Flash i dati importanti della giornata euro

Flash: Area Euro. La riunione della BCE dovrebbe essere interlocutoria.

 Il Consiglio, molto probabilmente confermerà la valutazione dello scenario macro di crescita ancora solida e ribadire la maggiore fiducia in un ritorno duraturo dell’inflazione verso l’obiettivo di medio termine….

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Durante la conferenza stampa vi saranno domande su come interpretare la nuova guidance sui tassi di interesse ed in particolare il riferimento a tassi fermi “attraverso l’estate del 2019” e se tale dicitura esclude un rialzo a luglio del prossimo anno. Ragionevolmente Draghi vorrà indicare che la guidance è state contingent e pertanto eventuali evoluzioni dipenderanno dalla dinamica inflazionistica.

Italia. La fiducia di famiglie e imprese potrebbe tornare a calare a luglio dopo il miglioramento del mese precedente. Il morale delle famiglie è visto a 115 dopo il 116,2 di giugno: la flessione potrebbe riguardare soprattutto le componenti che più erano avanzate a giugno e cioè il clima economico nazionale e le aspettative per il futuro. Tra le imprese, si potrebbe assistere a un recupero nel manifatturiero (a 107,3 da 106,9 precedente), sulla scia di qualche segnale di ripresa di vigore degli ordini dall’estero; tuttavia, l’indice composito potrebbe risentire di una correzione nei servizi e nel commercio dopo il balzo del mese scorso.  L’indice di fiducia delle famiglie a luglio è atteso risalire in Francia a 99 da 97 dopo due mesi di cali. Nel 2° trimestre il livello del morale aveva ceduto leggermente rispetto al 1° scendendo sotto la media storica a 99, confermando la moderazione dei consumi in atto da inizio anno. Nei prossimi mesi il morale delle famiglie potrebbe risalire supportato dalle misure fiscali espansive del Governo. In Germania, la fiducia presso le famiglie è vista scivolare a luglio dopo due mesi di stabilità a 10,7, livello ampiamente al di sopra della media di lungo termine. Potrebbero aver pesato sul morale le tensioni politiche interne tra Merkel e ministro dell’interno Seehofer sulle politiche per l’immigrazione.

Stati Uniti

Il deficit commerciale dei beni (prel.) a giugno è previsto -65, da -64,8 mld di maggio. A giugno si dovrebbe registrare un ulteriore aumento solido dell’export, dovuto sia ai volumi sia ai prezzi (in rialzo di 0,3% m/m), a fronte di una correzione delle importazioni, circa stagnanti in volume, ma rallentate dal calo dei prezzi (-0,4% m/m). Il canale estero dovrebbe dare un ampio contributo alla crescita del 2° trimestre, che però dovrebbe invertirsi di segno nel 3°, con l’entrata in vigore dei nuovi dazi.    

Gli ordini di beni durevoli di giugno (prel.) sono attesi in rialzo di 2,8% m/m dopo -0,4% m/m di maggio, spinti da un rimbalzo della componente trasporti, dopo due mesi di contrazioni nel comparto dell’aeronautica civile. Al netto dei trasporti gli ordini dovrebbero aumentare di 0,5% m/m, dopo la stagnazione di aprile. Gli ordini nell’indagine ISM di giugno sono rimasti su livelli elevati (63,5 da 63,7 di maggio), mentre la componente ordini dall’estero è risalita modestamente dopo tre mesi di ampie correzioni. Per ora non si vedono effetti rilevanti dall’introduzione dei nuovi dazi, vista la forza della domanda domestica. Però nella parte finale dell’anno e soprattutto nel 2019 si potrebbero manifestare segnali di freno alla crescita se non ci sarà un’inversione dell’escalation delle tensioni sui dazi. Ieri sui mercati

Juncker tende la mano a Trump primi segnali di distensione su dazi e barriere commerciali tra UE e Stati Uniti. In un comunicato congiunto i due leader hanno annunciato che lavoreranno per eliminare dazi e barriere commerciali sui beni non industriali. Nonostante nessuna delle due parti abbia nominato esplicitamente i dazi sulle auto, è stato specificato che durante i negoziati non saranno introdotte nuove misure protezionistiche. L’accordo nonostante abbia avuto un esito migliore delle attese non allontana del tutto lo spettro di un aumento dei dazi sulle auto, come ha fatto notare la camera di commercio e industria tedesca DIHK. Non è stata ancora fissata una data per i prossimi incontri, ma Trump ha indicato che l’Unione Europea si è impegnata a comprare” molta più soia” americana, colpita dalla retaliation dalla Cina. I mercati hanno accolto positivamente la notizia. L’azionario americano ha chiuso in rialzo per il 4° giorno consecutivo mentre i rendimenti obbligazionari americani sono saliti marginalmente.

Germania L’indice di fiducia IFO è sceso meno delle attese a luglio a 101,7 da 101,8. La valutazione sulla situazione corrente migliora a 105,3 da 105,1. Altresì, come da previsioni, scivolano le attese per i prossimi mesi a 98,2 da 98,5.  Lo spaccato settoriale dell’indagine rivela un peggioramento di morale nel manifatturiero (22,4 dal 23,9) nel commercio e distribuzione (10,4 dall’11,4), ma un miglioramento nei servizi (26,7 da 26). Nell’edilizia, il morale delle imprese rimane euforico e in crescita (27,4 dal 19,4) ed è chiaramente questo comparto che ha tenuto su la fiducia complessiva a luglio. Le aspettative per i prossimi tre mesi sono scese in tutti i settori tranne che per la costruzione. La stabilizzazione dell’indice IFO e della componente condizioni correnti è una buona notizia in quanto segnala che la decelerazione di attività economica, registrata tra gennaio e maggio, non ha guadagnato ancora piede a luglio. Sebbene in netto calo rispetto a fine 2017, la fiducia rimane al di sopra della media di lungo termine in tutti i settori e su livelli coerenti con il proseguimento della fase di espansione ciclica anche a inizio estate. La Bundesbank, all’inizio di questa settimana, ha dichiarato che la crescita del PIL dovrebbe aver ritrovato slancio nel 2° trimestre, dopo essere rallentata a 0,3% t/t nel 1°, in parte su fattori temporanei. Prevediamo una crescita del PIL di 0,45% t/t nel 2° trimestre (i dati saranno diffusi il prossimo 14 agosto). L’IFO di luglio suggerisce che la crescita del PIL potrebbe stabilizzarsi sul ritmo del 2° trimestre anche nei mesi estivi. Tuttavia, il calo delle aspettative segnala che un ulteriore indebolimento in agosto / settembre non è da escludere. Il picco di questo ciclo è chiaramente alle spalle. Una decelerazione della crescita è da considerarsi fisiologica dopo diversi trimestri di forte espansione al di sopra del tendenziale e in parte auspicabile per un’economia che sta operando al pieno impiego e con un output gap positivo. Si tratta di una moderazione della fase di espansione non di arresto. Continuiamo a prevedere una crescita del PIL intorno all’1,8% a/a, ancora al di sopra del trend (1,4%). In questa fase, il principale rischio per l’economia tedesca è l’ escalation delle tensioni su dazi e politiche commerciali nei prossimi mesi. L’IFO (vedi IFO Institute: US Tariffs on Cars would cost Germany Five Billion Euros , il 24 maggio 2018) stima che un aumento del 25% dei dazi sulle automobili vendute negli Stati Uniti (circa 700.000 nel 2016, il 4% delle importazioni di auto americane) avrebbe un impatto di almeno -0,2% sul PIL tedesco, molto superiore all’effetto delle tariffe sull’alluminio e sull’acciaio (-37 milioni di euro). L’impatto potrebbe rivelarsi maggiore se l’annuncio di ulteriori dazi dovesse deprimere fiducia e spingere le imprese a posporre gli investimenti.

Area euro La dinamica di M3 è accelerata più del previsto a giugno al 4,4% da un precedente 4,0%, si tratta di un massimo dal 2009. L’aggregato M1 è rallentato a 7,4% a/a da un precedente 7,5% a/a, la dinamica dei depositi a breve termini M2 è meno negativa (-0,9% da un precedente -1,7%) e così quella dell’aggregato M3-M2 (-2,4% da un precedente -5,1%). Tra le controparti M3, accelera sensibilmente la crescita dei prestiti alle imprese non finanziarie al 4,1% da un precedente 3,7%, i prestiti alle famiglie crescono a ritmi stabili: 2,9%.

Stati Uniti Le vendite di case nuove a giugno hanno corretto a 631 mila, un minimo da otto mesi. Il dato di maggio è stato rivisto significativamente al ribasso a 666 mila unità da un precedente 689 mila.  Il dato è inferiore alle attese. I nuovi cantieri hanno toccato un picco a fine 2017 e dovrebbero mantenere un trend appena positivo quest’anno. Anche la fiducia dei costruttori ha raggiunto un plateau nell’ultimo anno, su livelli elevati intorno ai massimi visti nel periodo del boom immobiliare. Gli investimenti residenziali dovrebbero crescere a ritmi modesti nel prossimo biennio.

Stati Uniti Mercoledì i senatori Doug Jones, democratico dell’Alabama, e Lamar Alexander, repubblicano del Tenesse, due stati in cui sono attivi produttori stranieri di auto, hanno introdotto una legislazione bipartisan che dovrebbe impedire all’amministrazione Trump di imporre dazi fino al 25% su automobili e componentistica fino a quando l’ International Trade Commission non avrà condotto uno studio completo sull’industria automobilistica.

Fonte: BONDWorld.it


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