Weekly Economic Outlook: settimana volatile per il cambio euro/dollaro

• Economia reale: negli Usa, sul fronte occupazionale le nuove richieste di sussidi alla disoccupazione relative alla settimana conclusasi il 5 febbraio sono scese a 383.000 unità da 419.000 della settimana precedente, livello minimo dal luglio 2008. In aumento il deficit commerciale di dicembre a 40,6 Mld$ da 38,3. ..


Fonte: Area Pianificazione Strategica, Research& IR – Monte dei Paschi di Siena
Autori Pubblicazione: Lucia Lorenzoni – Nicola Zambli


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Sale la fiducia dell’Università del Michigan: secondo la lettura preliminare di febbraio il dato è passato a 75,1 da 74,2. In area Euro, a febbraio è cresciuto l’indice Sentix di fiducia degli investitori a 16,7 da 10,6, sui massimi da tre anni.

In Germania, la produzione industriale di dicembre è scesa dell’1,5% m/m dal -0,6% del mese precedente. In calo anche gli ordinativi industriali relativi allo stesso mese (-3,4% m/m da +5,2%). Sempre a dicembre si è ristretto il surplus della bilancia commerciale tedesca a 11,9 Mld € dai 13,1 precedenti. La lettura finale del Cpi di gennaio ha riportato un aumento dei prezzi del 2% a/a dall’1,7% precedente. In Italia, a dicembre, sale la produzione industriale aggiustata per i giorni lavorativi a 5,4% a/a da 4,1%.

• Tassi di interesse: negli Usa tassi di mercato governativi in rialzo sulla parte a breve e poco mossi su quella a lunga, con lo spread 2-10 anni sceso a 280 bp da 289. In area Euro tassi di mercato governativi in calo sulla parte a breve e in rialzo sul lungo, con lo spread 2-10 anni che si è allargato a 188 pb da 182 della settimana precedente. Sul monetario continua il rialzo dell’Euribor 3M che in settimana si è attestato sui massimi da giugno 2009 fissando venerdì l’1,093%.

• Valute: settimana volatile per il cambio euro/dollaro che dopo essere salito fin sopra quota 1,375 ha chiuso la settimana vicino quota 1,35. Yen in deprezzamento sia vs euro sia vs dollaro, con il cross $/yen che ha toccato i massimi da più di un mese.

• Materie prime: settimana mista per le principali commodity. Forte rialzo per gli agricoli, ad eccezione dello zucchero, con il cotone che continua a registrare nuovi record. Negativi gli energetici con il greggio Wti che torna in prossimità degli 86 $/b, mentre il brent si mantiene ancora sopra i 100 $/b. Positivi i metalli preziosi.

• Borse: settimana piuttosto positiva per i principali listini sviluppati, mentre proseguono le vendite sugli emergenti. In Europa il rialzo è stato guidato dal comparto auto ed utilities. In calo il comparto alimentare e retail. Contrastati i bancari.


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 Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%.  L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.


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