Da seguire: Area euro: – Spagna. Il PIL potrebbe essere tornato a crescere nel 4° trimestre, sia pure su ritmi modesti (0,2% t/t), dopo la stagnazione registrata nei mesi estivi. Su base annua la crescita accelererebbe a 0,6% da 0,2% a/a, e nell’intero 2010 il PIL spagnolo risulterebbe essersi contratto di -0,1%. I consumi delle…
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famiglie, dopo l’otto-volante dei due trimestri precedenti causato dagli effetti dell’aumento dell’IVA, dovrebbero mostrare una sostanziale stagnazione; gli investimenti delle imprese sono visti tornare a crescere dopo il calo del trimestre precedente, mentre le costruzioni dovrebbero essere rimaste in recessione. Infine, un contributo positivo potrebbe essere venuto dal commercio con l’estero. Riteniamo che l’economia spagnola possa tornare a crescere nel 2011, ma su ritmi (pari nella migliore delle ipotesi all’1%) ben inferiori a quelli dell’area euro (1,7%) e degli obiettivi del Governo iberico (1,3%).
– Germania. Marginale revisione al rialzo per l’indice nazionale dei prezzi al consumo di gennaio, che porta la variazione a -0,4% m/m e 2,0% a/a. Invariata (-0,5% m/m e 2,0% a/a) la misura armonizzata.
– Aste – Il Portogallo ha annunciato un riacquisto di titoli con scadenza aprile e giugno 2011 mercoledì 16; per lo stesso giorno è previsto il collocamento di 0,75-1,00 miliardi di BT annuali.
Stati Uniti
– Il deficit della bilancia commerciale a dicembre dovrebbe tornare ad allargarsi a 40 miliardi di dollari, da 38,3 miliardi di novembre. I prezzi all’import a dicembre sono saliti dell’1,1% m/m, con un aumento del 3,9% m/m dei prodotti petroliferi; i prezzi all’export sono aumentati ampiamente (+0,7% m/m), ma meno di quanto visto sulle importazioni. I dati del Department of Energy segnalano aumenti di importazioni di petrolio in termini nominali. La bilancia commerciale giapponese di dicembre mostra un’accelerazione della crescita dell’export verso gli Stati Uniti (in volume, +5% m/m dopo +3,5% m/m a novembre). A dicembre l’attività portuale negli Stati Uniti ha indicato un rallentamento della crescita di import e export, che dovrebbe essere positiva, ma moderata.
– La fiducia delle famiglie rilevata dall’University of Michigan a febbraio (preliminare) dovrebbe stabilizzarsi vicino ai livelli di fine gennaio, salendo a 74,8 da 74,2. Le condizioni correnti dovrebbero migliorare da 81,8 di gennaio sulla scia della riduzione delle imposte che è entrata in vigore a inizio anno e si riflette in ritenute più basse di 2pp sulle buste paga di gennaio. Le aspettative attese a 69,5 dovrebbero confermare il livello di gennaio (69,3). Da seguire l’andamento delle aspettative di inflazione che sono salite a gennaio sia sull’orizzonte a 1 anno, (a 3,4%) sia su quello a 5 ani (a 2,9%).
Ieri sui mercati
Fin dal collocamento della OT 2016, il mercato è tornato a innervosirsi per la situazione del Portogallo e ieri le tensioni hanno indotto all’azione il Governo e la BCE. Lo spread decennale sul Bund (409pb) è tornato a superare la media degli ultimi mesi, e assieme al rialzo tassi benchmark ha elevato il rendimento del titolo portoghese al 7,19%. I rendimenti superano il 5% dalla scadenza triennale in poi. A parte la delusione per l’incapacità dell’eurogruppo di definire la riforma dell’EFSF, pesano sul clima di fiducia le scadenze di debito di aprile; anche per questo il Tesoro portoghese ha annunciato un riacquisto di titoli con scadenza 2011 contestualmente al collocamento di BT annuali. Le tensioni sui tassi monetari stentano a recedere: l’Euribor 3 mesi è salito a 1,094%, a fronte di un Eonia pari a 1,093%. L’euro si sta avvicinando a 1,35 dollari. La moneta americana si sta rafforzando anche nei confronti dello yen, scambiato a 83,4.
Area euro
Italia. La produzione industriale è cresciuta di 0,3% m/m a dicembre, dopo il robusto rimbalzo (1,3% m/m, rivisto al rialzo di due decimi) di novembre. La variazione annua è accelerata da 4,1% a 8,7% a/a (5,4% se corretta per i giorni lavorativi).
Francia. A dicembre la produzione industriale ha messo a segno il secondo aumento consecutivo crescendo di 0,3% m/m (precedente: +2,3% m/m) mentre le attese di consenso vedevano un calo della stessa entità. Sull’anno l’output ha accelerato al 7% dal 6% a/a.
Nulla di nuovo è emerso dal bollettino mensile della BCE, nel quale vengono illustrati i risultati: 1) della Bank Lending Survey; 2) della Survey of Professional Forecasters. Dichiarazioni interpretate come segnali restrittivi sono venute da Weber, Nowotny, e Wellink.
Stati Uniti
I nuovi sussidi di disoccupazione nella settimana conclusa il 4 febbraio sono scesi a 383 mila (-36 mila) toccando il minimo da luglio 2008. Il Labor Department ha detto che i dati sono ancora influenzati dagli effetti del clima avverso delle settimane precedenti. I dati vanno letti con cautela per via degli effetti del clima, tuttavia confermano il trend di miglioramento del mercato del lavoro.
Warsh, membro del Board della Fed, lascerà la sua posizione il 31 marzo. Con le dimissioni di Warsh, il Board torna ad avere due posti vacanti, visto che la candidatura di Diamond rimane bloccata in Congresso dall’opposizione dei democratici.
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Area Euro
– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.
– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.
– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.
Stati Uniti
– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati
L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.
Area Euro
La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.
L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.
Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.
Stati Uniti
Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.
Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.
Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.
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