Flash: La Spagna colloca da 3 a 4 miliardi di titoli

Da seguire: Area euro: – La riunione di febbraio della BCE potrebbe risultare piuttosto interlocutoria. In conferenza stampa Trichet cercherà di fare fine-tuning rispetto all’interpretazione (probabilmente troppo restrittiva) data ….


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dal mercato al wording usato il mese scorso con riguardo in particolare ai rischi di inflazione. In generale, la BCE è disposta ad accettare un CPI sopra il target solo finché non vede rischi di “effetti di second’ordine”, che non paiono all’orizzonte nel breve termine.

– Il PMI dei Servizi potrebbe essere rivisto al rialzo di due decimi, a 55,4 a gennaio, in deciso aumento rispetto al valore di 54,2 raggiunto in dicembre. Di conseguenza, anche il PMI Composito potrebbe essere rivisto al rialzo di tre decimi, a 56,6 da 55,5 del mese precedente, un livello coerente con una decisa accelerazione del PIL area euro nel 1° trimestre. I dati dai Paesi periferici dovrebbero confermarsi assai più depressi che nelle economie core.

– Le vendite al dettaglio nell’area euro sono viste ancora in calo a dicembre, di -0,4% m/m, per effetto della flessione registrata in Germania (-0,3% m/m), Francia (-0,2% m/m) e Spagna (-0,9% m/m); anche la variazione annua tornerebbe in negativo, a -0,7% a/a. Le vendite risulterebbero così essersi contratte di -0,5% t/t nel 4° trimestre (per trovare un dato peggiore occorre risalire al 1° trimestre del 2009). Il dato segnalerebbe una sostanziale stagnazione per i consumi di contabilità nazionale nella parte finale del 2010.

– Aste – La Spagna colloca da 3 a 4 miliardi di titoli, ripartiti fra il 2,5% 10/2013 e il 3,15% 01/2016. La Francia riapre 4 OAT con scadenze comprese fra il 2016 e il 2021 per un ammontare complessivo di 7,5-8,5 miliardi.

Stati Uniti

– La produttività nel 4° trimestre dovrebbe essere aumentata del 2% t/t dopo +2,3% t/t del trimestre precedente. Il costo del lavoro per unità di prodotto nel 4° trimestre dovrebbe aumentare di 0,5% m/m, dopo il calo di 0,1% t/t del 3° trimestre.

– L’ISM del settore non manifatturiero a gennaio dovrebbe stabilizzarsi a 57 da 57,1 di dicembre. L’indagine della Richmond Fed a gennaio mostra un calo dopo i forti aumenti visti a dicembre: per le vendite, gennaio a 12, dicembre a 21, novembre a 7; per gli occupati, 9 a gennaio, da 15 a dicembre. Il settore delle vendite al dettaglio, però, mostra nuovi incrementi. Il settore servizi dovrebbe essere sostenuto dalla ripresa della domanda di consumi e della fiducia delle famiglie.

Ieri sui mercati

Il Portogallo ha collocato 1,25 miliardi di BT con scadenza semestrale e annuale, a rendimenti di 3,71% sulla scadenza annuale (-31pb rispetto a due settimane fa) e di 2,984% per il titolo più corto (-70pb). La domanda è stata pari rispettivamente a 2,6x e 4,8x l’offerta. Le crescenti aspettative di un accordo per il potenziamento del meccanismo di sostegno e la riduzione del costo dei crediti erogati ai paesi in crisi hanno fatto calare i premi al rischio rispetto al giorno prima: Irlanda -18pb, Portogallo -12pb, Grecia -27pb, Italia -13pb, Spagna -14pb. In rialzo i rendimenti sul Bund, arrivati a 3,25%. La salita dell’Euribor 1 mese si è fermata (0,91%, contro 0,915% il giorno prima), mentre l’Eonia rimane elevato a 0,792% e i tassi impliciti nei future sull’Euribor 3 mesi si mantengono vicini ai massimi. L’EUR/USD ha ritoccato al rialzo il massimo (ora 1,3861), ma in seguito ha corretto marginalmente al ribasso. Continua ad apprezzarsi la sterlina, scambiata a 0,8515 con l’euro e a 1,623 dollari.

Area euro

In un comunicato ufficiale del presidente Van Rompuy, si allarga l’agenda dei temi trattati al summit dell’Unione europea di domani: durante il pranzo, infatti, ci sarà una “discussione generale” dell’economia e sulle misure per rafforzare la governance economica, incluso un ampliamento dell’EFSF e un accordo sulle caratteristiche operative del futuro European Stability Mechanism. Inoltre, non viene esclusa la convocazione di un vertice straordinario il 4 marzo, prima di quello già programmato il 24-25 marzo. Ieri un portavoce del Governo tedesco ha detto che la Germania è contraria a permettere che vengano usati i fondi dell’EFSF per il riacquisto di debito dei paesi in difficoltà sul mercato secondario; secondo fonti citate da Reuters, però, il Governo tedesco non sarebbe contrario ad acquisti sul mercato primario. Questa opzione rappresenterebbe però un’innovazione molto meno radicale, in quanto rimarrebbe probabilmente un’azione successiva alla dichiarazione della crisi e del lancio di un programma condizionato di sostegno finanziario. Rispetto al regime in vigore, l’innovazione presenterebbe due miglioramenti: (i) maggiore flessibilità per l’EFSF, che potrebbe di fronte a un miglioramento del clima di fiducia ridurre la sua esposizione cedendo i titoli acquistati; (ii) minore discontinuità nella presenza del mercato dell’emittente in difficoltà.

Standard and Poor’s ha tagliato il rating dell’Irlanda da “A” ad “A-“. Il rating rimane sotto osservazione (con outlook negativo), e potrebbe implicare un ulteriore downgrading nei prossimi mesi; una decisione a riguardo sarà presa ad aprile, quando si conoscerà l’impatto sul debito pubblico delle ulteriori iniezioni di capitale nel settore finanziario. S&P si aspetta comunque che un eventuale ulteriore downgrading lasci il debito irlandese all’interno della categoria dell’investment-grade.

I prezzi alla produzione sono aumentati di 0,8% m/m a dicembre (dopo lo 0,3% m/m di novembre), principalmente sulla scia dei rincari energetici (infatti, al netto dell’energia, i cui prezzi hanno accelerato decisamente a +2,2% m/m, il PPI è salito di appena tre decimi). La variazione annua ha così accelerato dal 4,5% al 5,3% a/a, ai massimi dall’ottobre del 2008 (ma anche il PPI ex energy non è su livelli del tutto confortanti, avendo accelerato dal 3% al 3,3%).

Stati Uniti

La stima ADP dei nuovi occupati non agricoli del settore privato registra un incremento di 187 mila a gennaio; i dati di dicembre sono rivisti verso il basso a una variazione di 247 mila, da 297 mila



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Gli analisti finanziari che hanno predisposto la presente ricerca, dichiarano che:

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Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.


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