Usa-Cina, segnali di distensione: Nonostante il presidente cinese Hu Jintao non voglia sentire parlare di rivoluzione dello yuan, la visita della delegazione cinese negli Stati Uniti ha avuto esito positivo dal punto di vista commerciale. Sono stati raggiunti accordi per un valore di 45 mld $. Gli accordi includono l’approvazione…
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finale da parte della Cina di un contratto di 19 mld $ per l’acquisto di 200 velivoli Boeing da consegnare fra il 2011 e il 2013, che secondo le autorità Usa comporteranno 100.000 posti di lavoro in Usa. Altri accordi riguardano Honeywell, Caterpillar e Westinghouse Electric, controllata della giapponese Toshiba. Un’altra notizia, arrivata non a caso alla conclusione della visita di Hu Jintao negli Stati Uniti, è l’acquisizione da parte della ICBC (Industrial and Commercial Bank of China) dell’80% delle azioni della statunitense Bank of East Asia, per un controvalore di 140 mln $. La ICBC, che per valore di mercato costituisce una delle banche più grandi al mondo, acquisisce così dieci filiali in California e tre a New York, procurandosi una piattaforma per la crescita negli Usa. Si tratta della prima acquisizione cinese di una banca retail statunitense. L’operazione dovrà ottenere il benestare della Federal Reserve, chiamata dal Bank Holding Company Act a determinare se la Banca Centrale Cinese è in possesso di sufficienti informazioni sulle operazioni di ICBC per supervisionare le sue condizioni finanziarie e la sua conformità alla legge. E dopo il buon esito della visita di Hu Jintao, non sembrano esserci dubbi sulla decisione della Fed.
Giappone, dopo il rimpasto rimangono le sfide. Secondo le stime del governo nipponico, ammonterà a 23.200 mld di yen (il 4,2% del Pil) il deficit del Paese nel 2021 se non verranno effettuate le riforme decise dal governo nipponico. che il governo giapponese deve sanare per rispettare il proprio piano di austerity, con l’obiettivo di far tornare in attivo i conti pubblici entro i prossimi dieci anni. Secondo il piano di austerity fissato dall’esecutivo, tale deficit potrebbe essere dimezzato entro il 2015-2016, grazie anche a una crescita dell’economia stimata in media nell’1,5% annuo per il prossimo decennio. Uno degli strumenti ipotizzati dal premier Naoto Kan è l’aumento dell’Iva, che dovrebbe essere destinato a finanziare i crescenti costi del welfare. Entro giugno, poi, Kan dovrebbe annunciare i progetti di riforma del fisco e della sicurezza sociale.
Portogallo, Cavaco rieletto presidente. Il presidente portoghese uscente, il conservatore Anibal Cavaco Silva, è stato rieletto con il 53,05%, con un tasso di astensione al massimo storico del 53,4%. Cavaco ha superato facilmente Manuel Alegre, candidato appoggiato dal Partito Socialista del premier José Socrates i cui consensi si sono fermati al 19,7%, e l’indipendente Fernando Nobre, al 14,7%. Durante la campagna elettorale Cavaco ha affermato di essere il solo ad avere l’esperienza necessaria per gestire la crisi portoghese. La netta vittoria di Cavaco Silva potrebbe portare a breve ad elezioni anticipate a causa della difficile coabitazione con Socrates.
Spagna, allo studio nuovo riassetto delle Cajas. La Spagna sta definendo un nuovo piano di intervento sulle casse di risparmio regionali, che rappresentano una delle fonti di preoccupazione per le finanze del paese. Secondo quanto ha dichiarato il vice premier Alfredo Perez Rubalcada il governo sta preparando un piano che presenta come obiettivo il rafforzamento della solvibilità e della credibilità delle casse di risparmio. Il piano sarà definito insieme alla banca centrale spagnola e alla confederazione delle casse di risparmio. Le Cajas rappresentano circa la metà del risparmio spagnolo. Negli ultimi stress test, 5 delle 19 casse di risparmio non hanno li hanno superati. Al momento, su un totale di 45 istituti, ben 40 sono interessati da processi di fusione, alleanze operative e partnership nell’ambito del programma di riassetto del sistema delle casse di risparmio definito lo scorso anno. Secondo le indiscrezioni trapelate, il governo costringerà le casse di risparmio indebitate a diventare banche tradizionali con l’obiettivo di quotarle in borsa. Ad acquistare le partecipazioni nelle casse sarà il fondo di ristrutturazione bancario del paese (Frob). Le stime sul costo per ricapitalizzare le casse spagnole vanno dai 25 ai 50 mld di euro, anche se il ministro dell’Economia Elena Salgado ha dichiarato che sarà molto più basso. Entro il 31 gennaio le Cajas dovranno dare evidenza dei crediti dubbi e delle proprietà immobiliari.
Finora soltanto due lo hanno fatto, ma soltanto quando tutte avranno ottemperato all’impegno la Banca di Spagna potrà avere un’idea chiara sulle necessità complessive di ricapitalizzazione. Gli istituti che potenzialmente potrebbero essere coinvolti nel piano non sembrano tuttavia appoggiare il progetto.
Irlanda, il premier si dimette dalla guida del partito. Il premier irlandese Brian Cowen ha lasciato la leadership del partito al governo Fianna Fail ribadendo di voler restare al ruolo di primo ministro fino alle elezioni dell’11 marzo. Cowen ha dichiarato che sino alla fine del mandato si concentrerà sui temi economici e sulla realizzazione del piano di recupero, sottolineando che in questo modo si porrà l’accento sul programma politico che verrà presentato per le elezioni. Intanto il partito dei Verdi irlandesi ha annunciato l’uscita dalla compagine di governo e ciò potrebbe portare ad un anticipo della data delle elezioni.
Australia, KO per le inondazioni ma OK il real estate. Il governo australiano sta considerando di imporre un’imposta speciale, oltre a nuovi tagli di spesa, per coprire i costi delle inondazioni che continuano a devastare la fascia orientale del continente. I danni sono stimati dall’esecutivo pari a 20 mld di dollari australiani. A fare da contrappeso alla catastrofe naturale che ha colpito il Paese è il settore immobiliare che risulta il più tonico tra i Paesi anglosassoni con i prezzi delle case che sono i più elevati rapportati ai rediti annuali medi degli abitanti. Infatti, il rapporto è pari a 6,1x in Australia, contro 3x per gli Stati Uniti. Il prezzo medio di una casa australiana è pari a 460 mila $, mentre negli Usa si ferma a 168,8 mila $. Le cose non vanno meglio nel Regno Unito dove, secondo quanto dichiarato da Adam Posen, membro del Monetary Policy Committee della Bank of England, le difficoltà riscontrate da molti acquirenti nell’ottenimento di un mutuo per la prima casa, c’è un evidente rischio di un ulteriore ribasso dei valori immobiliari.
Nuove emissioni sovrane per Nigeria e Bielorussia. Lo stato nigeriano ha lanciato il primo Eurobond: size USD 500 mln, coupon 6,75%, yield 7%, maturity 2021. L’emissione, secondo quanto dichiarato dal fonti governative, è finalizzato a finanziare la crescita delle imprese locali. Il bond emesso dalla Bielorussia ha invece le seguenti caratteristiche: size USD 800 mln, coupon 8,95%, SPR@626.70 vs. T 2,75%12/17 (tightening), maturity 2018.
Sudan verso la divisione. Quasi il 99% dei sudanesi del sud hanno votato a favore della separazione dal nord nel referendum della settimana scorsa. È quanto emerge dai primi dati ufficiali, anche se ancora incompleti, diffusi dalla commissione organizzativa del voto. Il referendum è il punto chiave degli accordi di pace firmati nel 2005 fra il governo di Khartoum e i ribelli sud-sudanesi per porre fine a venti anni di guerra civile fra il nord, a maggioranza musulmana, e il sud, principalmente cristiano.
Albania, scoppia la protesta. La protesta tunisina esce dall’area nordafricana per approdare in Albania. È il drammatico epilogo della crisi politica che divampa da un anno e mezzo: l’opposizione socialista accusa di corruzione il governo conservatore di Sali Berisha, sospettato anche di brogli elettorali. In allarme l’Unione Europea, che invita alla calma e ricorda a Tirana che i cittadini hanno il diritto democratico di protestare. A far precipitare la situazione, la polizia antisommossa spaventata dai 20 mila manifestanti raccoltisi davanti al palazzo governativo, ha esploso colpi di pistola e tre persone sono morte.
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