Il primo test della capacità dei paesi periferici europei di finanziarsi sul mercato è stato superato. Ma sarebbe un grave errore considerare questa la prova che il meccanismo di sostegno non va cambiato…..
Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da BONDWorld iscriviti alla Nostra Newsletter settimanale gratuita.
Clicca qui per iscriverti gratuitamente.
La paura per il risultato delle aste di inizio anno in Portogallo, Spagna e Italia si è rivelata priva di fondamento: in tutti e tre i casi gli emittenti hanno collocato l’ammontare massimo previsto, e a costi ancora accettabili. Ma sarebbe profondamente sbagliato trarne la conclusione che tutto vada bene così.
In primo luogo, le aste hanno avuto luogo in un contesto già migliorato dagli interventi della BCE, che ha usato lo SMP per bloccare la deriva degli spread sui mercati più deboli. Vedere le autorità monetarie all’opera ha cambiato le fosche prospettive di inizio anno, creando un clima più tranquillo prima delle aste.
Secondo, le voci di pressioni sul Portogallo, perché seguisse la strada dell’Irlanda nel ricorrere a un piano di sostegno UE-FMI si sono rivelate controproducenti, alimentando e non riducendo il panico. Ciò dovrebbe rendere chiaro che l’attuale meccanismo di sostegno non può rappresentare la soluzione per il tipo di problemi che ora affligge gli emittenti periferici che ancora dispongono di accesso al mercato – se non altro perché il meccanismo sarebbe inapplicabile alla crisi di paesi caratterizzati da fabbisogni finanziari pari a un significativo multiplo di quello portoghese. La questione non è irrilevante, perché la frontiera della crisi si sta rivelando sempre più mobile, arrivando a lambire anche paesi già ritenuti core come il Belgio.
Terzo, il riacutizzarsi delle tensioni sul debito sovrano ha avuto ripercussioni anche sulle banche europee, che hanno visto peggiorato il proprio accesso al mercato internazionale dei capitali in misura correlata al grado di sofferenza dello Stato di appartenenza. Ciò potrebbe ripercuotersi sulle condizioni del credito e sulla solidità della ripresa.
La conclusione che dovrebbe essere rapidamente tratta è che, lasciando da parte le soluzioni politicamente impraticabili, quanto meno dovrebbe essere cambiato il raggio di azione del meccanismo di sostegno. Non più intervenire a valle della crisi, ma a monte, consentendo alla EFSF di finanziarsi indipendentemente dal lancio di programmi di aiuto specifici e di utilizzare la liquidità raccolta per ricomprare debito a prezzi di mercato, alleggerire i portafogli e favorire l’assorbimento della nuova offerta. Peraltro, questa soluzione consentirebbe anche di socializzare i profitti che deriverebbero dal successo delle misure di consolidamento e, limitando la dimensione dei premi al rischio, rendere questi ultimi più credibili. Segnali confortanti sono le esortazioni giunte da Trichet, Rehn e Barroso ai governi perché diano alla EFSF maggiore flessibilità di azione, oltre ad accrescerne le disponibilità. Ugualmente confortante che il Ministro tedesco alle Finanze abbia parlato di colloqui finalizzati a una soluzione di ampia portata e di medio termine.
Non ci sono dubbi che, in ogni caso, i tempi saranno lunghi e non eviteranno molte altre settimane di passione. È già stato preannunciato che una decisione definitiva non potrà arrivare dall’Eurogruppo lunedì 17, e che è più probabile a febbraio o marzo. Inoltre, l’implementazione sarà graduale, legata alla realizzazione dei programmi di emissione della EFSF. Ciò significa che l’aiuto della BCE potrebbe ancora tornare ad essere cruciale nel corso dei prossimi mesi.
Fonte: Intesa San Paolo Spa
Certificazione degli analisti
Gli analisti finanziari che hanno predisposto la presente ricerca, i cui nomi e ruoli sono riportati nella prima pagina del documento dichiarano che:
Le opinioni espresse sulle società citate nel documento riflettono accuratamente l’opinione personale, indipendente, equa ed equilibrata degli analisti;
Non è stato e non verrà ricevuto alcun compenso diretto o indiretto in cambio delle opinioni espresse.
Comunicazioni importanti
La presente pubblicazione è stata redatta da Intesa Sanpaolo S.p.A. Le informazioni qui contenute sono state ricavate da fonti ritenute da Intesa Sanpaolo S.p.A. affidabili, ma non sono necessariamente complete, e l’accuratezza delle stesse non può essere in alcun modo garantita. La presente pubblicazione viene a Voi fornita per meri fini di informazione ed illustrazione, ed a titolo meramente indicativo, non costituendo pertanto la stessa in alcun modo una proposta di conclusione di contratto o una sollecitazione all’acquisto o alla vendita di qualsiasi strumento finanziario. Il documento può essere riprodotto in tutto o in parte solo citando il nome Intesa Sanpaolo S.p.A.
La presente pubblicazione non si propone di sostituire il giudizio personale dei soggetti ai quali si rivolge. Intesa Sanpaolo S.p.A. E le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato hanno la facoltà di agire in base a/ovvero di servirsi di qualsiasi materiale sopra esposto e/o di qualsiasi informazione a cui tale materiale si ispira prima che lo stesso venga pubblicato e messo a disposizione della clientela. Intesa Sanpaolo S.p.A. e le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato possono occasionalmente assumere posizioni lunghe o corte nei summenzionati prodotti finanziari.
Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it




