Da seguire: Area Euro: – Aste – L’Italia colloca oggi 4 miliardi di BOT con scadenza 15/12/2011; il titolo dovrebbe uscire con rendimenti appena ….
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sotto il 2%, circa 20pb sopra i livelli dell’asta di novembre e circa 40pb sopra l’Euribor annuale (1,528% nella rilevazione di ieri).
– Francia. La produzione industriale delude le attese, segnando una flessione di ben -0,8% m/m in ottobre. Segnali incoraggianti erano arrivati dal PMI Manifatturiero, che aveva toccato a novembre il massimo degli ultimi 10 anni.
– Italia. A ottobre la produzione industriale dovrebbe crescere di 0,6% m/m dopo il crollo di -2,1% m/m registratosi a settembre. Su base annua, secondo i dati grezzi, il tasso di crescita dell’output rallenterebbe a 1% da 4,1% a/a. Guardando ai dati corretti per i giorni lavorativi la crescita annua rimarrebbe ferma a 4,1% a/a. Ci aspettiamo che il trimestre in corso veda una produzione poco più che stagnante, in deciso rallentamento rispetto ai primi tre trimestri dell’anno. Ma il ciclo espansivo nell’industria non appare terminato e la crescita annua dovrebbe restare positiva anche nel 2011 (stimiamo +1,8% in media annua).
– Italia. La lettura definitiva sulla crescita del PIL nel 3° trimestre dovrebbe confermare la crescita di 0,2% t/t, in rallentamento dallo 0,5% t/t del trimestre precedente. Anche la variazione annua dovrebbe essere confermata a 1,0% a/a da 1,3% a/a registrato nel 2° trimestre. Il dettaglio dovrebbe mostrare che anche in questo trimestre la crescita è stata trainata dal commercio con l’estero, mentre i consumi privati (così come quelli pubblici) potrebbero essere risultati sostanzialmente stagnanti (frenati soprattutto dal comparto dei beni durevoli), gli investimenti delle imprese potrebbero essere calati per via del rientro dell’effetto Tremonti-ter e il settore costruzioni dovrebbe essere rimasto in recessione per l’11° trimestre consecutivo.
Stati Uniti
– La bilancia commerciale a ottobre dovrebbe registrare un deficit di 45 miliardi di dollari, da 44 miliardi di settembre. Esportazioni e importazioni dovrebbero essere in aumento, ma il ritmo dell’import sarà più sostenuto, dopo un calo di 1% m/m a settembre. Le indicazioni dagli ordini all’export di ottobre e novembre dell’ISM e l’attività dei porti sulla costa ovest segnalano una crescita delle esportazioni in accelerazione nel corso del 4° trimestre, che dovrebbe sostenere i volumi e la domanda aggregata.
– I prezzi all’import dovrebbero registrare un nuovo ampio aumento a novembre, +0,6% m/m, dopo +0,9% m/m a ottobre. A novembre la dinamica dei prezzi sarà determinata di nuovo da significativi aumenti del prezzo del petrolio e, in misura minore, dalle commodities agricole. Al netto del petrolio l’aumento dei prezzi dovrebbe essere più contenuto rispetto al mese di ottobre (+0,4% m/m) e riavvicinarsi alla dinamica dei mesi precedenti (media agosto-settembre: +0,2% m/m).
– La lettura preliminare dell’indice di fiducia delle famiglie rilevato dall’University of Michigan dovrebbe migliorare ancora rispetto ai livelli raggiunti con i dati finali di novembre, salendo a 72,5 da 71,6. L’indice settimanale ABC nell’ultima settimana di novembre è salito a -45, su livelli che non si vedevano da metà ottobre e le indicazioni congiunturali e di mercato sono generalmente in miglioramento. La fiducia tornerebbe così stabilmente in un intervallo analogo a quello visto a inizio anno, prima del rallentamento che aveva generato i timori di ricaduta recessiva.
Ieri sui mercati
Riallargamento degli spread sovrani nella zona euro, con l’eccezione dell’Irlanda (-1pb), in un contesto di moderato rientro dei tassi di rendimento sui titoli americani e tedeschi. Cambio euro/dollaro relativamente stabile, anche se il margine di oscillazione infragiornaliero è stato superiore alla figura (1,3163-1,3322). Tassi Euribor pressoché invariati ed Eonia ancora abbastanza elevato, a 0,646%, nonostante l’eccesso di riserve di oltre 58 miliardi.
Area euro
Il governatore della Banca d’Italia, Draghi, si è detto conscio dei rischi insiti in acquisti su grande scala dei titoli di stato, tra i quali soprattutto l’indipendenza e la violazione dello spirito del Trattato sull’Unione Europea. La risposta alla crisi dovrebbe arrivare dai governi, con azioni di risanamento fiscale credibili e riforme strutturali per rilanciare la crescita. “Se la comunicazione sarà efficace, se l’azione politica è solida e se l’impegno è percepito come duraturo, i mercati sicuramente ne terranno conto”. Neppure la centralizzazione delle emissioni di titoli risolverebbe le cause di fondo della crisi. Draghi ha anche affermato che la BCE sta discutendo misure concrete per ridurre la dipendenza delle banche fragili dalla liquidità creata dalla banca centrale, perché non si vuole che la politica monetaria sia inquinata dalle esigenze” di tali banche.
Parere negativo alla proposta Tremonti-Juncker di centralizzazione delle emissioni è venuto anche dalla Slovacchia.
Stati Uniti
I sussidi di disoccupazione nella settimana conclusa il 4 dicembre sono scesi a 421 mila da 438 mila della settimana precedente. La media mobile a 4 settimane è sui minimi da giugno 2008 e dà ulteriore segnale di miglioramento del mercato del lavoro nonostante il deludente employment report di novembre. I sussidi esistenti scendono a 4,08 milioni nella settimana conclusa il 27 novembre, da 4,27 milioni. I sussidi estesi con i fondi federali di emergenza, nella settimana conclusa il 20 novembre, scendono di 390 mila a 4,5 milioni.
I dati dei flussi dei fondi del 3° trimestre mostrano un aumento del debito totale del 4,2% t/t ann. Le famiglie continuano nel processo di riduzione delle passività con un calo di -1,7% t/t ann.; le imprese tornano ad accumulare debito, se pure a un ritmo moderato (+1,7% t/t ann., dopo -0,1% nel 2° trimestre) e mantengono risorse interne in eccesso rispetto alle uscite di cassa. La ricchezza netta è aumentata dopo il calo registrato nel 2° trimestre, e contribuisce a spiegare la modesta ripresa della fiducia.
I democratici hanno segnalato opposizione al pacchetto fiscale concordato dal presidente con i repubblicani. Alla Camera per ora non è stato deciso se portare il disegno di legge alla discussione in aula. In Senato invece il disegno di legge potrebbe essere discusso in tempi stretti, secondo la leadership repubblicana. I democratici proveranno a rinegoziare alcuni termini del pacchetto e potrebbero forse avere qualche spazio sui dettagli relativi all’imposta di successione, che nell’accordo verrebbe portata al 35% su patrimoni al di sopra di 5 milioni di dollari, dal regime che dovrebbe andare in vigore da gennaio 2011 (aliquota del 55% per patrimoni al di sopra di 1 milione di dollari). Il passaggio di gran parte del pacchetto sembra comunque l’esito più probabile degli attuali negoziati
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Area Euro
– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.
– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.
– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.
Stati Uniti
– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati
L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.
Area Euro
La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.
L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.
Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.
Stati Uniti
Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.
Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.
Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.
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