Nell’area euro l’inflazione dovrebbe rimanere circa stabile nel corso del 2011, attestandosi intorno al 2% nei primi mesi, per poi calare di qualche decimo nel corso dell’anno, su valori medi intorno all’1,8% a/a. La dinamica fondamentale dell’inflazione potrebbe rimanere contenuta o in moderata …
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crescita nel 2011, intorno ad una media dell’1,5% a/a. Nell’area euro, l’inflazione è stata confermata all’1,9% a/a a novembre, così come ad ottobre. Nel mese i prezzi sono cresciuti di appena un decimo. L’unico Paese in deflazione resta l’Irlanda (-0,8% a/a), il Paese con l’inflazione più alta è la Grecia (4,8% a/a) a causa dei rincari IVA; per lo stesso motivo sopra la media si attestano Spagna e Portogallo (2,2% a/a). Nell’area euro nel mese i rincari hanno riguardato abbigliamento (0,9% m/m), energia (0,8% m/m) e alcool e tabacco (0,5% m/m), mentre sono scesi i prezzi delle voci più sensibili alla domanda come alberghi e ristorazione (-0,6% m/m), tempo libero e cultura (-0,5% m/m) e comunicazioni (-0,2% m/m). I prezzi core sono scesi di un decimo, per un CPI al netto delle componenti più volatili fermo all’1,1% a/a.
In prospettiva, nel corso del 2011 la componente “core” dell’indice (al netto di alimentari, energia, alcool e tabacco) dovrebbe evidenziare una dinamica in moderata crescita per la prima parte dell’anno. I rischi al rialzo arrivano soprattutto dalle pressioni a monte della catena produttiva. La componente core dell’indice PPI (al netto di energia e beni intermedi), mostra un trend in crescita negli ultimi mesi. Osservando i dati relativi agli ultimi anni, il PPI core sembra anticipare i punti di svolta dell’indice di inflazione core dei beni al consumo di circa 6 mesi. Questo effetto di ritardo nella trasmissione dei prezzi attraverso la catena produttiva segnalerebbe una possibile salita dell’inflazione core intorno all’1,4% attorno alla metà dell’anno. La componente dei beni intermedi dell’indice PPI risulta molto più volatile della componente core in quanto dominata dai prezzi delle materie prime ed evidenzia un trend in crescita ancora più sostenuto negli ultimi mesi; in questo caso l’effetto di trasmissione sull’inflazione core dei beni al consumo sembrerebbe, osservando i dati degli ultimi anni, avere un ritardo di 9 mesi circa, suggerendo livelli di inflazione core intorno all’1,8% a/a nella parte centrale dell’anno.

Tuttavia i recenti dati sul costo del lavoro (la principale voce di costo per le imprese) continuano a segnalare pressioni al ribasso. L’indice ha toccato un minimo nei 15 anni di rilevazione della serie a 0,8% a/a nel 3° trimestre, e considerato il freno di una disoccupazione ancora elevata (che si traduce in un limitato potere contrattuale per i lavoratori), potrebbe rimanere su livelli assai contenuti anche nel corso del prossimo anno. La dinamica fondamentale dell’inflazione potrebbe quindi rimanere contenuta o in moderata crescita nel 2011.



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