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Negli Stati Uniti l’inflazione dovrebbe accelerare fino ai livelli massimi dei mesi estivi

Negli Stati Uniti l’inflazione dovrebbe accelerare fino ai livelli massimi dei mesi estivi, sopra al 2% a/a, registrando una media annua dell’1,9% a/a, dopo l’1,6% a/a medio nel 2010; l’indice core dovrebbe essere quasi stabile, con una media annua dello 0,9% nel …


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2011, dopo l’1% del 2010. Il CPI a dicembre aumenta di 0,5% m/m, 1,5% a/a (consenso: 0,4% m/m); il core cresce di 0,1% m/m, 0,8% a/a, come atteso. Gran parte dell’aumento deriva dall’energia (peso: 8,6%, +4,6% m/m, con la benzina in aumento di 8,5% m/m). L’abitazione sale di 0,2% m/m, spinta non solo dall’energia (+0,8% m/m, peso: 4,028%), ma anche dai servizi di residenza primaria in crescita di 0,1% m/m (peso: 32,289%) con contributi positivi da affitti (+0,2% m/m), affitti figurativi (+0,1% m/m), alberghi e altre strutture (+0,1% m/m). Anche il CPI, come il PPI, registra un ampio rialzo nella voce tabacco (+0,8% m/m), dovuto all’aumento del prezzo delle sigarette da parte dei produttori. L’abbigliamento aumenta di 0,1% m/m, per il secondo mese consecutivo. La sanità cresce di 0,2% m/m, 3,3% a/a, con un incremento di 0,3% m/m dei servizi medici. L’istruzione registra un nuovo ampio aumento, +0,5% m/m, spinto sia dai libri, sia dalle rette scolastiche. In calo, invece, i prezzi del comparto comunicazione (-0,6% m/m) e ricreazione (-0,2% m/m).

I trend in atto negli ultimi mesi confermano che i rischi disinflazionistici continuano a recedere. L’inflazione headline dovrebbe mostrare una crescita sostenuta fino ai livelli massimi dei mesi estivi, sopra al 2% a/a, con variazione in media annua dell’1,9% a/a, dopo l’1,6% a/a nel 2010. L’indice dei prezzi dei beni intermedi core aumenta di 0,4% m/m e conferma le pressioni da costo sulle imprese. Le indagini del settore manifatturiero recentemente hanno registrato un significativo aumento non solo degli indici dei prezzi pagati, ma anche di quelli dei prezzi ricevuti. Indicazioni di una fase di trasferimento degli aumenti dei costi lungo la catena distributiva vengono anche dall’indagine delle piccole imprese NFIB, che mostra un trend in aumento della componente relativa alle intenzioni di prezzo.

Diversi fattori alimentano previsioni al rialzo per le componenti più significative, energetica e abitativa, mentre si confermano poche pressioni sui settori discrezionali (abbigliamento, ricreazione). La componente energetica potrebbe contribuire in maniera positiva soprattutto nella parte centrale dell’anno, superando il 10% a/a e risultando in media annua sopra all’8,4% a/a. Continuano a ridursi i rischi di pressioni verso il basso sulla componente abitativa; oltre l’effetto positivo di confronto del 2011 con i livelli stagnanti del 2010, gli ultimi dati mostrano una svolta con modeste variazioni positive per i servizi residenziali e, in particolare, anche un’accelerazione degli affitti rilevati sul mercato, in crescita più sostenuta rispetto alla componente affitti del CPI. La stima pubblicata da MPF Research per i dati di crescita degli affitti rilevati sul mercato per il 2011 mostra una significativa accelerazione, con una dinamica attesa del 5,1% a/a, un ritmo circa doppio rispetto al 2,5%, pur in presenza di prezzi delle case deboli o ancora marginalmente in calo. La combinazione di un aumento del tasso di occupazione delle case adibite ad affitto e di stabilizzazione dell’offerta di nuove unità giustifica l’aspettativa di rialzi consistenti degli affitti stessi. Inoltre, la persistente restrizione delle condizioni del credito spinge la domanda abitativa in termini relativi verso il mercato degli affitti.

L’accelerazione dei consumi, la crescita del reddito personale e degli occupati, e soprattutto la stabilizzazione dei prezzi della componente abitativa al netto delle spese di gestione e dell’energia (shelter), con un peso di circa 43% sull’indice core, contribuiranno in modo determinante alla svolta del processo disinflazionistico anche per l’inflazione al netto di energia e alimentari, interrompendo il calo degli ultimi mesi. La variazione annua dell’indice core dovrebbe rimanere in un range tra il recente minimo di ottobre a 0,6% a/a e valori sopra all’1% a/a per la fine del 2011, in un sentiero quasi stabile che in media annua passerà dall’1% del 2010 allo 0,9% per il prossimo anno.

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