Da seguire: Area euro: – Germania. L’indice IFO potrebbe mettere a segno l’ottavo aumento consecutivo toccando quota 110,6 (da 109,9). Si tratterebbe di un nuovo massimo da quando viene calcolata la serie (1991). Sono viste in miglioramento sia la valutazione sulla situazione corrente (a 113,2 da 112,9), che le….
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Da seguire:
Area euro
– La prima stima dell’indice PMI composito per l’area euro dovrebbe mostrare un ancor maggiore ottimismo da parte dei direttori degli acquisti a gennaio, in particolare nel settore manifatturiero. Stimiamo un indice composito a 55,8 da 55,5 di dicembre. Sulla base delle indagini di fiducia sin qui diffuse, potrebbe migliorare ancora il PMI manifatturiero, a 57,6 da 57,1 (l’indice tornerebbe sui massimi storici toccati in precedenza lo scorso aprile); potrebbe rimanere invece invariato a 54,2 il PMI servizi (nel non manifatturiero, la domanda nei maggiori paesi appare meno brillante che nell’industria, e la crisi dei periferici è più profonda).
– Aste – Carta a breve scadenza viene offerta da Francia (7,5 miliardi) e Germania (3 miliardi). La Slovacchia riapre un tasso variabile che scade nell’ottobre 2013.
I market mover della settimana
Nell’area euro la stima flash dei PMI e gli indici della Commissione completeranno (dopo i già diffusi ZEW, INSEE e IFO) la tornata di indagini di fiducia relative al mese di gennaio, che dovrebbe vedere un ulteriore miglioramento del morale (su livelli storicamente molto elevati), confermando l’ottima impostazione del ciclo. La spesa per consumi in Francia, pur rallentando a dicembre dopo il balzo del mese precedente, potrebbe mantenere un buon trend. La crescita di M3 è vista poco variata a dicembre (la novità potrebbe venire dal ritorno in positivo dopo quasi un anno e mezzo della crescita dei prestiti alle imprese).
Negli Stati Uniti, l’evento principale è la riunione del FOMC che non dovrebbe riservare novità sulla politica monetaria. La stima advance del PIL del 4° trimestre 2010 dovrebbe mostrare un’ulteriore accelerazione della crescita, spinta anche dai consumi delle famiglie. Fra i dati di dicembre, gli ordini di beni durevoli e le vendite di case nuove dovrebbero essere in aumento. La fiducia delle famiglie di gennaio è attesa in miglioramento.
Venerdì sui mercati
Le notizie positive dai dati macroeconomici hanno sollevato gran parte dei mercati azionari, in particolare in Europa, dove l’ulteriore aumento dell’IFO ha aumentato la probabilità di una nuova accelerazione della crescita tedesca e il ministro tedesco alle finanze ha parlato di un accordo intorno a una soluzione complessiva della crisi “entro poche settimane”. Miste invece le performance sui mercati americani. I nuovi richiami di Trichet sui rischi di inflazione, insieme ai buoni dati congiunturali, hanno spinto l’euro sopra 1,36 (questa mattina in modesta correzione poco sotto tale soglia, che non si superava da novembre 2010). In un’intervista al WSJ, Trichet ha ribadito che l’austerità fiscale e la vigilanza sui prezzi di energia e alimentari sono essenziali per la ripresa nell’area euro. Trichet ha sottolineato che “in periodi come questo, quando ci sono minacce inflazionistiche che vengono da dalle commodities” le banche centrali devono essere particolarmente concentrate sui rischi di “effetti di seconda battuta” sull’inflazione domestica. I mercati obbligazionari hanno confermato i rialzi dei rendimenti visti già da metà settimana; negli Stati Uniti il 2 anni ha chiuso con un rendimento a 0,6% e il 10 anni a 3,4%. In Germania, il rendimento a 2 anni è salito di 2pb a 1,29%; il 10 anni a 3,17% è salito anch’esso di 2pb, portando a 29pb l’aumento dal minimo del 10/1. Sui periferici, i rendimenti a 10 anni portoghesi sono aumentati a 6,88% da 6,83% di giovedì, ma quelli spagnoli sono scesi a 5,2% da 5,34% del giorno precedente; spread in riduzione su tutti i mercati (BTP 152pb, Bono 203pb). In settimana l’evento principale sarà la riunione FOMC, che non dovrebbe modificare la stance di politica monetaria; il WSJ riporta che il Comitato potrebbe riaprire la discussione sull’introduzione di un obiettivo esplicito sull’inflazione.
Area euro
Germania. L’indice IFO è cresciuto oltre le attese di consenso a 110,3 a gennaio da 109,8 di dicembre. Si tratta di un nuovo massimo nei vent’anni di rilevazione della serie. Le aspettative per i prossimi sei mesi sono cresciute di un punto a quota 107,8 (anche in questo caso si tratta di un massimo dal 1991), l’indice sulla condizione corrente ha corretto di un decimo a 112,8, confermandosi comunque su livelli storicamente molto elevati.
Francia. L’indice INSEE di fiducia delle imprese manifatturiere è schizzato oltre le più rosee previsioni di consenso a gennaio, a 108 da 102. Toccando un massimo dal marzo 2008 l’indicatore si riporta sui livelli pre-crisi, al di sopra delle media di lungo periodo (100).
Belgio. A gennaio, l’indice di fiducia delle imprese è cresciuto a 4,5 da 3,1 mentre le attese di consenso vedevano una lieve correzione. Il morale è migliorato sia nell’industria (a 2,9 da 1,4) che nel commercio (a 8,3 da 5,6) e nei servizi (a 18,2 da 15); non solo si conferma in territorio negativo ma cala ulteriormente l’indice delle costruzioni (a -3,6 da -2,0). All’interno del settore manifatturiero, confortante l’accelerazione della componente degli ordini dall’estero (considerata un anticipatore della domanda dagli altri Paesi dell’eurozona e dalla Germania in particolare).
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Area Euro
– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.
– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.
– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.
Stati Uniti
– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati
L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.
Area Euro
La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.
L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.
Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.
Stati Uniti
Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.
Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.
Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.
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