Flash: Si tiene oggi la riunione del Consiglio Europeo

Da seguire: Area euro: – Si tiene oggi la riunione del Consiglio Europeo, durante la quale si inizieranno a discutere le proposte per un pacchetto completo di misure anti-crisi. Non è attesa alcuna decisione finale, ma l’appuntamento è ugualmente molto importante. In base alle anticipazioni raccolte dalla stampa internazionale, l’ambizioso….


Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da BONDWorld iscriviti alla Nostra Newsletter settimanale gratuita.
Clicca qui per iscriverti gratuitamente.


pacchetto proposto includerebbe la riforma dell’EFSF, l’ancoraggio dell’età di pensionamento a parametri demografici, un’armonizzazione dell’imposizione fiscale sulle imprese, l’introduzione di vincoli costituzionali all’aumento del debito e un maggiore coordinamento delle politiche economiche. Per quanto sia comprensibile che la Germania e i paesi ad essa più vicini vogliano cogliere l’occasione per plasmare l’area euro a loro immagine, il rischio è che nella discussione di tante misure strutturali controverse e di lunga e difficile implementazione finisca ancora una volta per sfuggire la soluzione migliore per gestire la crisi attuale.

– Italia. I prezzi al consumo sono visti in crescita di 0,2% m/m sulla misura nazionale (con qualche rischio verso l’alto) e in calo di -1,4% m/m sull’indice armonizzato. La principale causa della salita dei prezzi nel mese è il rincaro dei carburanti e delle tariffe (carburanti in media +2,8% m/m, gas +1,3%, canone Rai +1,4%). L’inflazione annua salirebbe di un decimo, al 2% sul NIC e al 2,2% sull’armonizzato. Il CPI potrebbe salire ulteriormente il mese prossimo, per rallentare solo successivamente.

Stati Uniti

Gli occupati del settore non agricolo a gennaio sono previsti in crescita di 140 mila, dopo 103 mila di dicembre. Gli occupati del settore privato dovrebbero aumentare di 160 mila, dopo +113 mila di dicembre, mentre il settore pubblico dovrebbe continuare a espellere forza lavoro, con un calo atteso di 20 mila occupati concentrati nel settore degli enti locali e statali. Il tasso di disoccupazione dovrebbe tornare a salire, passando da 9,4% di dicembre a 9,5% a gennaio, con un modesto recupero della partecipazione dopo il calo di 2pp a dicembre a 64,3%, i cui effetti dovrebbero essere frenati dall’atteso aumento dell’occupazione rilevata dall’indagine presso le famiglie. I salari orari dovrebbero aumentare di 0,2% m/m, dopo +0,1% m/m di dicembre; la dinamica tendenziale sarebbe in ulteriore rallentamento, a 1,6% a/a.

Ieri sui mercati

La Spagna ha collocato 3,5 miliardi di titoli, collocandosi nel mezzo dell’obiettivo di 3-4 miliardi. Limitatamente alla scadenza 2013 i rendimenti sono scesi a 3,254% dal 3,72% della precedente asta, ma il mancato collocamento dell’ammontare massimo ha avviato un violento rimbalzo dei differenziali su tutti i periferici. Ampia flessione (-12pb sulla scadenza di dicembre 2011) per i tassi impliciti nei futures Euribor dopo la conferenza stampa di Trichet, che non ha aperto nessuno spiraglio alla possibilità di un rialzo ravvicinato dei tassi ufficiali. Pressato dal calo dei differenziali e dal recedere dell’ottimismo sulla crisi del debito, l’euro è arretrato da 1,3811 a 1,3637 dollari; la moneta europea ha perso terreno anche nei confronti del CHF, scambiato oggi a 1,2915. Chiusura in rialzo per gli indici azionari statunitensi e nipponici, mentre i mercati europei hanno segnato per lo più ribassi. Petrolio in ribasso (-86 centesimi a 101,76 sulla scadenza di marzo 2011), dopo aver segnato un massimo infragiornaliero di 103,37 dollari.

Area euro

Il PMI Servizi per l’area euro è stato rivisto al rialzo di sette decimi a 55,9 a gennaio, in decisa salita dal 54,2 di dicembre. Anche la lettura definitiva del PMI Manifatturiero aveva mostrato una revisione al rialzo (questa volta di quattro decimi a 57,3). Di conseguenza, il PMI Composito è balzato da 55,5 a 57 (precedente stima: 56,3). Il livello è coerente con una notevole accelerazione del PIL area euro nel 1° trimestre (in area +1% t/t).

Le vendite al dettaglio nell’area euro sono calate inaspettatamente di -0,6% m/m a dicembre da -0,3% m/m il mese precedente (rivisto da: -0,8% m/m). Rispetto a novembre dello scorso anno le vendite sono in calo di
-0,9% a/a (da +0,8% a/a precedente, riletto al rialzo di sette decimi).

Stati Uniti

L’ISM del settore non manifatturiero a gennaio sale a 59,4 da 57,1 di dicembre, toccando il massimo da agosto 2005. Lo spaccato dell’indagine è tutto positivo. In aumento la componente attività, a 64,6 da 62,9 di dicembre, l’occupazione a 54,5 da 52,6 di dicembre, gli ordini a 64,9 da 61,4 di dicembre. Prosegue anche l’aumento della componente prezzi, che sale a 72,1 da 69,5 di dicembre. I dati sono coerenti con una crescita del PIL vicina al 4,5% e danno supporto alle indicazioni dell’ISM Manifatturiero per un’accelerazione della crescita della domanda aggregata nel 1° trimestre 2011. I dati sostengono anche la previsione di una dinamica più forte della crescita degli occupati dei servizi privati, attesa con l’employment report di gennaio in pubblicazione domani.

I nuovi sussidi di disoccupazione nella settimana conclusa il 29 gennaio scendono di 42 mila unità a 415 mila. Il Labor Department segnala che il calo di sussidi riguarda soprattutto gli stati che nelle settimane precedenti erano stati colpiti da fenomeni climatici avversi. I sussidi esistenti scendono di 84 mila a 3,925 milioni nella settimana conclusa il 22 gennaio. I sussidi estesi con i fondi di emergenza scendono di 67 mila a 4,551 milioninella settimana conclusa il 15 gennaio.

La crescita della produttività nel 4° trimestre accelera, con una variazione di 2,6% t/t dopo +2,4% t/t del 3° trimestre. Il trend della produttività sta rallentando, ma è comunque ancora su livelli elevati a un anno dalla fine della recessione. La crescita dell’output è di 4,5% t/t, mentre le ore aumentano di 1,8% t/t e le retribuzioni orarie di 1,9% t/t. Il costo del lavoro per unità di prodotto scende di 0,6% t/t.

Bernanke ha dichiarato che la ripresa dovrebbe accelerare nel corso dell’anno, con una crescita “sostenibile” di consumi e investimenti. Tuttavia, “ci vorranno diversi anni prima che il tasso di disoccupazione ritorni a un livello più normale”. Le considerazioni di Bernanke confermano che l’attuale stance di politica monetaria resterà invariata ancora a lungo. Lo scenario centrale è che la Fed porti a termine il programma di acquisti e mantenga i tassi invariati almeno per tutto il 2011.

Focus: la BCE non “rincara la dose” sull’inflazione

Nessuna novità di rilievo dalla riunione BCE (che solo il mese prossimo deciderà se rinnovare il regime straordinario). Se non altro Trichet non ha rincarato ulteriormente i toni sull’inflazione.




Certificazione degli analisti

Gli analisti finanziari che hanno predisposto la presente ricerca, dichiarano che:

  1. Le opinioni espresse sulle società citate nel documento riflettono accuratamente l’opinione personale, indipendente, equa ed equilibrata degli analisti;

  2. Non è stato e non verrà ricevuto alcun compenso diretto o indiretto in cambio delle opinioni espresse.

Comunicazioni importanti

La presente pubblicazione è stata redatta da Intesa Sanpaolo S.p.A. Le informazioni qui contenute sono state ricavate da fonti ritenute da Intesa Sanpaolo S.p.A. affidabili, ma non sono necessariamente complete, e l’accuratezza delle stesse non può essere in alcun modo garantita. La presente pubblicazione viene a Voi fornita per meri fini di informazione ed illustrazione, ed a titolo meramente indicativo, non costituendo pertanto la stessa in alcun modo una proposta di conclusione di contratto o una sollecitazione all’acquisto o alla vendita di qualsiasi strumento finanziario. Il documento può essere riprodotto in tutto o in parte solo citando il nome Intesa Sanpaolo S.p.A.

La presente pubblicazione non si propone di sostituire il giudizio personale dei soggetti ai quali si rivolge. Intesa Sanpaolo S.p.A. E le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato hanno la facoltà di agire in base a/ovvero di servirsi di qualsiasi materiale sopra esposto e/o di qualsiasi informazione a cui tale materiale si ispira prima che lo stesso venga pubblicato e messo a disposizione della clientela. Intesa Sanpaolo S.p.A. e le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato possono occasionalmente assumere posizioni lunghe o corte nei summenzionati prodotti finanziari.


Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.


Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Ho letto
l'informativa Privacy
e autorizzo il trattamento dei miei dati personali per le finalità ivi indicate.