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Negli Stati Uniti l’inflazione core dovrebbe stabilizzarsi in un intervallo ristretto

Negli Stati Uniti l’inflazione core dovrebbe stabilizzarsi in un intervallo ristretto che in media annua passerà dall’1% del 2010 allo 0,9% per il prossimo anno….


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Negli Stati Uniti, nel corso del 2011 l’inflazione avrà un contributo positivo in parte dalla componente alimentare, ma soprattutto dalla componente energetica che vediamo in crescita in particolare nella parte centrale dell’anno. L’inflazione core non continuerà il calo degli ultimi mesi, ma dovrebbe rimanere in un range tra il minimo di ottobre a 0,6% a/a e valori vicini all’1% a/a per la fine del 2011.
Il CPI a novembre aumenta di 0,1% m/m (1,1% a/a), al di sotto delle aspettative di consenso (+0,2% m/m) e della media dei tre mesi precedenti (0,2% m/m). L’indice core aumenta di 0,1% m/m, 0,8% a/a (dopo +0% m/m, 0,6% a/a a ottobre). L’energia è in modesto aumento (+0,2% m/m), nonostante una variazione di +0,7% m/m della benzina. I servizi aumentano di 0,1% m/m, al netto dell’energia l’aumento è di +0,2% m/m (1,1% a/a). L’abitazione totale è invariata, ma al netto dell’energia e dei servizi non abitativi (“shelter”) i prezzi variano di 0,1% m/m: da rilevare che gli affitti aumentano di 0,2% m/m, gli affitti figurativi di 0,1% m/m, mentre alberghi e residenze registrano un calo di 1,2% m/m (il 4° calo consecutivo). Gas naturale ed elettricità registrano un calo di 0,7% m/m. I dati, quindi, confermano l’inizio di una svolta sulla componente abitazione che ha determinato gran parte del processo di disinflazione visto nel 2010. L’abbigliamento aumenta di 0,2% m/m, il primo dato positivo dopo diversi mesi di contrazioni (-0,5% medio nei tre mesi precedenti). I prezzi delle auto sono in calo (-0,3% m/m, quarto calo consecutivo, sia per il settore delle auto nuove, sia per quello delle auto usate). La sanità vede un incremento contenuto (+0,1% m/m, +3,2% a/a). L’istruzione registra un aumento marcato, +0,4% m/m, dopo diversi mesi di dinamica modesta, ancora collegato alle politiche restrittive degli stati e degli enti locali. La voce “cura della persona” è in aumento di 0,5% m/m. I dati, complessivamente, sono in linea con la previsione di svolta nel processo di disinflazione entro i primi mesi del 2011 e danno anche indicazioni di consumi reali forti: i dati delle vendite al dettaglio molto sostenuti risultano particolarmente solidi se deflazionati con i sotto indici delle diverse componenti di spesa discrezionale.
L’inflazione ha continuato a scendere per tutto il 2010. A ottobre, l’inflazione misurata con il CPI era a 1,2% a/a, con il CPI core allo 0,6% a/a; a novembre il core è salito a 0,8% a/a. Tutte le misure di inflazione danno messaggi simili, dal deflatore dei consumi all’inflazione mediana, alla media troncata. Nonostante i timori espressi dalla Banca centrale recentemente, le proiezioni macroeconomiche del FOMC a novembre hanno registrato una revisione verso l’alto sui prezzi rispetto a quanto segnalato a giugno: 1,2-1,4% nel 2010 (da 1,0-1,1%); 1,1-1,7% nel 2011 (da 1,1-1,6%). Per il deflatore core le indicazioni sono simili: 1,0-1,1% nel 2010 (da 0,8-1,0%), 0,9- 1,6% nel 2011 (da 0,9-1,3%). La nostra previsione è che il processo di disinflazione sia vicino a una svolta. Ci sono due elementi che giustificano questa previsione.
Il principale argomento a sostegno almeno di una stabilizzazione dell’inflazione core riguarda la componente abitazione. A ottobre questa componente era ancora negativa su base tendenziale per via dell’effetto confronto con l’anno precedente; ma per gran parte del 2010 le variazioni mensili sono state nulle o marginalmente negative: nel 2011 l’effetto confronto negativo sarà eliminato e ridurrà le pressioni verso il basso sul CPI core. Inoltre, i dati mostrano che gli affitti rilevati sul mercato sono in crescita più sostenuta rispetto alla componente affitti del CPI, che dovrebbe seguire nel 2011 con una dinamica positiva pur in presenza di prezzi delle case deboli o ancora marginalmente in calo. A novembre si è avuto un “assaggio” di questa svolta, con un incremento degli affitti di 0,2% m/m, mentre gli affitti figurativi sono cresciuti dello 0,1% m/m.
Il secondo argomento riguarda la dinamica della domanda finale. Le intenzioni sui prezzi rilevate dall’indagine delle piccole imprese della NFIB hanno svoltato decisamente e danno indicazioni di svolta nel trend di disinflazione (vedi grafico sotto). L’accelerazione dei consumi, la ripresa del trend del reddito personale, l’aspettativa di sostegno della politica fiscale e la svolta nelle aspettative di inflazione puntano a una stabilizzazione dei prezzi. Si aggiungono poi potenziali pressioni verso l’alto che emergono dalle materie prime, sia alimentari che energetiche.
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Nel corso del 2011 l’inflazione avrà un contributo positivo in parte dalla componente alimentare, ma soprattutto dalla componente energetica che vediamo in crescita in particolare nella parte centrale dell’anno. L’inflazione core non continuerà il calo degli ultimi mesi ma dovrebbe rimanere in un range tra l’attuale minimo di ottobre a 0,6% a/a e valori vicini all’1% a/a per la fine del 2011, in un sentiero assai stabile che in media annua passerà dall’1% del 2010 allo 0,9% per il prossimo anno.
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La dinamica stagnante dell’inflazione core lascia spazio alla Fed per proseguire con una politica monetaria espansiva, mirata anche ad ancorare le aspettative di inflazione, e allontana le preoccupazioni di eccessiva disinflazione. La componente abitativa al netto delle spese di gestione e dell’energia (shelter), il cui peso è circa del 43%, contribuirà in modo determinante a mantenere stabile l’indice core nel corso del prossimo anno.
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