Da seguire: Area euro: – Francia. A febbraio, l’indice INSEE di fiducia presso le imprese manifatturiere potrebbe rimanere stabile a 108, dopo il balzo del mese precedente che ha portato l’indicatore ai massimi da quasi quattro anni. Potrebbe correggere leggermente la valutazione della produzione passata dopo il balzo del …
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Da seguire:
Area euro
-La prima stima dell’indice PMI composito per l’area euro a febbraio potrebbe vedere un lieve arretramento a 56,9 da 57. Si potrebbe registrare un minor ottimismo nel settore Manifatturiero (a 57,2 da 57,4), e viceversa un morale in lieve miglioramento (partendo però da livelli meno brillanti) nei Servizi (a 56 da 55,9). In ogni caso, entrambi gli indicatori si confermerebbero in territorio espansivo e ampiamente al di sopra della loro media di lungo periodo. Il livello dei PMI sarebbe coerente con una decisa accelerazione del PIL area euro in area 1% t/t (da 0,3% di fine 2010).
-Germania. A febbraio, l’indice IFO dovrebbe crescere per il nono mese consecutivo, anche se solo di qualche decimo, a 110,5 da 110,3. Si tratterebbe di un nuovo massimo in oltre vent’anni di rilevazione della serie. Il miglioramento sarebbe più marcato sia per la condizione corrente (a 113,2 da 112,8) che per le aspettative (a 107,9 da 107,8); in particolare quest’ultimo punterebbe a una crescita del PIL tedesco del 5% a/a (dal 4% di fine 2010).
-Aste – offerta di carta a breve termine in Germania (2 miliardi), Francia (7,5 miliardi), Olanda (4-7 miliardi).
Stati Uniti
-Mercati chiusi per festività.
I market mover della settimana
Nell’area euro si chiude la tornata delle indagini di fiducia relative al mese di febbraio: PMI, Commissione UE e business survey nazionali in Germania e Italia dovrebbero confermarsi su livelli assai espansivi, pur non mostrando un sensibile miglioramento rispetto al mese precedente. Restano rischi verso l’alto sui dati di inflazione (in calendario i numeri di febbraio per la Germania e quelli di gennaio per la Francia).
Negli Stati Uniti, i dati in pubblicazione non dovrebbero modificare il quadro congiunturale di espansione della crescita. A gennaio, le vendite di case esistenti dovrebbero vedere un modesto aumento dopo il balzo di dicembre, le vendite di case nuove dovrebbero ridiscendere, gli ordini di beni durevoli sono previsti in crescita. La fiducia delle famiglie a febbraio dovrebbe stabilizzarsi. La seconda stima del PIL del 4° trimestre dovrebbe essere rivista modestamente verso l’alto.
Venerdì sui mercati
Il gigantesco aumento nel ricorso al rifinanziamento marginale emerso la scorsa settimana è dovuto ad Anglo Irish e Irish Nationwide, che hanno spostato la propria domanda di fondi dalle operazioni principali alla finestra overnight per facilitare le prossime operazioni di liquidazione delle due aziende. Circa 15 miliardi di euro in titoli della NAMA (l’agenzia che sconta i mutui delle banche irlandesi), già utilizzati come garanzia nelle operazioni di mercato aperto, saranno messi all’asta assieme ai depositi.
Il G20 ha concordato di adottare in aprile delle “linee guida indicative” per una serie di indici finanziari (deficit e debito pubblico, tassi di risparmio e debito privato, bilancia commerciale, flussi netti di investimento e trasferimenti), sulla base delle quali saranno eventualmente sviluppate delle politiche di ribilanciamento.
Rendimenti in moderato rialzo sui mercati europei, con persistenti pressioni sui premi al rischio. L’euro sale sulla scia delle dichiarazioni di Bini-Smaghi, che hanno rivitalizzato le aspettative di rialzo dei tassi. Tassi Euribor in flessione grazie all’eccesso di liquidità (mese: 0,871%). Quotazioni petrolifere in calo a 102,52 dollari per il Brent Crude, ma già in ripresa quest’oggi.
Area euro
Francia. A febbraio, l’indice INSEE di fiducia presso le imprese manifatturiere è calato inaspettatamente a 106 dopo il balzo di gennaio a 108. Nonostante la discesa su base mensile, l’indicatore si conferma al di sopra della sua media storica e ai massimi dall’aprile 2008.
Italia. A dicembre, gli ordini all’industria sono rimbalzati di +5,4% m/m dopo il calo di -4,3% a novembre. La crescita su base annua ha accelerato a 17,4% da 9,6% (il massimo è stato toccato a 32,8% lo scorso agosto). Il fatturato industriale è calato di -0,3% m/m, dopo essere cresciuto della stessa misura il mese precedente. Su base annua il fatturato ha rallentato a 8,4% da 12,1% a/a. La contrazione mensile ha riguardato sia il mercato domestico (-0,2% m/m) che quello estero (-0,4% m/m).
Secondo Bini Smaghi, man mano che la ripresa procede e si innescano pressioni inflazionistiche, il grado di espansività della politica monetaria deve essere monitorato e, se necessario, corretto. I rincari delle materie prime secondo il banchiere sono un fattore non trascurabile, che rappresenta una sfida per la politica monetaria. Inoltre, la divergenza tra Paesi core e Periferici, secondo Bini Smaghi, non è un fattore che dovrebbe avere influenza sulla politica monetaria, che deve essere designata per l’Eurozona nel suo complesso.
Portogallo. Il deficit di cassa dello Stato di gennaio è stato di 281 milioni, contro i 680 milioni del gennaio 2010. I dati completi dovrebbero essere diffusi oggi.
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Area Euro
– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.
– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.
– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.
Stati Uniti
– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati
L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.
Area Euro
La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.
L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.
Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.
Stati Uniti
Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.
Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.
Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.
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