Da seguire: Area euro: – Il tasso di disoccupazione per l’area euro potrebbe rimanere stabile al 10,1% a dicembre. Si tratterebbe di un massimo dal giugno 1998. I rischi sulla previsione sono verso il basso. Dovrebbe ….
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confermarsi la buona tenuta del mercato del lavoro nei Paesi core e in particolare in Germania, mentre non è da escludere un ulteriore deterioramento del mercato del lavoro nei Paesi periferici.
– Germania. Il tasso di disoccupazione potrebbe rimanere stabile (per il quinto mese consecutivo) al 7,5% a gennaio. Poiché l’inatteso aumento dei disoccupati del mese precedente (per la prima volta dopo un anno e mezzo) era dovuto almeno in parte al clima rigido (si è trattato del peggior mese di dicembre da più di 40 anni) che aveva pesato in particolare su trasporti e costruzioni, i senza-lavoro potrebbero tornare a calare a inizio 2011 (stimiamo di 10 mila unità).
– Italia. A dicembre, il tasso di disoccupazione mensile su base destagionalizzata potrebbe calare di un decimo all’8,6%. Infatti, gli occupati potrebbero continuare ad aumentare come negli ultimi tre mesi (0,2% m/m in media da settembre a novembre), mentre potrebbe attenuarsi l’espansione delle forze di lavoro. Per i prossimi mesi la disoccupazione dovrebbe stabilizzarsi su livelli elevati ed è ancora presto per vedere un trend al ribasso, che potrebbe innescarsi solo a partire dalla seconda metà dell’anno.
– La lettura definitiva dei PMI di gennaio per il settore Manifatturiero potrebbe vedere una lieve revisione al ribasso di un decimo, a 56,8 da 56,9 della stima flash e da 57,1 del mese di dicembre. Il livello resta coerente con una crescita del PIL decisamente robusta, in area 1% t/t. La prima lettura per il PMI Manifatturiero italiano potrebbe vedere una sostanziale stabilità. Anche nei Paesi periferici l’industria appare in espansione.
– Aste – Il Portogallo colloca da 1 a 1,25 miliardi di carta a breve termine, ripartita fra le scadenze 6 e 12 mesi. Il rendimento corrente dei titoli di scadenza analoga è di 2,35% e 3,45% rispettivamente per le due scadenze.
Stati Uniti
– L’indice ISM del settore Manifatturiero è previsto in aumento a 58,7 da 58,5 (rivisto da 57) di dicembre. Lo spaccato delle indagini della NY e della Philadelphia Fed è stato molto positivo a gennaio e nuovi miglioramenti di ordini, occupazione e prezzi dovrebbero spingere verso l’alto l’ISM composito, da livelli già elevati.
– La spesa in costruzioni a dicembre è prevista in calo di -0,2% m/m, dopo l’aumento di 0,4% m/m a novembre, e dati positivi per settembre e ottobre. I cantieri a dicembre sono scesi del 4,3% m/m, in parte anche per le condizioni climatiche avverse del mese scorso. Il miglioramento degli indicatori del settore immobiliare residenziale rende però probabile un aumento dell’attività nella parte iniziale del 2011. L’attività di costruzione del settore pubblico dovrebbe calare dopo il forte aumento (+0,7% m/m) di novembre, mentre l’edilizia commerciale privata dovrebbe stabilizzarsi.
– Le vendite di auto a gennaio sono attese in calo a 12,2 milioni di unità ann. da 12,5 milioni di dicembre. Il calo atteso per gennaio non è un’inversione di trend, ma un aggiustamento dopo un dicembre particolarmente forte. Le più recenti previsioni di JD Power per il 2011 sono di forte aumento delle vendite, a 13 milioni di unità ann., da 11,6 milioni del 2010 e 10,4 milioni del 2009. Le previsioni vedono ulteriore aumento delle vendite anche nel 2012, sempre però al di sotto della media del periodo 2000-07, a 16,8 milioni annui.
Ieri sui mercati
Gli indici azionari hanno recuperato in parte le perdite subite venerdì sulla scia della crisi egiziana, sostenuti da un flusso positivo di dati economici e di risultati aziendali. Le quotazioni petrolifere rimangono però sotto tensione: il Brent Crude viene scambiato sopra 100 dollari. Dollaro debole sui mercati valutari: il cambio effettivo è sceso sotto i minimi del 27 gennaio, depresso dai progressi di euro, yen, sterlina. Clima positivo per gli emittenti sovrani nell’Eurozona: stringono Italia (156pb sulla scadenza decennale), Spagna (222pb), Portogallo (391pb) e Grecia (817pb). Il mercato ha accolto positivamente le voci di un’estensione della scadenza del programma di sostegno alla Grecia. Forte rialzo per i tassi Euribor (il mese è ormai a 0,895%) e per i tassi impliciti nei future monetari.
Area euro
Sulla base della stima preliminare, l’inflazione misurata sui prezzi al consumo nell’area euro ha accelerato più del previsto, a 2,4% a/a a gennaio dal 2,2% a/a di dicembre. Sulla base dei dati sin qui comunicati, il CPI è rimasto stabile al 2% in Germania ed è salito dal 2,9% al 3% in Spagna. Un’ulteriore salita dell’inflazione nei primi mesi del 2011 era già nello scenario BCE, quindi non dovrebbe cambiare più di tanto i toni della conferenza-stampa di questa settimana di Trichet. In ogni caso, in base ai recenti dati e ipotizzando un lieve calo dei prezzi delle commodities, il CPI area euro potrebbe attestarsi ad almeno il 2,2% in media quest’anno.
Italia. L’indice di fiducia delle imprese manifatturiere ed estrattive secondo l’indagine ISTAT (ex ISAE) è salito ancora a gennaio, a 103,6 da 103,1 di dicembre, proseguendo nel trend di miglioramento iniziato dai minimi di marzo 2009. Il dato è lievemente superiore alle aspettative di consenso. Il dato è coerente con la nostra previsione di una riaccelerazione per PIL e produzione industriale a inizio 2011, dopo la probabile stagnazione del 4° trimestre del 2010.
Germania. Le vendite al dettaglio (reali e al netto delle auto) sono calate ancora, smentendo ancora una volta le previsioni di un rimbalzo, a dicembre (-0,3% m/m dopo il -1,9% m/m di novembre). Su base annua le vendite sono tornate in territorio negativo, a -1,3% da +2,6% a/a.
Stati Uniti
La spesa personale a dicembre aumenta di 0,7% m/m, il dato di novembre è rivisto verso il basso a +0,3% m/m, da +0,4% m/m. In termini reali, la spesa aumenta di 0,4% m/m. I dati confermano quanto visto con la prima stima del PIL del 4° trimestre, che ha mostrato una variazione dei consumi di 4,4% t/t ann. Il reddito personale aumenta di 0,4% m/m; salari e stipendi aumentano di 0,3% m/m e il reddito disponibile cresce di 0,4% m/m. Il tasso di risparmio a dicembre scende a 5,3% da 5,5% di novembre e ottobre.
Il Chicago PMI a gennaio sale a 68,8, da 66,8 di dicembre, contro attese di consenso per un calo a 64,5. Il dato di gennaio tocca il livello più elevato da luglio 1988. Lo spaccato dell’indagine è positivo, con aumento per tutte le componenti principali.
L’indagine dei Senior Loan Officers di gennaio conferma il miglioramento del mercato del credito bancario. Prosegue l’aumento della percentuale netta di banche che allentano gli standard dei prestiti alle imprese, soprattutto fra gli istituti di medie e grandi dimensioni; il miglioramento delle condizioni applicate è motivato dalla minore incertezza dello scenario economico e dalla pressione competitiva.
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Area Euro
– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.
– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.
– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.
Stati Uniti
– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati
L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.
Area Euro
La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.
L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.
Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.
Stati Uniti
Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.
Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.
Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.
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