Germania. La produzione industriale ha registrato un balzo di 2,6% m/m in maggio, coerente con il forte andamento degli ordinativi pubblicato ieri…
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Forte crescita anche per la produzione nelle costruzioni (+3,1% m/m, che segue un dato positivo anche ad aprile). I dati di giugno offriranno indicazioni più attendibili, dopo mesi disturbati da fattori di calendario e meteorologici. Le indagini di fiducia presso le imprese suggeriscono ancora un indebolimento della domanda.
Stati Uniti. L’employment report di giugno dovrebbe confermare il quadro estremamente positivo del mercato del lavoro, in linea con una crescita del PIL prevista al di sopra del 4,5% t/t ann. nel 2° trimestre. Gli occupati non agricoli sono previsti in aumento di 200 mila, dopo 223 mila a maggio, con incrementi diffusi a gran parte dei settori come nei mesi precedenti. Il tasso di disoccupazione dovrebbe stabilizzarsi a 3,8%, come a maggio, dopo due mesi consecutivi di riduzioni. Il tasso di partecipazione dovrebbe risalire di un decimo, con una variazione positiva della forza lavoro dopo due mesi molto deboli. I salari orari dovrebbero aumentare di 0,3% m/m come a maggio, dando un segnale di modesta accelerazione della dinamica retributiva collegata al continuo calo di risorse inutilizzate.
Stati Uniti. Questa notte sono entrati in vigore i nuovi dazi americani su 34 mld di dollari di importazioni dalla Cina a cui seguiranno misure su altri 16 mld di dollari intorno a fine mese. La Cina risponderà con misure analoghe in dimensione ed entità, colpendo importazioni dagli USA per 34 mld di dollari, in prevalenza beni di consumo (fra cui le auto) e beni agricoli (di particolare importanza la soia) e per circa due/terzi prodotti da multinazionali.
Ieri sui mercati
Italia. In un‘intervista rilasciata a Bloomberg, il ministro dell’economia Tria ha affermato che nei piani del governo i progetti su reddito di cittadinanza e flat tax procederanno di pari passo, e sono considerati provvedimenti necessari per supportare la crescita. Tuttavia, il ministro ha affermato che il cambio di rotta rispetto ai precedenti esecutivi non sarà tanto sul livello del deficit ma sulla composizione di entrate e uscite ovvero sul policy mix. Il governo secondo Tria non intende peggiorare la posizione sul piano del disavanzo strutturale (anzi possibilmente intende migliorarla), ma, visti anche i rischi al ribasso sul ciclo, è possibile che il deficit nominale sia più alto rispetto allo 0,9% incluso nel DEF.
Stati Uniti. La stima ADP degli occupati non agricoli privati a giugno registra una variazione mensile di +177 mila unità, diffusa a tutte le dimensioni di impresa e a tutti i settori. Il dato di maggio è rivisto verso l’alto a 189 mila. Il rapporto ADP di giugno è in linea con un altro employment report molto positivo.
Stati Uniti. I nuovi sussidi di disoccupazione nella settimana conclusa il 30 giugno salgono a 231 mila, da 228 mila della settimana precedente. I sussidi restano sui minimi da circa 35 anni e confermano la riduzione di risorse inutilizzate sul mercato del lavoro.
Stati Uniti. L’ISM non manifatturiero a giugno aumenta a 59,1, da 58,6 di maggio, con indicazioni di crescita più rapida e rialzi delle componenti attività e ordini. Secondo l’ISM, il livello di giugno è coerente con una crescita del PIL di 3,7% su base annua. I dati dell’ISM non manifatturiero, insieme a quelli del manifatturiero, sono coerenti con una crescita molto solida nel 2° trimestre (prev. ISP: 4,8% t/t ann.), in netta ripresa dopo la crescita debole del 1° trimestre (2% t/t ann.).
Stati Uniti. I verbali della riunione del FOMC di metà giugno confermano che la Fed intende proseguire sul sentiero di graduali rialzi, in un contesto di crescita “molto forte”, sopra il potenziale, e di inflazione stabilmente intorno al 2%, portando i tassi “al livello, o poco sopra, stimato per il più lungo termine entro il 2019 o il 2020”.
Regno Unito. Le dichiarazioni del governatore della BoE, Carney, hanno rafforzato l’attesa per un rialzo dei tassi ufficiali alla riunione del 2 agosto.
Fonte: BONDWorld.it
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