EURO

Weekly Economic Outlook: nell’area Euro i tassi di mercato sono saliti

Economia reale: negli Usa rallentano le vendite al dettaglio di dicembre, allo 0,6% m/m dallo 0,8% del mese precedente. Nello stesso mese il Cpi sale all’1,5% a/a dall’1,1%, mentre resta invariata la componente core allo 0,8%. La produzione industriale di dicembre è avanzata dello 0,8% m/m dallo 0,3% precedente. In calo l’indice di Fiducia dell’Università del Michigan di gennaio a …


Fonte: Area Pianificazione Strategica, Research& IR – Monte dei Paschi di Siena
Autori Pubblicazione: Lucia Lorenzoni – Nicola Zambli


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72,7 da 74,5. Pressoché invariato il deficit della bilancia commerciale (-38,3Mld$ a novembre dai -38,4Mld $ di settembre). In area Euro, migliora la fiducia degli investitori di gennaio, con l’indice Sentix che si è attestato a 10,6 da 9,7. La produzione industriale di novembre è cresciuta del 7,4% a/a dal 7,1% di settembre. L’inflazione a dicembre è salita al 2,2% a/a dall’1,9% precedente, al livello più alto dal 2008. In Germania, la lettura finale del Cpi di dicembre ha confermato inflazione all’1,7% a/a. In Italia recupera la produzione industriale di novembre, al 4,1% a/a dal 2,9% di settembre. Nello stesso mese si è allargato il deficit della bilancia commerciale a -3382Mln € da -2009Mln € precedente. La lettura finale del Cpi di dicembre conferma la crescita dei prezzi all’1,9% a/a.

• Tassi di interesse: negli Usa tassi di mercato governativi in calo sulla parte a breve, con lo spread 2-10 anni poco sopra i 270pb. In area Euro i tassi di mercato sono invece saliti sia sulla parte a breve sia su quella a lunga con lo spread 2-10 anni in diminuzione a 188 pb dai 200 della settimana precedente. Nell’ultima riunione, la Bce ha deciso di lasciare invariati i tassi all’1%. Sul monetario l’Euribor a 3 mesi, dopo il calo della scorsa settimana, si è riportato venerdì sopra l’1%.

• Valute: euro in deciso apprezzamento sia verso yen sia verso $, con il cross vs il biglietto verde che si è riportato intorno quota 1,33, dopo aver toccato 1,34.

• Materie prime: settimana sostanzialmente positiva per le principali commodity. In forte rialzo il nickel, il mais e il cacao. In calo invece zucchero, cotone e argento.

• Borse: settimana col segno più per le borse europee, mentre chiudono deboli i mercati statunitensi ed asiatici. In Europa bene tutti i settori ad eccezione degli alimentari. Tra i principali rialzi troviamo i bancari e il settore assicurativo.
Principali indicatori


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Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.


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