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Flash: Offerta di carta a breve termine in Francia

Da seguire: Area euro: – Germania. Gli ordini all’industria potrebbero calare di -1,2% m/m a dicembre, dopo il balzo di +5,2% m/m registrato a novembre. Nonostante il calo mensile, la variazione annua accelererebbe ulteriormente a +21,7% a/a come a …


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novembre. Gli ordini dai Paesi extra-euro potrebbero calare nel mese, dopo l’impennata (+14,8% m/m) di novembre, ma restano il principale traino per la crescita degli ordini. Le indagini di fiducia segnalano concordemente che le commesse industriali possono mantenere uno straordinario ritmo di crescita anche nei prossimi mesi.

– Aste – La Slovacchia riapre il titolo 4,35% 10/2025. Offerta di carta a breve termine in Francia (8 miliardi di BTF), Olanda (4,5-7,5 mld), Germania (5 miliardi sulla scadenza semestrale).

I market mover della settimana

Nell’area euro, sotto i riflettori i dati sull’industria nei tre principali Paesi, che per la verità non dovrebbero risultare brillanti anche a causa di fattori una-tantum (ma tutte le indagini segnalano che la produzione riprenderà ad espandersi a inizio 2011). Con il PIL spagnolo (visto tornare a crescere, anche se di appena due decimi su base congiunturale) inizia la tornata di diffusione dei dati di contabilità nazionale relativi al 4° trimestre 2010.

La settimana è scarna in termini di dati negli Stati Uniti. La bilancia commerciale di dicembre dovrebbe tornare ad ampliarsi. La fiducia delle famiglie dovrebbe vedere un ulteriore modesto rialzo a gennaio.

Venerdì sui mercati

Forti rialzi dei corsi azionari e dei rendimenti obbligazionari sulla scia dei dati economici favorevoli. Il Bund decennale raggiunge il 3,24%, e questa mattina è in ulteriore aumento. Gli spread sovrani nell’eurozona hanno avuto andamento contrastato, con lievi ribassi per Spagna, Italia e Irlanda, e rialzi per Grecia e Portogallo. Euro in ulteriore flessione a 1,3541 dollari; il dollaro guadagna anche sullo yen (82,4) e sulla sterlina (minimo a 1,6034, con successivo rimbalzo a 1,61). Netto calo delle quotazioni del Brent Crude: la flessione sulla scadenza di marzo 2011 è stata di circa 2 figure, da 101, 86 a 99,83.

Area euro

Il piano franco-tedesco “sulla competitività” non ha trovato accoglienza favorevole al Consiglio Europeo di venerdì. Per ora, l’Eurogruppo ha l’incarico di fornire “proposte concrete sul rafforzamento dell’EFSF al fine di assicurarne la necessaria efficacia nel fornire sostegno adeguato”: forse è soltanto un caso, ma non si parla più di flessibilità. Un vertice straordinario sul patto per la competitività è previsto dopo il 9 marzo.

Italia. I prezzi al consumo sono cresciuti più del previsto a gennaio, di 0,4% m/m; l’inflazione annua è così salita dall’1,9% al 2,1% (è un massimo dal dicembre del 2008). L’indice armonizzato (che registra le variazioni temporanee di prezzo) ha registrato un calo (comunque inferiore al previsto) di -1,2% m/m, per una salita dell’IACP dal 2,1% al 2,4% (in linea con la media dell’area dell’euro).

Stati Uniti

L’employment report ha dato molte sorprese e le revisioni ai dati 2010, come previsto, complicano la lettura delle informazioni. I nuovi occupati non agricoli rilevati con l’indagine presso le imprese (nonfarm payrolls) aumentano di solo 36 mila posti. Il settore privato crea 50 mila posti, con un aumento di minimo nei servizi (+32 mila), un calo di 32 mila nelle costruzioni, e un aumento consistente nel manifatturiero (+49 mila). Il BLS riporta che 886 mila persone non hanno potuto lavorare per motivi legati al clima, segnalando un forte effetto temporaneo negativo. Le revisioni dei dati passati mostrano una creazione complessiva nel 2010 inferiore a quanto inizialmente stimato. Il tasso di disoccupazione scende a 9% da 9,4% del mese precedente. In parte questo è dovuto a un nuovo calo della partecipazione, scesa al 64,2% da 64,3% di dicembre; il calo del tasso di disoccupazione è però probabilmente spiegato dalla revisione verso il basso a gennaio dei dati della popolazione attuata dal BLS, senza rivedere i dati precedenti.





Certificazione degli analisti

Gli analisti finanziari che hanno predisposto la presente ricerca, dichiarano che:

  1. Le opinioni espresse sulle società citate nel documento riflettono accuratamente l’opinione personale, indipendente, equa ed equilibrata degli analisti;

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Comunicazioni importanti

La presente pubblicazione è stata redatta da Intesa Sanpaolo S.p.A. Le informazioni qui contenute sono state ricavate da fonti ritenute da Intesa Sanpaolo S.p.A. affidabili, ma non sono necessariamente complete, e l’accuratezza delle stesse non può essere in alcun modo garantita. La presente pubblicazione viene a Voi fornita per meri fini di informazione ed illustrazione, ed a titolo meramente indicativo, non costituendo pertanto la stessa in alcun modo una proposta di conclusione di contratto o una sollecitazione all’acquisto o alla vendita di qualsiasi strumento finanziario. Il documento può essere riprodotto in tutto o in parte solo citando il nome Intesa Sanpaolo S.p.A.

La presente pubblicazione non si propone di sostituire il giudizio personale dei soggetti ai quali si rivolge. Intesa Sanpaolo S.p.A. E le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato hanno la facoltà di agire in base a/ovvero di servirsi di qualsiasi materiale sopra esposto e/o di qualsiasi informazione a cui tale materiale si ispira prima che lo stesso venga pubblicato e messo a disposizione della clientela. Intesa Sanpaolo S.p.A. e le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato possono occasionalmente assumere posizioni lunghe o corte nei summenzionati prodotti finanziari.


Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.


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