Area euro. La seconda lettura dovrebbe confermare che a giugno il PMI manifatturiero ha corretto a 55,0 da 55,5, con l’indice tedesco in calo di un punto a 55,9 e quello francese a 53,1 da 54,4….
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Nel 2° trimestre le indagini PMI per il manifatturiero hanno registrato un rallentamento del ritmo produttivo con l’indice Eurozona a 55,6 da 58,3.
Area euro. Il tasso disoccupazione a maggio è atteso stabile all’8,5% a maggio. Ci aspettiamo ulteriori cali nei prossimi mesi grazie all’andamento solido del ciclo.
Italia. Il tasso di disoccupazione dovrebbe riprendere a calare a maggio, di almeno un decimo a 11,1%. La salita di aprile era dovuta al calo degli inattivi, in presenza di un aumento degli occupati. Inoltre, l’indagine di fiducia dei consumatori ha evidenziato a giugno un deciso calo delle attese sulla disoccupazione. Tuttavia, in relazione agli ultimi dati meno positivi del previsto, e tenuto conto dei rischi al ribasso sull’economia, abbiamo di recente rivisto lievemente al rialzo la nostra stima sul tasso dei senza-lavoro nel 2018, a 11% (dopo l’11,3% del 2017). Nel nostro scenario centrale, la disoccupazione dovrebbe calare ulteriormente, al 10,5%, l’anno prossimo, ma le incognite sull’evoluzione del ciclo sono molto maggiori nel 2019, e dipenderanno in primis dagli sviluppi sullo scenario politico e sui mercati finanziari.
Stati Uniti. La spesa in costruzioni a maggio dovrebbe aumentare di 0,4% m/m, dopo +1,8% m/m di aprile. La spesa ad aprile è stata spinta dal segmento privato, in rialzo di 2,8% m/m, con una variazione di 4,5% m/m per l’edilizia residenziale e di 0,8% m/m per quella non residenziale. Entrambe queste componenti dovrebbero essere in rialzo solido nel 2° trimestre.
Stati Uniti. L’ISM manifatturiero a giugno è previsto in calo a 58 da 58,7 di maggio. A maggio l’indagine riportava attività, occupazione e prezzi in rialzo, ma ordini, ordini inevasi e ordini dall’export in calo. A giugno ci dovrebbe essere un ulteriore rialzo dei prezzi pagati, sulla scia dei rincari del petrolio e dell’acciaio; a fronte di una correzione di attività e ordini dall’estero. Il settore manifatturiero, nonostante i crescenti timori legati alla guerra dei dazi, nei prossimi trimestri si manterrà in espansione, anche se si apriranno possibili spazi per un rallentamento nella parte finale dell’anno.
Stati Uniti. Le vendite di autoveicoli a giugno sono previste in rialzo a 16,9 mln di unità ann. dopo 16,8 mln a maggio.
I market mover della settimana
Nella zona euro, il focus sarà sui dati di produzione industriale di maggio. Ci aspettiamo un recupero in Germania (0,6% m/m) e Spagna (1% m/m). Il tasso di disoccupazione è visto stabile nella media area euro all’8,5% e in calo in Italia all’11,1%. Le vendite al dettaglio dell’Eurozona dovrebbero registrare ancora un modesto incremento a maggio. Le seconde stime per i PMI di giugno dovrebbero confermare il miglioramento dell’indice composito su spinta dei servizi ma il calo dell’indice per il manifatturiero.
La settimana ha molti dati in uscita negli Stati Uniti. L’employment report a giugno darà ancora informazioni positive, con una crescita solida degli occupati non agricoli, il tasso di disoccupazione stabile a 3,8% e una variazione vicina a 0,23% m/m dei salari. Gli indici ISM dovrebbero correggere modestamente, restando però su livelli elevati e la spesa in costruzioni dovrebbe essere in rialzo su base mensile. I verbali della riunione del FOMC di giugno dovrebbero dare qualche informazione sulle opinioni relative al numero di rialzi previsti quest’anno.
Venerdì sui mercati
Germania E’ ancora crisi tra Merkel e l’alleato bavarese Seehofer. L’accordo sulla gestione dei flussi migratori, raggiunto a Bruxelles lo scorso venerdì, è incompleto e risolve solo in parte le questioni sollevate da Seehofer, alleato bavarese della CDU di Angela Merkel, che due settimane fa aveva lanciato un ultimatum alla cancelliera. Pertanto ieri in tarda serata, Seehofer ha minacciato le dimissioni da ministro dell’interno e segretario della CSU, dimissioni per ora rifiutate. Ricordiamo che Seehofer,nel 2015, era fermamente contrario all’apertura delle frontiere voluta dalla cancelliera. Seehofer aveva offerto tre alternative alla CSU di cui è segretario: piegarsi alla politica della Merkel, applicare un rigido controllo delle frontiere, far sì che Merkel lo licenziasse. Le dimissioni sono sicuramente una mossa più morbida rispetto al licenziamento, ma la frattura all’interno della coalizione resta.
L’inflazione torna al target BCE, ma i prezzi core calano di nuovo L’inflazione euro zona è salita meno del previsto a giugno al 2,0% da un precedente 1,9%. Sul mese, i prezzi al consumo dovrebbero essere cresciuti di 0,1% m/m. Il rincaro del prezzo del petrolio continua a spingere il capitolo energia che avanza di 0,9% m/m, dopo il +2,2% del mese precedente. Gli alimentari freschi sono calati di 0,3% m/m ed in parte hanno compensato l’aumento dei prezzi energetici. I prezzi al netto di energia e alimentari, avanzano di 0,1% m/m, di riflesso l’inflazione core è scesa di un decimo all’1,2% a/a. Nei prossimi mesi, l’inflazione complessiva dovrebbe rimanere appena al di sotto del 2,0%, mentre la dinamica sottostante potrebbe calare di un decimo all’1,1%.
Eurozona. L’Euro Summit ha deciso che l’ESM sarà utilizzato entro il 2024 come finanziatore d’ultima istanza del Single Resolution Fund (SRF), secondo le modalità che saranno concordate entro il dicembre 2018, ma probabilmente tramite l’erogazione di una linea di credito rinnovabile. Tuttavia, ciò soltanto se per allora vi sarà stato sufficiente progresso nella riduzione dei rischi. Il Consiglio Europeo ha anche preso atto della lettera inviata dal presidente dell’Eurogruppo, Centeno, che riferisce di un ‘ampio consenso’ a favore del monitoraggio di 6 indicatori (capital ratio, leverage ratio, LCR, NSFR, NPL ratio e MREL ratio) nell’ambito del processo di riduzione del rischio nel sistema bancario, in vista dell’elaborazione di nuova normativa europea in materia. Nessuna decisione sulla riforma dell’ESM è stata presa, e il comunicato si limita a invitare l’Eurogruppo a discutere ulteriormente le questioni portare all’attenzione del Consiglio Europeo.
Stati Uniti. La spesa personale a maggio aumenta di 0,2% m/m, dopo due mesi di crescita molto solida (+0,5% m/m ad aprile e 0,6% m/m di marzo). In termini reali, la spesa è invariata su base mensile; la frenata dei consumi a maggio è dovuta alla componente servizi, che in termini reali ha segnato una correzione di -0,2% m/m, per via di un calo delle utilities legato alle condizioni climatiche. I dati portano a rivedere verso il basso le previsioni di crescita dei consumi nel 2° trimestre, pur mantenendole al di sopra del 3% t/t ann. Il trend della spesa resta comunque solido, con una spinta dal reddito disponibile reale in rialzo di 0,2% m/m. Il reddito personale cresce di 0,4% m/m, con un aumento di 0,3% m/m sia del reddito da lavoro sia del reddito disponibile. Il tasso di risparmio si riprende modestamente risalendo a 3,2% da 3% di aprile. I deflatori dei consumi, sia headline sia core, sono in rialzo di 0,2% m/m. L’inflazione core è ora al 2%, per la prima volta da aprile 2012, ma non ci sono indicazioni di significativo overshooting dell’obiettivo della Fed nei prossimi trimestri.
Giappone. L’indice Tankan delle grandi imprese manifatturiere nel 2° trimestre segna la seconda correzione consecutiva, a 21 da 24 (consenso: 22), con un outlook stabile a 21. Per le grandi imprese non manifatturiere invece si registra un miglioramento a 224 da 23 (consenso: 23), ma le aspettative peggiorano a 21. L’indagine dà indicazioni positive per i piani di investimento e il mercato del lavoro e nel complesso conferma che la ripresa giapponese dovrebbe proseguire su ritmi moderati, archiviando la contrazione del 1° trimestre come un fenomeno transitorio.
Cina. Il PMI del settore manifatturiero rilevato dal NBS è sceso a 51,5 in giugno da 51,9 di maggio, riportandosi sui livelli di marzo e poco al di sopra di aprile (51,4). Al contrario, il PMI del settore non manifatturiero è salito per il 4° mese consecutivo portandosi a 55 in giugno, tornando sui livelli di fine 2017, con il PMI dei servizi che è rimasto a 54, stabile rispetto a maggio, e quello delle costruzioni in aumento a 60,7 da 60,1 in maggio.
Cina. Il PMI manifatturiero redatto da Caixin-Markit è sceso lievemente, dopo due mesi a 51,1, portandosi a 51, lo stesso livello di marzo. La componente degli ordini totali è rimasta in territorio espansivo a 51,7, solo marginalmente al di sotto di maggio (51,8), insieme a quella della produzione, salita poco al di sopra di 52, mentre la componente degli ordini esteri è scesa a 48,8, rimanendo per il terzo mese consecutivo al di sotto di 50, spinta al ribasso dall’incertezza sull’evoluzione delle politiche commerciali di Cina e USA. La componente occupazione è ai minimi da agosto del 2017 mentre sono salite le componenti dei prezzi, portandosi ai massimi degli ultimi 11 mesi.
Fonte: BONDWorld.it
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