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FOMC 14 dicembre: conferma programma acquisti, modeste variazioni di linguaggio

Ieri sera, come ampiamente atteso, lo Statement del FOMC non ha visto cambiamenti significativi dopo l’annuncio a novembre di un nuovo programma di acquisti di asset su larga scala da parte della Fed per 600 bln. Anche la descrizione dell’attività economica non è variata in maniera significativa: viene infatti riconosciuto il proseguimento della ….


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Aletti Gestielle SGR – Laura Cavallaro -Ufficio Studi


ripresa che però non è sufficiente a ridurre la disoccupazione e a far tornare l’inflazione in linea con l’obiettivo di longer run della Fed. È stato confermato il programma di acquisti annunciato a novembre per 600 bln di Treasuries prevalentemente a lungo termine da completarsi entro giugno 2011 ad un ritmo di circa 75 bln al mese. È stata confermata anche la politica di reinvestimenti in Treasuries delle altre Securities nel portafoglio della Fed che arrivano a scadenza. Rimane la possibilità per la Fed di rivedere il ritmo ed il totale degli acquisti programmati nei prossimi mesi alla luce delle nuove informazioni sullo stato dell’economia, aggiustando il programma allo scopo di promuovere il raggiungimento del massimo livello possibile di occupazione e la stabilità dei prezzi.

A sostegno del programma di acquisti è stato mantenuto il paragrafo inserito a novembre riguardo il doppio mandato, sottolineando come al momento nessuno dei due obiettivi risulti raggiunto. Infatti, il tasso di disoccupazione è elevato e l’inflazione è inferiore al livello di lungo periodo ritenuto compatibile con l’obiettivo di stabilità dei prezzi (1.7%-2%). Sebbene il FOMC si aspetti un graduale ritorno a livelli più elevati di utilizzo delle risorse, i progressi finora registrati in tal senso sono stati molto lenti, giustificando quindi la decisione del nuovo programma di acquisti.

I Fed Funds sono stati mantenuti nel range 0%-0.25% ed è stata mantenuta l’indicazione che verranno mantenuti prossimi allo zero “for an extended period”. Continuano ad essere dettagliate le motivazioni sul perché i tassi debbano restare bassi: infatti, viene specificato come i bassi livelli di utilizzo delle risorse, l’inflazione moderata e le aspettative di inflazione stabili permetteranno di mantenere i Fed Funds a livelli eccezionalmente bassi per un esteso periodo di tempo.

La descrizione dell’attività economica vede una descrizione della ripresa continua, ma insufficiente a ridurre la disoccupazione. A novembre era vista come lenta. Per quanto riguarda il mercato del lavoro, le imprese sono riluttanti nell’effettuare nuove assunzioni, esattamente come osservato nei tre Statements precedenti. Il Consumer Spending è visto come in moderata crescita, “but remains constrained”. In particolare, i vincoli che pesano sui consumi privati sono sempre quelli indicati negli Statement precedenti: disoccupazione ancora elevata, crescita del reddito modesta, riduzione della ricchezza delle famiglie e condizioni di credito restrittive (stessi fattori evidenziati in tutti gli Statement a partire da quello di marzo). Rimane invariata la descrizione degli Investimenti in Equipment e Software, visti in crescita meno rapida che a inizio anno. Questo peggioramento era stato rilevato per la prima volta a settembre. E’ invariata la descrizione degli investimenti non residenziali in strutture, sempre visti deboli. Il settore immobiliare rimane ad un livello depresso, stessa descrizione dei tre mesi Statement precedenti.

Per quanto riguarda la descrizione dell’outlook di inflazione, questa resta assorbita nel paragrafo riguardante il doppio mandato della Fed, evidenziando come questa sia bassa, nonostante le attese siano per valori più vicini all’obiettivo di lungo periodo nei prossimi mesi. Viene anche indicato come le misure di underlying inflation abbiano continuato a rallentare, nonostante le aspettative di inflazione siano stabili.

Per l’ottavo FOMC consecutivo è rimasto il voto dissenziente di Hoenig, presidente della Fed di Kansas City dal 1991 e con una consistente storia di voti dissenzienti alle spalle (con la rotazione dei membri votanti ad inizio anno, Hoenig non avrà più diritto di voto nel 2011). Egli ritiene che alla luce dei miglioramenti registrati nell’economia l’elevato livello di accomodazione monetaria aumenti il rischio di futuri sbilanci economici e finanziari nel lungo termine, portando un aumento nelle aspettative di inflazione a lungo termine che potrebbe destabilizzare l’economia. Inoltre, Hoenig non era stato in accordo nemmeno sulla politica di reinvestimento in Treasuries a lunga alla luce delle condizioni economiche e finanziarie presenti e sul varo della nuova campagna di acquisti.

Complessivamente, lo Statement di ieri non vede grossi cambiamenti, né nella descrizione dell’attività economica né nelle azioni di politica monetaria intraprese nelle scorse settimane, in attesa di segnali più consistenti sulla sua efficacia.


Disclaimer: La source dei dati è Bloomberg e/o Datastream. Il presente documento è destinato esclusivamente al soggetto destinatario ed ha quale unico scopo quello di illustrare dati e/o pensieri ritenuti degni di nota. Pertanto tale documento ha finalità esclusivamente informative, e non può essere in alcun modo inteso o interpretato quale offerta, invito, consiglio, suggerimento o indicazione di investimento. In nessun caso il presente documento può essere diffuso al pubblico senza preventiva autorizzazione da parte della SGR. Inoltre, anche se la SGR intraprende ogni ragionevole sforzo per ottenere informazioni da fonti ritenute affidabili, non assicura in alcun modo che le informazioni, i dati, le notizie, o le opinioni contenute nel materiale siano esatte, affidabili o complete. Inoltre, la SGR non può essere ritenuta responsabile dell’utilizzo che ne viene fatto.

Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.


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