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Commento principali dati macro della settimana: 3 – 7 gennaio

La survey dovrebbe registrare un modesto rimbalzo dopo la correzione di novembre, segnando così il diciassettesimo mese consecutivo in area di espansione e continuando quindi a prospettare un proseguimento della ripresa del manifatturiero. ..


Autore: Laura Cavallaro
Fonte: Ufficio Studi – Aletti Gestielle SGR


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ISM manifatturiero per dicembre (3 gennaio). Novembre: 56.6

Forecast: 56.8

….Anche dalle principali survey manifatturiere regionali finora diffuse (Empire e Philly Fed) emergono segnali positivi. Atteso aumento dei prezzi pagati, in linea con il rialzo dei prezzi delle Commodities nel mese.

Disoccupazione tedesca per dicembre (4 gennaio). Novembre: -9K; 7.5%

Forecast: -30K; 7.4%

Ci aspettiamo un calo del numero dei disoccupati tedeschi, che a sua volta dovrebbe far scendere anche il tasso di disoccupazione di un decimo. Dovrebbe infatti proseguire il trend di miglioramento del mercato del lavoro tedesco in atto dalla fine del 2009 favorito dalla forte ripresa economica, che sta spingendo le imprese sia a riassumere a tempo pieno i lavoratori in cassa integrazione sia ad assumere nuova forza lavoro.

CPI flash estimate di Eurozona per dicembre (4 gennaio). Novembre:1.9 % yoy

Forecast: 2.1% yoy

Il tasso di inflazione tendenziale dovrebbe accelerare a 2.1% yoy dall’1.9% yoy di novembre, salendo così al di sopra del 2% per la prima volta da novembre 2008. La nostra previsione corrisponde ad un’attesa di un rialzo dello 0.5% mom su base congiunturale, basata sul dato preliminare del CPI tedesco armonizzato (1.2% mom) e sulle nostre attese per il CPI italiano (0.1 % mom) e per quello francese (0.1% mom), a cui si unisce il rialzo del prezzo dell’oil (7.0% mom in media a dicembre).

Prod. industr. tedesca per novembre (7 gennaio). Ottobre: 2.9% mom, 11.7% yoy

Forecast: -0.4% mom, 11.0% yoy

La produzione dovrebbe registrare una modesta correzione temporanea dopo la fortissima crescita di ottobre, con l’outlook del settore che dovrebbe comunque rimanere positivo per i prossimi mesi, supportato dal recente buon andamento degli ordinativi industriali. A conferma dell’attesa del proseguimento del buon andamento del comparto manifatturiero, il PMI manifatturiero headline ed il suo sottoindice dell’output sono rimasti a novembre in area di espansione rispettivamente per il quattordicesimo ed il diciassettesimo mese consecutivo.

Change in Nonfarm Payrolls per dicembre (7 gennaio). Novembre: 39K

Forecast: 148K

Ci aspettiamo un’accelerazione nella creazione di posti di lavoro rispetto a novembre, quando non erano stati catturati dalla survey i lavoratori stagionali per il periodo natalizio assunti nel comparto al dettaglio. Il trend dovrebbe mantenersi in accelerazione anche nei prossimi mesi, come evidenziato dai rialzi nelle assunzioni di lavoratori temporanei, che a novembre hanno registrato l’aumento più consistente da inizio anno. Il tasso di disoccupazione dovrebbe correggere dopo il peggioramento di novembre, beneficiando della temporanea scadenza dei sussidi di disoccupazione di emergenza, che dovrebbe aver causato un aumento delle persone uscite dalla forza lavoro.

Cosa è successo la scorsa settimana:

US: Consumer Confidence di dicembre. Dicembre: 52.5

La fiducia dei consumatori US registra una modesta correzione a dicembre dopo il forte rimbalzo di novembre, scendendo a 52.5 da 54.3 del mese precedente (rivisto modestamente al rialzo dal 54.1 originariamente rilevato). La correzione è comunque di entità piuttosto modesta, con la fiducia dei consumatori americani che dovrebbe essere comunque supportata dai rinnovi dei tagli alle tasse di Bush e dei sussidi di disoccupazione di emergenza. La correzione è stata diffusa ad entrambe le sottocomponenti: la componente di condizioni correnti sale a dicembre a 23.5 da 25.4 di novembre, con un peggioramento più concentrato nelle business conditions. In peggioramento leggermente meno marcato la componente di aspettative (da 73.6 a 71.9), in questo caso concentrato nella componente reddituale. Da notare, comunque, che entrambe le due sottocomponenti non sono scese al di sotto del livello di ottobre. Con il dato di dicembre la crescita della media mobile a tre mesi dell’indice registra un buon rialzo, passando a 52.2 da 50.9 di novembre. Il dato non è in linea con il rialzo riportato dal consumer sentiment rilasciato dalla Michigan University, salito con il dato preliminare di dicembre da 74.5 del finale di novembre a 74.2. Il dettaglio dell’indice aggregato evidenzia come il peggioramento della percezione delle condizioni correnti sia da attribuire principalmente alla componente di business conditions, che ha visto una diminuzione della quota di risposte che le definiscono “good”, a 7.5% da 8.5%, a cui si è però unito anche un calo della percentuale di intervistati che definisce le business conditions come “bad” (da 42.9% a 41.2%). Si è assistito così ad un aumento nella percentuale di coloro che definiscono come “normal” le business conditions (a 51.3% da 48.6%). In peggioramento meno marcato le condizioni correnti relative al mercato del lavoro. E’ risultata in calo infatti la percentuale di coloro che definiscono il lavoro come “plentiful” (a 3.9% da 4.3%). Contemporaneamente, è aumentata la quota di coloro che definiscono le condizioni di occupazione come “hard to get” (a 46.8% da 46.3%), facendo in tal modo peggiorare il differenziale del mercato del lavoro (“plentiful” – “hard to get”) a -42.9% da -42.0%, in territorio negativo ininterrottamente da febbraio 2008. Come già anticipato, un peggioramento meno marcato della fiducia è emerso dalle componenti del sotto-indice delle aspettative, concentrato nelle due sotto-componenti relative all’occupazione e al reddito. Infatti, per quanto riguarda le aspettative per l’employment è diminuita la percentuale degli intervistati ottimisti circa le prospettive occupazionali (da 15.1% a 14.3%) ed è nel contempo salita la percentuale degli intervistati di opposto avviso (a 19.5% da 19.1%), mentre risulta in aumento la percentuale di coloro che si aspettano una stabilizzazione delle condizioni di occupazione (a 66.2% da 65.8%). Relativamente alle aspettative reddituali, si registra un calo (a 9.9% da 11.1%) degli intervistati che si attendono un incremento del proprio reddito, a fronte di una diminuzione (dal 17.2% al 16.9%) di coloro che temono una contrazione del reddito e di un aumento di coloro che si aspettano reddito invariato (a 73.2% da 71.7%). Un miglioramento risulta invece nella componente delle business conditions, con un modesto aumento della percentuale di chi prospetta un miglioramento delle business conditions (da 16.4% a 16.6%) a fronte di un modesto calo di chi si aspetta un peggioramento (da 12.4% a 12.1%), con una percentuale sostanzialmente invariata di coloro che si aspettano business conditions invariate (a 71.3% da 71.2%). Indicazioni miste sono emerse dalle risposte relative alle intenzioni d’acquisto per il semestre successivo. Infatti, si registra forte calo delle intenzioni di acquisto di un’automobile (a 4.5% da 5.6%), mentre risulta in modesto aumento la percentuale di coloro che hanno intenzione di acquistare una casa (a 1.8% da 1.7%). Scende invece modestamente la percentuale di coloro che si dichiarano intenzionati ad acquistare i principali elettrodomestici (a 25.0% da 25.2%). Per quanto riguarda le attese di inflazione a un anno da parte dei consumatori, ad ottobre si registra un modesto rialzo a 5.3 dal 5.1 di novembre.


Disclaimer

La source dei dati è Bloomberg e/o Datastream. Il presente documento è destinato esclusivamente al soggetto destinatario ed ha quale unico scopo quello di illustrare dati e/o pensieri ritenuti degni di nota. Pertanto tale documento ha finalità esclusivamente informative, e non può essere in alcun modo inteso o interpretato quale offerta, invito, consiglio, suggerimento o indicazione di investimento. In nessun caso il presente documento può essere diffuso al pubblico senza preventiva autorizzazione da parte della SGR. Inoltre, anche se la SGR intraprende ogni ragionevole sforzo per ottenere informazioni da fonti ritenute affidabili, non assicura in alcun modo che le informazioni, i dati, le notizie, o le opinioni contenute nel materiale siano esatte, affidabili o complete. Inoltre, la SGR non può essere ritenuta responsabile dell’utilizzo che ne viene fatto.

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I market movers della settimana:

US Retail Sales per novembre (14 dicembre). Ottobre.: 1.2 mom, ex auto: 0.4% mom

Forecast: 0.4% mom, ex auto: 0.4% mom

Le vendite al dettaglio dovrebbero crescere per il quinto mese consecutivo, confermando come la debolezza dei mesi estivi dovrebbe essere alle spalle. Dalle varie componenti ci attendiamo contributi simili ai mesi passati, con l’eccezione della voce Auto che dovrebbe dare un contributo modesto alla luce delle vendite di auto rimaste flat a novembre (9.3 mn le domestiche e 12.3 m le totali), che comunque rappresenta il massimo da settembre 2009. Un rialzo più consistente dovrebbe venire da Gas Stations, con il prezzo della benzina salito mediamente del 2.1% mom a novembre.

FOMC Meeting (14 dicembre). 3 novembre: 0%-0.25%

Forecast: 0%-0.25%

Dopo gli importanti annunci seguiti al FOMC di novembre, l’ultimo meeting del 2010 non dovrebbe vedere cambiamenti significativi nello Statement (con l’esclusione del paragrafo riguardante l’annuncio del nuovo piano di acquisti). Dobbiamo quindi attenderci tassi fermi ancora per parecchio tempo, con continuo reinvestimento delle Securities in scadenza e prosecuzione del nuovo programma di acquisti per ulteriori 600 bln. Non ci sono infatti stati nel frattempo sviluppi nell’outlook economico tali da giustificare una variazione di tale importo.

CPI US per novembre (15 dicembre). Ottobre: 0.2% mom, core: 0.0% mom

Forecast: 0.4% mom, core 0.0% mom

Il CPI dovrebbe accelerare, soprattutto nelle componenti Food ed Energy, in linea con il rialzo del prezzo della benzina a novembre (+2.1% mom in media) e dei prezzi ricevuti dagli agricoltori (+5.6% mom mediamente per tutti i raccolti). Il core dovrebbe registrare il quarto risultato invariato consecutivo su base congiunturale, con la componente OER a trascinare questa stabilizzazione. Ci aspettiamo una modesta accelerazione del CPI core nel corso del 2011, grazie a minori pressioni al ribasso dal mercato immobiliare ed alle azioni della Fed.

Produzione industriale US per novembre (15 dicembre). Ottobre: 0.0% mom

Forecast: 0.3% mom

Ci aspettiamo un rimbalzo dopo la crescita invariata di ottobre, con un contributo positivo dal manifatturiero, sulla scia del rialzo delle ore lavorate nel settore a novembre (+0.1% mom), ed un probabile rimbalzo della voce Utilities dopo tre forti cali. Infatti, le temperature sono tornate sulle medie stagionali a novembre dopo essere state miti nelle settimane precedenti, portando un probabile rialzo nel comparto Utilities. Ci aspettiamo un contestuale modesto rialzo della capacità utilizzata, ancora al di sotto della media di lungo periodo (80.9%).

IFO Business Confidence per dicembre (17 dicembre). Novembre: 109.3

Forecast: 109.5

L’IFO dovrebbe registrare un modesto rialzo, sulla scia dell’atteso buon andamento della ZEW nel mese. Dovrebbero migliorare sia il current assessment, riflettendo la fase di ripresa del ciclo, sia le aspettative, spinte dall’outlook favorevole per la domanda di beni capitale, ma in parte frenato dai piani di austerità fiscale e delle tensioni causate dalla crisi dei debiti sovrani in Eurozona.

Cosa è successo la scorsa settimana:

Trade Balance US di ottobre: export in accelerazione. Ottobre: -38.7 bln USD

Il dato del Trade balance di ottobre segna un restringimento più ampio delle attese del deficit commerciale US, a –38.714 bln da –44.597 bln di settembre (rivisto oggi da -44.0 bln originariamente rilevato), a causa di un’accelerazione delle esportazioni più sostenuta di quella delle importazioni. Il dato odierno rappresenta il trade deficit più stretto da gennaio 2010, dando buone rassicurazione sulla tenuta delle esportazioni US in vista di un possibile rallentamento della ripresa globale. Infatti, ad ottobre il valore delle esportazioni è salito, sia in termini nominali che reali, proseguendo il trend generalmente positivo instauratosi con la ripresa. Anche in termini reali vi è stato un miglioramento. Infatti, il trade deficit in termini reali si è ristretto a -45.165 bln dal rivisto –50.339 bln USD di settembre. La correzione registrata nella crescita delle importazioni (-0.5% mom da -0.7% mom di settembre) non è in linea con quanto implicato dal rialzo del prezzo del petrolio. Infatti, al netto della componente petrolio, le importazioni di beni salgono dello 0.4% mom. Le importazioni di petrolio sono in calo dell’11% mom, nonostante il rialzo del prezzo del petrolio, che ha indotto un contemporaneo calo nel numero di barili importati nel mese, a 254.479 mln dai 289.694 mln importati a settembre. Il petrolio importato ad ottobre è stato mediamente pagato 74.18 USD al barile da 72.36 USD di aprile. Le importazioni di beni nel loro complesso sono scese dello 0.7% mom, mentre quelle di servizi sono salite dello 0.6% mom. Le importazioni risultano in calo nel settore dei beni capitale (-2.3% mom), complice il forte calo della voce di Civilian Aircrafts (-39.8% mom da +170.5% mom). In calo anche la voce di Semiconduttori (-2.1% mom da +0.8% mom), quella di Computer Accessories (-5.6% mom da -7.0% mom) e di Telecom Equipment (-4.3% mom da +6.1% mom). In correzione modesta anche le importazioni di auto (-0.1% mom da -6.5% mom di settembre). Su base tendenziale le importazioni sono in modesto rallentamento oggi, in crescita del 15.9% y/y dal +17.1% yoy di settembre. Il rialzo delle esportazioni (+3.2% mom da 0.5% mom di settembre) riflette il rimbalzo delle esportazioni di beni (+4.2% m/m) e di beni capitale in particolare (+1.0% mom), nonostante il contributo negativo proveniente Civilian Aircrafts (-14.7% m/m dopo il +36.0% mom di settembre). In calo anche la voce di Semiconduttori (-4.0% mom da -7.1% mom). In rialzo, invece, le voci di Computer Accessories (+4.5% mom da -2.13% mom) e di Telecom Equipment (+1.6% mom da -3.7% mom). Tutte la altre componenti risultano in rialzo. Su base tendenziale le esportazioni registrano oggi una modesta accelerazione, a 14.9% da 14.6% yoy di settembre. La continua forza delle esportazioni suggerisce in particolare come la domanda nei trading partners degli US si mantenga robusta nonostante i segnali di rallentamento registrati nelle ultime settimane, suggerendo la sostenibilità della ripresa ed allontanando ulteriormente i timori di double-dip. Il trade deficit con la Cina (non aggiustato per le stagionalità) ha registrato oggi un modesto restringimento, a -25.517 bln da -27.831 bln di settembre. In restringimento più marcato il deficit verso Paesi OPEC (a -5.694 da -8.878 bln), in linea con il calo registrato nel valore delle importazioni di petrolio.


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