La settimana è stata sostanzialmente dominata dalla doccia fredda greca (che ha in qualche modo sgonfiato le pressioni sui CDS spread. La conclusione alla quale…..
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sono giunti i policy maker europei sarebbe stata, poi in definitiva, che un potenziale supporto al governo greco potrebbe giungere solo in caso questo fosse necessario.
Il rischio è che il consumatore americano si trovi a dovere attendere più a lungo la consegna del suo i-pad e che Apple trovi i suoi margini progressivamente erosi dall’inflazione da commodities sul piano cinese.
di equilibrio ad un livello più basso, alleviando le pressioni sociali che stanno crescendo negli ultimi mesi.
Sicuramente la proposizione di una simile teoria non potrà non scandalizzare i puristi della Bundesbank, che potrebbero ben presto trovarsi a fare i conti con un drammatico tracollo dei consumi e delle transazioni commerciali infra-europee che impatterà sulla velocità della ripresa tedesca. D’altro canto però, l’incresciosa situazione greca potrebbe in effetti gettare le
basi per un progressivo accentramento presso Bruxelles di una politica fiscale dell’eurozona (nell’arco di alcuni decenni ovviamente).
Si tratterebbe dell’unica rivoluzione possibile in grado di avvicinare il modello europeo a quello cinese che, a tutti gli effetti, si sta dimostrando essere quello più flessibile e maggiormente in grado di adattarsi ai mutamenti sociali, economici e culturali del terzo millennio.
Per concludere, ho avuto modo di ascoltare dalla viva voce di Draghi l’intervento dello scorso sabato nell’ambito del convegno Assiom Forex svoltosi a Napoli. Al di la dei commenti sulla situazione macro, hanno colpito la mia attenzione le annotazioni fatte in relazione all’applicazione della cosiddetta “Volker Rule” anche qui in Europa. Tralasciando l’atteggiamento spiccio e diretto di chi da per scontata una stretta sulla regolamentazione, il presidente del Financial Stability Board ha posto come obbiettivo la definizione di Bilanci bancari caratterizzati da un attivo di qualità e da una leva moderata. Pur non parlando di riduzione delle attività di prop-trading, ha implicitamente suggerito un loro possibile forte ridimensionamento concentrandosi inoltre sul sostanziale split dei gruppi internazionali in banche regolate localmente. Il cosiddetto schema delle subsidiary bancarie andrebbe così a garantire che il singolo regulator (ed il singolo stato sovrano) sia in grado di garantire autonomamente per le istituzioni finanziarie presenti sul suo suolo.
Per la prima volta in molte settimane sentiamo però un policy maker mettere “le mani avanti” riguardo la necessità di adottare regole in grado di garantire comunque una vigilanza su base consolidata e soprattutto in grado di evitare una pericolosa segmentazione del mercato che risolverebbe un problema per crearne un altro.
Dati per la prossima settimana: occhi puntati sui molti dati Usa previsti per la settimana. Attenzione su dati di natura immobiliare tra cui il MBA Mortgage Applications Houdsing Starts, che ci permettono di capire lo stato di salute del mercato immobiliare che ha un effetto diretto su sulle entrate private ed espansione economica. Da sottolineare anche il Producer Price Index, il Consumer Price Index ed i Jobless Claims, che secondo consensus non dovrebbero distaccarsi in maniera significativa dai valori precedenti.
Tra i dati europei in uscita segnaliamo Euro-Zone Trade Balance, PMI ed Industrial New Orders. Dati dei singoli paesi: CPI greco e svedese, PMI di Francia e Germania, Retail Sales e dati occupazionali UK.

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