatturiero, il morale è calato a 23,8 da un precedente 24,1. Nei servizi, la fiducia è passata a 25,9 da 27,1. Nella distribuzione, il morale cala di 3,2 punti a 11,3, per effetto del crollo di fiducia nel commercio al dettaglio 2,5 da 7,5. Anche nelle costruzioni, dove finora il sentiment è solo salito, si registra una correzione a 19,4 da 20,4.  La valutazione più cauta delle prospettive di business non interessa solo la situazione corrente ma anche i prossimi mesi dal momento che le attese sono calate ancora, fatta eccezione per le costruzioni (v. fig.2).

– In tutti i settori, la fiducia rimane ancora al di sopra della media di lungo termine e coerente con una crescita ancora positiva dell’attività anche se a ritmi più blandi che a aprile e maggio. Il dato di giugno dovrebbe essere più attendibile di quelli dei due mesi precedenti, sporcati da effetti di calendario inusuali. 

– Le indicazioni dall’indagine IFO di ulteriore rallentamento sono in contrasto con i segnali di stabilizzazione emersi con la pubblicazione del PMI composito e servizi, lo scorso venerdì. L’indice IFO si è aggirato in media a 102,1 nel trimestre primaverile, 2 punti al di sotto del livello invernale e circa tre punti al di sotto del livello di fine 2017. L’indice sintetico rimane ancora una deviazione standard al di sopra della media di lungo termine ma è indubbio che l’economia tedesca sta rallentando verso ritmi di crescita più blandi e appena al di sopra del potenziale. Per il 2° trimestre manteniamo una previsione di crescita di 0,45% tt, dopo lo 0,4% tt dei mesi invernali. Nonostante le indagini segnalino un ulteriore rallentamento in primavera, ricordiamo che l’attività nel 1° trimestre è stata depressa da fattori inusuali: scioperi, e fattori climatici, potrebbe quindi vedersi un recupero nel 2° trimestre. A questo punto per valutare le prospettive di crescita dell’economia tedesca non resta che attendere i dati di luglio.

– Il rallentamento dell’economia tedesca non può ricondursi solo al manifatturiero ma sembra interessare tutti i comparti. L’andamento del ciclo tedesco ha implicazioni per il resto della zona euro. Segnaliamo il rischio che nei mesi estivi la crescita possa assetarsi intorno a 0.4% tt meno rispetto alle nostre stime ufficiali.

Fonte: BONDWorld.it


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