Irlanda. Il governo irlandese ha ceduto alle richieste arrivate da più Paesi europei ed ha formalmente chiesto l’aiuto dell’Unione europea e del Fmi per sanare i conti pubblici ed il salvataggio del sistema bancario nazionale….
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Il Governo di Dublino ha inoltre definito un piano quadriennale per la riduzione del deficit dal 32 al 3%. I 2/3 della manovra sarebbe rappresentata da tagli, anche al Welfare (il 5% il primo anno, fino all’11% del 2014) e a 20.000 dipendenti pubblici, con un piano di esodi volontari. La rimanente quota invece arriverebbe da aumenti fiscali. Il piano di salvataggio dell’Irlanda avrà una durata di 3 anni e la sua entità sarà fissata alla fine del mese. Ulteriore supporto finanziario dovrebbe arrivare dalla Svezia e dal Regno Unito. Nella giornata di ieri, il partito dei Verdi, necessario per tenere in piedi il governo irlandese, ha chiesto le elezioni anticipate in seguito alla richiesta d’aiuto avanzata dall’Irlanda. Il mercato, temendo il rischio di una paralisi del Paese in un momento cruciale, non ha apprezzato la richiesta e il CDS 5y ha allargato di 17,8 bp.
Usa. Si sono già aperti i giochi per le elezioni politiche del 2012 Usa. I due candidati outsider dati per favoriti alla corsa per la Casa Bianca per il partito repubblicano sono il miliardario Donald Trump e la candidata alla vicepresidenza alle scorse elezioni Sarah Palin. Trump ha già fatto riferimento alla “questione cinese” dichiarandosi abituato a trattare con i cinesi. Palin ha invece dalla sua il successo che sta ottenendo il Tea Party, movimento della quale è leader.
Apec meeting. L’ultimo incontro tra i Paesi dell’Apec, al quale hanno partecipato anche Usa e Russia, ha messo al bando le misure protezionistiche tra i Paesi membri. Nel dettaglio, è stato deciso di non introdurre nuovi dazi fino a tutto il 2013 e provare a rimuovere quelli sorti nei momenti più duri della crisi. Ancora un rinvio invece per l’apertura dell’organismo a nuovi membri vista la necessità di riorganizzare al meglio l’esistente. L’obiettivo resta quello indicato nel 2009 a Singapore: creare una zona di libero commercio che unisca le economie sulle due sponde del Pacifico. Per raggiungere l’obiettivo, è stata confermata la scadenza del 2020.
WTO. Secondo il direttore generale del WTO Pascal Lamy la currency war potrebbe innescare un ritorno al protezionismo in stile anni ’30, correndo così il rischio di sconvolgere la stabilità finanziaria globale. Lamy ha inoltre precisato che le svalutazioni competitive non riusciranno a diminuire il tasso di disoccupazione delle economie avanzate.
Cina. I timori cinesi relativi alla crescita dell’inflazione e allo sviluppo di bolle speculative sugli asset finanziari e reali ha portato la PBOC ad alzare il livello delle riserve bancarie delle banche commerciali dello 0,5% per la seconda volta in due settimane. Il coefficiente di riserva arriva così al 18,5% ed entrerà in vigore dal prossimo 29 novembre. La misura dovrebbe ridurre la liquidità di circa 330 mld di yuan (circa 50 mld $). Per il 2010, si tratta del quinto aumento consecutivo della riserva obbligatoria che va ad aggiungersi all’aumento dei tassi dello scorso 19 ottobre.
India. Il ministro indiano delle Telecomunicazioni Andimuthu Raja ha rassegnato ieri le sue dimissioni. Si tratta delle terze dimissioni nell’ultima settimana per la compagine governativa indiana. Martedì scorso, subito dopo la partenza del presidente americano, Barack Obama, la leader del Partito del Congresso, Sonia Gandhi, aveva costretto alle dimissioni Suresh Kalmadi, responsabile dell’organizzazione dei Giochi del Commonwealth di New Delhi, e Ashok Chavan, governatore dello stato del Maharastra, coinvolti in diverse vicende di corruzione. Raja è sotto inchiesta per il sospetto di avere favorito nel 2008 alcuni operatori di telefonia mobile causando mancati introiti al Governo per 40 miliardi di dollari. Raja contesta gli addebiti che gli sono stati mossi e afferma di essersi dimesso solo per non creare situazioni imbarazzanti al Governo e al sistema parlamentare. Sebbene alcuni economisti sostengano la tesi relativa ad un potenziale sorpasso della crescita indiana su quella cinese, la presenza di elevata corruzione risulta un forte limite all’arrivo di nuovi investimenti nel Paese.
Indonesia. Il Governo indonesiano sta studiando la creazione di un fondo volto a stabilizzare il prezzo dei Govies nel caso di vendite massicce da parte degli investitori esteri dovuto al peggioramento della situazione economica globale. Si tratta di un metodo alternativo all’introduzione di una tassa sugli investimenti stranieri adottata da alcuni Paesi emergenti, tra cui il Brasile. Tale imposta non ha tuttavia frenato in modo significativo gli investimenti provenienti dalle economie mature considerato che il differenziale di rendimento EM-DV rimane ancora elevato. L’istituzione di un fondo salva-Govies ha di sicuro una maggiore efficacia ma si tratta di un’opzione più dispendiosa. Nei giorni scorsi la Banca centrale indonesiana ha inoltre sospeso il collocamento dei Bank Indonesia Certificates (SBI), titoli a 3 mesi. In cambio sono stati offerti certificati di deposito non negoziabili di identica durata. La banca centrale indonesiana potrebbe inoltre incrementare il periodo di detenzione obbligatoria di un mese dei SBI. Le detenzioni di titoli di stato indonesiani da parte di investitori stranieri è aumentata del 2% a 21,91 mld $ all’11 novembre rispetto ai 21,48 mld di fine ottobre.
GM. Il ritorno in borsa di General Motors è stato definito l’inizio di una nuova era dal presidente Obama. La quotazione della casa automobilistica americana può simboleggiare infatti la rinascita dell’industria Usa che, dopo aver sofferto durante la crisi, ritorna ad essere autonoma dal supporto statale e vive una sorta di rinascita. Inoltre, l’IPO di GM potrebbe fungere da esempio per ridare la fiducia ad altre corporate che potrebbero decidere di quotarsi. Ma, a parte il significato emotivo per l’economia americana, i risultati del primo giorno di contrattazione sono stati sotto le aspettative per GM. Il titolo ha chiuso in rialzo del 3,6% contro una media di +9,7% registrato dalle maggiori IPO statunitensi nel primo giorno di contrattazioni. Il titolo ha registrato un +7% ad inizio seduta. Secondo il Wall Street Journal, tale “sottoperformance” è stata causata dalla decisione del Governo Usa di vendere una quota più consistente della partecipazione rispetto alle previsioni iniziali e dalla fissazione di un prezzo di 33 $ per azione anziché a quello in precedenza stabilito di 26/29 $.
Dell. Dell ha chiuso il terzo trimestre con un utile netto più che raddoppiato di 822 mln di dollari (42 cents ad azione), rispetto ai 337 mln (17 cent) dell’anno prima. Escluse poste straordinarie, l’EPS balza a 45 cents, superando le stime degli analisti di 33 cent. I ricavi segnano una crescita del 19% a 15,4 mld di dollari, anche se risultano appena sotto il consensus di 15,7 mld. Le azioni Dell hanno chiuso le contrattazioni del 19 novembre, prima seduta utile dopo la pubblicazione dei conti, in rialzo dell1,68% a 13,9 dollari, contro il Nasdaq che ha guadagnato lo 0,15%. Usa – Russia. Durante il vertice Nato, è stato siglato un accordo storico tra Usa e Russia volto alla riduzione delle armi nucleari denominato Start II. Tale accordo prevede il taglio del 30% degli arsenali e fissa un limite di 1.550 atomiche a testa. L’unico vero successo nella politica estera ottenuto da Obama rischia però di essere intralciato dal Senato che dovrà ratificare l’accordo. Non è scontato l’appoggio repubblicano che è essenziale per raggiungere la maggioranza dei due terzi necessaria per la ratifica. Intesa storica anche per la cooperazione Nato-Russia sullo sviluppo di uno scudo di difesa missilistica.
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