CINA

Flash: La Banca centrale cinese ieri ha alzato i tassi di interesse

Da seguire: Nessun dato di rilievo in agenda. L’audizione di Bernanke alla Commissione Bilancio della Camera dovrebbe confermare le…


Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da BONDWorld iscriviti alla Nostra Newsletter settimanale gratuita.
Clicca qui per iscriverti gratuitamente.


preoccupazioni della Fed per lo scenario del mercato del lavoro e per il trend della finanza pubblica federale.

Ieri sui mercati

La Banca centrale cinese ieri ha alzato i tassi di interesse, prima della riapertura dei mercati cinesi, rimasti chiusi per una settimana per le festività del capodanno. Il rialzo è stato di 25pb per i tassi a 1 anno, al 3% per i depositi e al 6,06% per i prestiti; per i depositi con scadenze più lunghe i rialzi sono stati più ampi (+35pb per scadenze a 2-3 anni, +45pb, a 5%, per scadenze a 5 anni). La differenziazione dei rialzi per scadenze sui depositi indica l’obiettivo di portare in territorio positivo i tassi reali a medio termine per incentivare un’allocazione del risparmio delle famiglie sui depositi. La tempistica della mossa sui tassi conferma la volontà di agire preventivamente di fronte all’accelerazione della dinamica dei prezzi per ancorare le aspettative di inflazione. Il 15 febbraio verrà pubblicato il CPI di gennaio, che è atteso in ulteriore aumento dal 4,6% a/a di dicembre a 5,3% a/a, con rischi di un dato anche più forte, vicino al 6% a/a. I mercati azionari europei e americani, dopo una correzione iniziale, sono rimasti comunque positivi, con rialzi vicini a 0,5%, mentre il Nikkei questa mattina ha chiuso in marginale calo (-0,2%) nonostante buoni dati sulla fiducia delle famiglie giapponesi. I rendimenti sui Treasuries hanno continuato sul trend verso l’alto iniziato a fine gennaio, con il 10 anni a 3,69%, vicino ai massimi da fine aprile 2010 e il 2 anni a 0,84%, in attesa dell’asta di 24 miliardi di dollari di 10 anni e dopo l’emissione di 32 miliardi di 3 anni ieri. In rialzo anche i rendimenti europei, con il Bund 10 anni a 3,26% e i rendimenti a 2 anni a 1,43%. Il dollaro si è indebolito nella prima parte della giornata, con l’euro che ha toccato 1,3689; l’indebolimento verso 1,362 in chiusura ieri è stato seguito questa mattina da un’apertura in rialzo per l’euro.

Area euro

Germania. La produzione industriale è calata a sorpresa a dicembre, di -1,5% m/m dopo il calo già registrato a novembre (-0,6% m/m). E’ la prima volta da due anni che l’output cala per due mesi consecutivi. Tuttavia, la contrazione è dovuta unicamente alle condizioni atmosferiche (si è trattato del mese di dicembre più freddo dal 1969), che hanno causato un calo del 24,1% della produzione nelle costruzioni, al netto del quale l’output sarebbe risultato invariato (circa in linea con le previsioni). Infatti, rimbalza decisamente la produzione di beni capitali (+3,3% m/m), a fronte di un secondo calo consecutivo per beni intermedi (-3,1% m/m) e di consumo (-1,3% m/m). In ogni caso, nonostante la flessione mensile, la produzione ha mantenuto un ritmo di crescita a due cifre su base annua (10% da 11,1% precedente) e, per il complesso del 4° trimestre, risulta in accelerazione a 1,9% da un precedente 1,7% t/t. Tutte le indagini segnalano che la produzione tornerà a crescere nei primi mesi del 2011, anzi il livello dell’indice IFO sarebbe coerente con una riaccelerazione della crescita annua, che potrebbe tornare in prossimità dei massimi storici toccati ad aprile (a 13,7% a/a).

In Germania, la bilancia commerciale a dicembre registra una riduzione del saldo a 11,9 miliardi da 13,1 miliardi (rivisto da 12,9 miliardi) di novembre. Su base destagionalizzata, il saldo dei beni sale a 13,9 miliardi, da 11,9 miliardi di novembre, con un incremento dell’export di 0,5% m/m (come a novembre) e un calo dell’import di -2,3% m/m (dopo +4,1% m/m a novembre).

Stati Uniti

L’indagine delle piccole imprese condotta dall’NFIB registra un aumento dell’ottimismo, salito a gennaio a 94,1 da 92,6 di dicembre. Lo spaccato dell’indagine è in linea con quello di dicembre. I piani di assunzione restano positivi per il 4° mese consecutivo, se pure in calo a 3 da 6 di dicembre. La percentuale netta di imprese che aumenta i prezzi di vendita rimane sui livelli dei tre mesi precedenti (a -4% a gennaio, fra -4 e -5% da ottobre); i piani di spesa per investimenti continuano a migliorare (a 22 da 21 di dicembre); anche le aspettative sull’economia (a 10 da 9) e sulle vendite (a 13 da 8) e il trend degli utili (a -28 da -34) migliorano. L’indagine è coerente con il trend di miglioramento visto in tutte le indagini, con segnali che confermano un graduale aumento della dinamica occupazionale e la costante riduzione delle pressioni disinflazionistiche.






Certificazione degli analisti

Gli analisti finanziari che hanno predisposto la presente ricerca, dichiarano che:

  1. Le opinioni espresse sulle società citate nel documento riflettono accuratamente l’opinione personale, indipendente, equa ed equilibrata degli analisti;

  2. Non è stato e non verrà ricevuto alcun compenso diretto o indiretto in cambio delle opinioni espresse.

Comunicazioni importanti

La presente pubblicazione è stata redatta da Intesa Sanpaolo S.p.A. Le informazioni qui contenute sono state ricavate da fonti ritenute da Intesa Sanpaolo S.p.A. affidabili, ma non sono necessariamente complete, e l’accuratezza delle stesse non può essere in alcun modo garantita. La presente pubblicazione viene a Voi fornita per meri fini di informazione ed illustrazione, ed a titolo meramente indicativo, non costituendo pertanto la stessa in alcun modo una proposta di conclusione di contratto o una sollecitazione all’acquisto o alla vendita di qualsiasi strumento finanziario. Il documento può essere riprodotto in tutto o in parte solo citando il nome Intesa Sanpaolo S.p.A.

La presente pubblicazione non si propone di sostituire il giudizio personale dei soggetti ai quali si rivolge. Intesa Sanpaolo S.p.A. E le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato hanno la facoltà di agire in base a/ovvero di servirsi di qualsiasi materiale sopra esposto e/o di qualsiasi informazione a cui tale materiale si ispira prima che lo stesso venga pubblicato e messo a disposizione della clientela. Intesa Sanpaolo S.p.A. e le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato possono occasionalmente assumere posizioni lunghe o corte nei summenzionati prodotti finanziari.


Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.


Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Ho letto
l'informativa Privacy
e autorizzo il trattamento dei miei dati personali per le finalità ivi indicate.

Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Ho letto
l'informativa Privacy
e autorizzo il trattamento dei miei dati personali per le finalità ivi indicate.