Da seguire: Stati Uniti: – Le vendite di case nuove a dicembre dovrebbero essere in aumento a 300 mila da 290 mila di novembre, confermando la stabilizzazione all’interno dell’intervallo visto da metà 2010 in poi (280 mila-310 mila). Le indicazioni ….
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dell’indagine dei costruttori NAHB e dei cantieri puntano nella stessa direzione. Il gap che si è aperto fra vendite di case esistenti e case nuove durerà fino a quando non si saranno ridotte le scorte di case invendute e pignorate.
– La riunione del FOMC dovrebbe concludersi con il mantenimento della politica monetaria in atto. Con la rotazione dei membri votanti, Hoenig non voterà nel 2011 e sparirà il suo dissenso, durato tutto il 2010. La decisione potrebbe essere presa all’unanimità, anche se tre membri votanti quest’anno (Plosser, Fisher, Kocherlakota) in passato si sono detti in disaccordo con il programma di acquisti di Treasuries. Il comunicato dovrebbe riconoscere il miglioramento dell’attività e dei consumi, ma si dovrebbe sottolineare come sempre la divergenza fra il ritmo di miglioramento della crescita e quello dell’occupazione, lasciando invariata la valutazione sull’opportunità di mantenere la politica monetaria attuale. I verbali che verranno pubblicati il 16 febbraio daranno maggiori informazioni, riportando le revisioni delle proiezioni macroeconomiche e la dispersione di opinioni sui rischi macroeconomici e della strategia di politica monetaria.
Ieri sui mercati
L’inattesa contrazione del PIL inglese del 4° trimestre (-0,5% t/t) e il rialzo dei tassi da parte della Banca centrale indiana hanno messo sotto pressione i mercati azionari, e sottolineato in modo eclatante le differenze congiunturali che dividono paesi industrializzati e paesi emergenti. I mercati azionari statunitensi hanno chiuso circa stabili, in calo i mercati europei. Il calo del PIL inglese è fortemente influenzato dalle condizioni climatiche avverse di dicembre, ma con ogni probabilità fermerà la mano a qualsiasi movimento della BoE verso indicazioni di restrizione, pur in presenza di un’inflazione ben al di sopra del target (3,7% a/a a dicembre). I dati deboli hanno penalizzato la sterlina. In Europa, il primo collocamento delle obbligazioni dell’EFSF per 5 miliardi di euro ha registrato una domanda di più di 44 miliardi di euro in tempi brevissimi, segnalando domanda da parte di banche centrali e grandi fondi di investimento. Regling, direttore dell’EFSF, ha detto che questo potrebbe essere un “punto di svolta” per il ritorno della fiducia degli investitori nell’area euro. Il cambio si è apprezzato fino a sfiorare 1,37 (1,3670 questa mattina). Il rialzo dei tassi in India (+50 pb a 6,5%) è stato accompagnato da commenti piuttosto hawkish da parte del Governatore della Banca centrale, che ha mantenuto invariata la previsione di crescita per l’economia a 8,5% con rischi verso l’alto e ha sottolineato i rischi di un trasferimento dei rialzi dei prezzi degli alimentari sul livello generale dei prezzi. Il Sensex ha chiuso in calo dell’1%. I mercati obbligazionari in USA hanno registrato rendimenti in calo sul 10 anni di 8pb a 3,32%, e il 2 anni stabile a 0,62%. In Germania, il Bund 10 anni ha chiuso a 3,15% da 3,17% del giorno prima, e il 2 anni stabile a 1,25%.
Area euro
Francia. La spesa per consumi è cresciuta più delle attese di consenso, di 0,6% m/m a dicembre, dopo il balzo di +2,7% m/m del mese precedente. La variazione annua ha rallentato a 0,4% da 1,5% a/a. Sul trimestre i consumi hanno accelerato a 1,9% t/t da 1,2% t/t, segnalando che i consumi di contabilità nazionale potrebbero accelerare rispetto allo 0,5% t/t estivo. A trainare la crescita dei consumi nel mese di dicembre sono stati i beni durevoli (+3,6% m/m) e in particolare il comparto auto (+8,6% m/m), grazie agli incentivi governativi all’acquisto di nuove autovetture. Viceversa, risultano in calo le vendite al dettaglio (-1,0% m/m), i beni per la casa (-0,5% m/m) e tessili e pelle (-1,0% m/m). Il dato conferma che la spesa per consumi in Francia rimane meglio impostata che negli altri paesi dell’area euro.
Stati Uniti
La fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board sale a gennaio più di quanto atteso, con un incremento di 7,3 punti a 60,6 da 53,3 di dicembre (rivisto da 52,5), sui massimi da maggio 2010. In aumento l’indice delle condizioni correnti a 31 da 24,9, sul livello più elevato da novembre 2008. Le aspettative vedono un aumento a 80,3, livello più elevato da maggio 2010. La valutazione del mercato del lavoro migliora: il differenziale fra jobs plentiful e jobs hard to get si chiude a -38,2 da -41,8 di dicembre.
I prezzi delle case rilevati a novembre con l’indice S&P/Case-Shiller per le principali 20 aree metropolitane scendono per il quinto mese consecutivo, segnando -0,54% m/m. L’indice calcolato sulle 10 aree metropolitane scende di -0,37% m/m.
L’indice della Richmond Fed per il settore manifatturiero rimane in territorio espansivo a gennaio, ma cala a 18 da 25 di dicembre. In calo gran parte delle componenti dell’indagine; stabile l’indice degli occupati a 14 e in aumento la settimana lavorativa.
Regno Unito
La prima stima del PIL registra un inaspettato calo del -0,5% t/t nel 4° trimestre, dopo il +0,7% t/t precedente, ben al di sotto delle attese a +0,5% t/t, il peggior dato dalla metà del 2009. Tra le principali cause, le pessime condizioni climatiche del mese di dicembre.
Certificazione degli analisti
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Comunicazioni importanti
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Area Euro
– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.
– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.
– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.
Stati Uniti
– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati
L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.
Area Euro
La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.
L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.
Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.
Stati Uniti
Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.
Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.
Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.
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