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Commento principali dati macro della settimana: 21 – 25 Febbraio

L’IFO dovrebbe registrare una sostanziale stabilizzazione, attestandosi molto vicino al massimo storico segnato a gennaio. Il sottoindice delle condizioni correnti dovrebbe beneficiare del buon dato di economia reale appena diffuso per l’ultimo trimestre del 2010, mentre il .. ..


Autore: Francesca PanelliLaura Cavallaro
Fonte: Ufficio Studi – Aletti Gestielle SGR


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IFO Business Confidence per febbraio (21 febbraio). Gennaio: 110.3

Forecast: 110.2

….sottoindice delle aspettative dovrebbe beneficiare delle prospettive economiche favorevoli per il 2011. Infatti, da un lato dovrebbe proseguire il contributo positivo del comparto manifatturiero e del net export alla crescita tedesca, mentre dall’altro lato ci sono attese di ripresa dei consumi, favoriti dal miglioramento del quadro occupazionale e dalla crescita salariale.

US Consumer Confidence per febbraio (22 febbraio). Gennaio: 65.6

Forecast: 64.5

Ci aspettiamo una modesta correzione dopo il forte rialzo di gennaio. Sulla fiducia delle famiglie americane dovrebbe infatti pesare il continuo rialzo del prezzo della benzina e l’aumento dei tassi sui mutui. La fiducia dovrebbe essere sfavorita anche dalla situazione del mercato del lavoro, con il tasso di disoccupazione a livelli ancora molto elevati nonostante i miglioramenti registrati nell’ultimo mese.

US Durable Goods Orders per gennaio (24 febbraio). Dicembre: -2.3% mom

Forecast: 1.5% mom

Gli ordinativi di beni durevoli dovrebbero rimbalzare, favoriti dall’atteso contributo positivo di Nondefense aircrafts dopo la correzione molto marcata del 55% mom registrato a dicembre. Le altre componenti dovrebbero mostrare crescita moderata, in linea con il rallentamento manifatturiero atteso con il maturare della ripresa. In generali gli ordinativi di beni durevoli dovrebbero beneficiare della forte domanda dai mercati emergenti e dalla ripresa domestica.

Cons. Spending francese per gennaio (25 febbraio). Dic.: 0.6% mom, 0.4% yoy

Forecast: -1.0% mom, 2.0% yoy

La spesa delle famiglie dovrebbe correggere dopo i buoni rialzi di novembre e dicembre. Un forte contributo negativo dovrebbe venire dalla componente auto, che dovrebbe correggere dopo la fine della “corsa agli acquisti” avvenuta negli ultimi mesi dell’anno prima della scadenza degli incentivi rottamazione a fine dicembre. Dovrebbero solo in parte compensare questo forte calo le altre componenti, alcune delle quali dovrebbero mostrare un rimbalzo dopo i cali diffusi di dicembre.

Revisione PIL US per Q4 (25 Febbraio). Advance: 3.2% qoq annualizzato

Forecast: 3.4% qoq annualizzato

Il GDP dovrebbe registrare una modesta revisione al rialzo rispetto alla stima advance alla luce dei dati diffusi per il mese di dicembre. Revisioni al rialzo dovrebbero infatti venire dagli investimenti in strutture (circa +4.5 bln USD), dagli investimenti in impianti e macchinari (circa +1.5 bln USD), dal risultato netto del commercio con l’estero (circa +8.5 bln USD) e dalle scorte (circa +3.5 bln USD). Dovrebbero invece essere rivisti al ribasso i consumi privati (circa -5.0 bln USD) e la spesa governativa (circa -6.0 bln USD).

Cosa è successo la scorsa settimana:

GDP francese di Q4 10: Q4 10: 0.3% qoq

Secondo la release preliminare diffusa dall’INSEE, la crescita francese aggiustata per la stagionalità e per i giorni lavorativi ha registrato un’espansione dello 0.3% qoq in Q4 10, settimo rialzo congiunturale dopo quattro trimestri di crescita negativa consecutivi. In termini tendenziali la crescita ha rallentato modestamente all’1.5% yoy dall’1.7% yoy di Q3 10, confermandosi in area positiva per il quarto trimestre dopo 6 contrazioni consecutive. La crescita complessiva nel 2010 si attesta quindi a 1.5% yoy, in seguito alla contrazione di -2.5% yoy registrata nel 2009. Dal dettaglio del dato emerge che la crescita francese in Q4 e’ stata favorita dai contributi positivi sia della domanda domestica (0.7% qoq) sia del commercio con l’estero (0.5% qoq), mentre le scorte hanno dato un forte contributo negativo (-0.8% qoq). In particolare, i consumi delle famiglie hanno registrato una crescita dello 0.9% qoq dopo lo 0.5% qoq del terzo trimestre, favoriti dalla corsa agli acquisti di auto causata dallo scadere degli incentivi statali per la rottamazione delle vecchie auto inquinanti alla fine dell’anno. Anche la spesa governativa ha dato un contributo positivo, crescendo dello 0.3% qoq, stesso tasso di crescita registrato anche in Q3. Gli investimenti hanno registrato il terzo rialzo dopo otto contrazioni consecutive, crescendo dello 0.4% qoq dopo lo 0.5% qoq in Q3. La crescita degli investimenti e’ stata diffusa a due delle tre sottocomponenti: investimenti delle imprese (+0.6% qoq) ed investimenti delle famiglie (+0.6% qoq), mentre gli investimenti della pubblica amministrazione hanno registrato la seconda contrazione consecutiva (-0.7% qoq). Come gia’ anticipato, le scorte hanno dato un forte contributo negativo, pari a -0.8% qoq. Il contributo della domanda estera e’ invece stato positivo (+0.5% qoq), grazie ad una buona crescita delle esportazioni (0.8% qoq) a fronte di un calo delle importazioni (-1.2% qoq).

Q4 10: proseguimento della ripresa tedesca. Q4 10: 0.4% qoq

Secondo la release preliminare diffusa dal Federal Statistical Office, la crescita reale tedesca destagionalizzata ed aggiustata per i giorni lavorativi nel quarto trimestre 2010 ha registrato un’espansione dello 0.4% qoq, in modesto rallentamento dallo 0.6% qoq registrato nel terzo trimestre dell’anno (non rivisto). Il tasso di crescita tendenziale corretto per i giorni lavorativi ha mostrato una modesta accelerazione in Q4 10 al 4.0% yoy dal 3.9% yoy del terzo trimestre. La crescita tendenziale si conferma così in area positiva per il quarto trimestre dopo cinque contrazioni consecutive. Anche il tasso di crescita tendenziale non destagionalizzato e non corretto per i giorni lavorativi ha accelerato modestamente al 4.0% yoy dal 3.9% yoy riportato nel trimestre precedente, confermando anche in questo caso una crescita positiva per il quarto trimestre dopo cinque forti contrazioni. L’economia tedesca ha così registrato un’espansione complessiva del 3.5% aggiustata per i giorni lavorativi nel 2010 dopo una contrazione di -4.6% nel 2009. Secondo l’ufficio statistico tedesco, l’andamento economico in Q2 è stato ottenuto con un incremento del numero degli occupati, saliti a 41.0 milioni (422.000 occupati in più rispetto a Q4 09). L’effetto statistico di carry-over del 2010 è dell’1.2%. Questo è infatti il tasso a cui l’economia tedesca crescerebbe nel 2011 se il GDP aggiustato per la stagionalità rimanesse al livello del quarto trimestre del 2010 per tutto il 2011. Anche se il dettaglio del PIL non è ancora disponibile (verrà rilasciato il 24 febbraio con il dato finale), il Federal Statistical Office ha fatto sapere che su base congiunturale il contributo positivo più forte è stato dato dal commercio con l’estero. Contributi positivi sono stati dati anche dai consumi privati e dagli investimenti in impianti e macchinari, mentre è stata registrata una contrazione dagli investimenti in costruzioni a causa delle condizioni meteorologiche particolarmente fredde e nevose. La crescita positiva dei consumi privati annunciato dall’ufficio statistico tedesco risulta in linea con le nostre attese. Tale rialzo in realtà non è in linea con la contrazione registrata dalle vendite al dettaglio reali nel trimestre (-1.7% qoq), influenzate dal calo congiunturale di dicembre, imputabile, almeno in parte, alle avverse condizioni meteo che hanno indotto i consumatori a ridurre gli acquisti di beni non strettamente necessari. E’ comunque da notare come le retail sales tedesche non siano un’ottima proxy per la componente consumi dei dati di contabilità nazionale, in quanto non includono la parte relativa ai servizi e alle auto. Le immatricolazioni di auto, infatti, hanno messo a segno una forte accelerazione nel trimestre (7.4% qoq), portandoci ad ipotizzare vendite forti di autoveicoli in Q4, portando così un contributo significativo ai consumi privati. In generale, nel 2011 ci aspettiamo una continua ripresa dei consumi privati, sia pure modesta, favoriti dal marcato miglioramento del mercato del lavoro. Il contributo positivo degli investimenti in equipment e machinery è in linea con quanto mostrato dalla produzione industriale ex-construction, che in Q4 è risultata del 2.5% superiore a quella di Q3, quando a sua volta era risultata del 2.1% superiore a quella di Q2, confermando l’idea di una buona crescita degli investimenti in strutture e macchinari. La capacità utilizzata, infatti, è tornata molto vicina ai livelli pre-crisi e le principali survey manifatturiere danno segnali di forte espansione. L’IFO ha infatti segnato un nuovo massimo storico a gennaio ed il PMI manifatturiero ha registrato buoni rialzi negli ultimi mesi, rimanendo a gennaio ampiamente in area positiva (60.5) per il sedicesimo mese consecutivo. Rispetto alla media dell’area euro, inoltre, in Germania gli standard creditizi verso le società non finanziarie hanno registrato un restringimento minore durante tutta la recessione e, da quanto risulta dall’ultima Bank Lending Survey della ECB, sono stati in miglioramento negli ultimi due trimestri. In generale, quindi, ci attendiamo anche per i prossimi trimestri una forte crescita degli investimenti in strutture e macchinari, che dovrebbe essere uno dei principali driver della crescita tedesca in tutto il 2011. Il contributo negativo degli investimenti in costruzioni era invece largamente atteso, a causa delle condizioni climatiche particolarmente fredde e nevose che hanno frenato l’attività. La produzione industriale in costruzioni ha infatti registrato una forte correzione di -6.3% qoq in Q4, su cui ha pesantemente influito il calo di dicembre, pari a -24.1% mom, imputabile principalmente alle avverse condizioni meteorologiche che hanno bloccato buona parte dell’attività del settore costruzioni. Ci aspettiamo un buon rimbalzo degli investimenti in costruzioni nel primo trimestre 2011 ed in seguito una crescita molto più moderata nel corso dell’anno. Come già anticipato, anche la domanda estera ha dato un buon contributo positivo. Secondo le nostre stime, le esportazioni reali (deflazionate con i prezzi alle esportazioni) hanno infatti messo a segno una crescita dello 0.5% qoq, in rallentamento dal 3.5% qoq del terzo trimestre. Nel contempo, le importazioni reali (deflazionate con i prezzi alle importazioni) hanno registrato una correzione di -0.4% qoq, in forte rallentamento dall’1.9% qoq di Q3. Per i prossimi trimestri ci attendiamo un proseguimento della buona crescita delle esportazioni, soprattutto verso i Paesi emergenti, sebbene a tassi inferiori rispetto a quelli visti all’inizio della ripresa a causa della moderazione del commercio globale.

Rialzo della ZEW inferiore alle attese. Febbraio: 15.7

La survey ZEW di economic sentiment tedesco ha proseguito il trend di rialzo iniziato a novembre dopo 6 cali consecutivi dei mesi precedenti, salendo a 15.7 a febbraio da 15.4 di gennaio. La survey, rimasta così in area positiva per la quarta volta consecutiva da agosto, ha sorpreso al ribasso le attese di consenso, che erano per un rialzo più marcato (20.0), ed è rimasta al di sotto della propria media storica (26.7). Anche la survey relativa alla situazione corrente ha registrato un rialzo, salendo a 85.2 da 82.8, proseguendo così il trend positivo in atto da giugno 2009 e assestandosi in area positiva per l’ottava volta da luglio 2008. Anche la corrispondente survey di economic sentiment per l’intera Eurozona ha registrato a febbraio un rialzo, salendo a 29.5 da 25.4. Contemporaneamente, la componente di current conditions per l’intera area ha registrando un forte rimbalzo a febbraio, salendo a 6.1 da -6.1. Dal dettaglio della survey di economic sentiment tedesca emerge che si confermano in area positiva tutti i settori. Tra i comparti con performance migliore sono quello di ingegneria meccanica e quello chimico/farmaceutico, ovvero i settori maggiormente votati all’export. Tra i settori peggiori invece sono quelli relativi alle telecomunicazioni, alle compagnie di assicurazione e alle utilities.

Nel comunicato pubblicato dall’istituto Zew si legge che gli analisti finanziari sono rimasti fiduciosi nella ripresa dell’economia tedesca. A favorire la fiducia è stata sicuramente l’aumento del grado di capacità utilizzata, che è salito al di sopra della propria media storica degli ultimi 10 anni. Un altro fattore che ha favorito il rialzo di febbraio è dato dal buon andamento dell’indice DAX nella prima metà del mese. L’istituto Zew nota inoltre come siano fortemente diminuiti i rischi di un downturn.

Retail sales di gennaio. Gennaio: 0.3% mom; core: 0.3% mom

Le vendite al dettaglio per il mese di gennaio mostrano un dato di poco inferiore alle attese, salendo dello 0.3% mom dopo lo 0.5% mom di dicembre (rivisto modestamente al ribasso dallo 0.6% mom originariamente rilevato). Le sorprese negative del risultato vengono da Building Material e Abbigliamento, quest’ultima molto più debole delle nostre attese che tenevano in considerazione una spinta positiva data dai saldi stagionali e dalle redemption delle gift cards. Al netto della componente Auto il risultato ha registrato la stessa dinamica sia del dato headline che del dato al netto delle auto del mese precedente (0.3% mom). Più debole invece il risultato delle vendite al netto sia di Auto che di Gas Stations, in rialzo dello 0.2% mom dopo lo 0.1% mom di dicembre, rivisto al ribasso da 0.4% mom originariamente rilevato. Su base tendenziale vi è un miglioramento, con le vendite al dettaglio che salgono del 7.8% dopo il +7.6% di dicembre. Al netto delle vendite di auto le vendite al dettaglio sono in rialzo del 6.2% yoy, stessa crescita tendenziale di dicembre. Un risultato sostanzialmente in linea con le nostre attese viene dalla componente auto (+0.3% mom), che registra un rialzo in linea con il risultato delle vendite di auto nel mese (a 9.6 mln le domestiche e a 12.6 mln le totali). Su base tendenziale le vendite di auto registrano una crescita del 15.7%, in accelerazione dal 14.8% yoy di dicembre, beneficiando di un effetto confronto favorevole. Un altro risultato in linea con le nostre attese viene dalle vendite nelle Gas Stations, salite dell’1.4% mom, con il prezzo della benzina nel mese salito mediamente del 3.3% mom. Come accennato in apertura, le vendite di beni di abbigliamento sono state molto deboli al contrario delle nostre attese, scendendo di -0.3% mom. Al contrario, hanno registrato un buon andamento le vendite nel General Merchandise (0.8% mom), con un +0.5% mom nei Department Store, in contrasto con evidenze piuttosto deboli dalle weekly sales settimanali. In forte rialzo la voce Food, che registra +1.3% mom. Le categorie housing related mostrano risultati deboli e lasciano dubbi sulle capacità di ripresa del comparto immobiliare nei prossimi mesi. Infatti, Building Materials registrano -2.9% mom dopo il buon rimbalzo di dicembre. In calo a gennaio anche le componenti Arredamento, che registra -0.3 mom dopo lo 0.0% mom di dicembre. La componente Elettronica mette invece a segno un modesto rimbalzo a 0.3% mom dopo il -0.9% mom di dicembre.

US: produzione industriale in modesta correzione. Gennaio: -0.1% mom

La produzione industriale ha registrato una modesta contrazione a gennaio, scendendo dello 0.1%

mom dopo la forte crescita di dicembre, quando aveva registrato un’espansione dell’1.2% mom (rivisto al rialzo dallo 0.8% mom originariamente rilevato). Il calo di gennaio è risultato al di sotto delle attese che erano per un rialzo dello 0.5% mom e rappresenta il dato più debole da giugno 2009. Il livello della produzione industriale di dicembre risulta dello 0.8% superiore a quello di Q4, supportando quindi l’idea del settore industriale avviato verso una ripresa continua che dovrebbe proseguire nei prossimi mesi. Su base tendenziale la produzione industriale ha registrato un modesto rallentamento, a 5.1% da 6.3% di dicembre. Analizzando il dettaglio del dato emerge che il calo di gennaio è stato causato dalle contrazioni dei settori Utilities e Mining, che non sono state controbilanciate dal modesto rialzo del settore Manifatturiero. Il settore Manifatturiero ha infatti registrato una crescita dello 0.3% mom, con rialzi sia nella parte di beni durevoli che non durevoli. In particolare, i rialzi nelle sottocomponenti di beni di consumo (+0.2% mom) e di business equipment (+1.0% mom) sono indicazione di una domanda comunque in crescita. All’interno della categoria beni di consumo, la produzione di beni durevoli è salita dell’1.4% mom, con il rialzo più sostenuto nella sottocomponente di Automotive Products (+3.0% mom). La produzione di beni di consumo non durevoli ha registrato invece un calo di -0.3% mom. La produzione di Business Equipment è salita dell’1.0% mom, come accennato in precedenza, con una crescita diffusa a tutte le principali sotto componenti. La produzione di beni da difesa e space equipment ha registrato un rialzo dell’1.2% mom dopo il -0.3% mom di dicembre. Infine, la produzione di Forniture da costruzioni è scesa dello 0.2% mom dopo lo 0% di dicembre, tornando in area negativa per la prima volta da settembre 2010. Come già anticipato, in calo la voce Utilities, che ha registrato una contrazione di -1.6% mom. Al suo interno hanno registrato un calo sia la componente elettrica (-1.6% mom) sia quella di gas naturale (-1.4% mom). Contributo negativo anche dal comparto estrattivo, che registra un calo dello 0.7% mom dopo il +0.5% mom di dicembre. Contestualmente, la capacity utilization è scesa a 76.1% da 76.2% di dicembre (rivisto al rialzo da 76.0% originariamente rilevato), restando ancora di sotto della propria media storica di 80.9%, confermando quindi come la capacità inutilizzata nel sistema sia ancora consistente.

Minute FOMC 25-26 Gennaio 2011

Le minute del FOMC del 25-26 gennaio dipingono un outlook di crescita in rafforzamento, nonostante l’espansione non sia ancora stata sufficiente a portare miglioramenti significativi nel mercato del lavoro. Centrale nella politica monetaria è ora il programma di “Large Scale Asset Purchase” (LSAP). I membri della Fed sono concordi sul fatto che nell’attuale situazione non sono giustificati cambiamenti né sul programma LSAP né sul tasso di riferimento ufficiale. Ci sono comunque opinioni divergenti sull’efficacia di tale programma. In particolare, alcuni membri sono incerti sugli effetti di tale programma sull’economia, ma ritengono comunque che in questo momento sia inappropriato apportare delle modifiche. I membri hanno comunque enfatizzato che il tasso degli acquisti e la dimensione totale del programma sarebbe stato regolarmente rivisto sulla base delle nuove informazioni disponibili. Secondo alcuni membri, inoltre, con l’eventuale diffusione di dati addizionali che puntano ad una ripresa sufficientemente forte, potrebbe essere appropriato considerare di ridurre il tasso o la dimensione totale del programma di acquisti. Altri membri hanno comunque evidenziato che è improbabile che l’outlook possa cambiare in modo significativo da giustificare un cambiamento del programma prima del suo completamento. Queste minute hanno visto anche la pubblicazione delle nuove previsioni di crescita, inflazione e disoccupazione del FOMC per gli anni fra il 2011 ed il 2013. Rispetto alle previsioni precedenti (risalenti al FOMC di novembre) le previsioni di crescita sono state riviste al rialzo soprattutto per il 2011. Ora le attese per il 2011 sono infatti a 3.4% – 3.9% contro il 3.0% – 3.6% di novembre. Nel commentare le nuove previsioni, i membri citano come principali fattori che hanno contribuito alla revisione al rialzo il continuo miglioramento delle condizioni dei mercati finanziari, l’ulteriore espansione della disponibilità del credito a famiglie ed imprese, un aumento della fiducia di famiglie ed imprese e un outlook favorevole sulle esportazioni. Alcuni partecipanti hanno comunque evidenziato anche fattori negativi che continueranno a moderare il tasso di espansione dell’economia americana, tra i quelli principalmente la debolezza del mercato immobiliare e la necessità di tagli fiscali. Le previsioni di inflazione e disoccupazione sono invece state sostanzialmente in linea con quelle di novembre. Le previsioni di longer run relative a crescita, inflazione e disoccupazione sono state invariate. Molti membri continuano a ritenere che le proiezioni per l’attività economica e l’inflazione sono soggette ad un alto livello di incertezza, dovuto principalmente alla natura delle riprese economiche dopo recessioni associate a crisi finanziarie, agli effetti delle misure di politica monetaria non convenzionale, alla persistenza della debolezza del mercato del lavoro e al futuro della politica fiscale. I rischi connessi sulle previsioni sia di crescita che di inflazione che di disoccupazione sono bilanciati.

CPI US di gennaio. Gennaio: 0.4% mom; core: 0.2% mom

Il CPI US ha registrato un risultato in linea con le nostre attese, salendo dello 0.4% mom a gennaio (0.398% mom). Il dato di dicembre è stato rivisto modestamente al ribasso, a 0.4% mom dallo 0.5% mom originariamente rilevato. Come a dicembre, anche il risultato di gennaio è stato spinto dal contributo molto forte della componente Energy (2.1% mom), che pesa il 9.1% nel paniere del CPI americano. A sua volta la componente energetica è stata trainata dal forte rincaro del prezzo del carburante, salito del 3.5% mom a gennaio. Anche l’altra componente più volatile, ovvero quella legata al Food, ha registrato un rialzo consistente, accelerando allo 0.5% mom dopo lo 0.1% mom di dicembre. L’indice core al netto di Food ed Energy è salito quindi dello 0.2% mom a gennaio, in modesta accelerazione dallo 0.1% mom di dicembre. Su base tendenziale il CPI headline ha registrato una modesta accelerazione a 1.6% yoy dall’1.5% yoy di dicembre, ed il CPI core ha accelerato all’1.0% yoy dallo 0.8% yoy.

Come già anticipato, la componente Energy nel suo complesso ha registrato un rialzo del 2.1% mom, settimo rialzo congiunturale consecutivo, con la voce Gasoline in rialzo del 3.5% mom, compensata in parte dal calo dello 0.6% mom della voce Energy Services. In calo quindi anche le sotto-componenti di Gas Naturale (-1.2% mom) ed Elettricità (-0.5% mom), mentre Fuel Oil ha registrato un fortissimo rialzo (6.8% mom). Tutte le sottocomponenti della voce Energy risultano in rialzo su base tendenziale, tranne Natural Gas (-6.4% yoy) e di conseguenza anche Energy Services (-0.7% yoy). La voce Food è salita dello 0.5% mom, in accelerazione dallo 0.1% mom di dicembre, registrando un rialzo dello 0.7% mom nella sottovoce Food at Home, dinamica mensile più forte dal 2008, e dello 0.2% mom nella sottovoce Food Away from Home. All’interno della voce Food at Home il rialzo più consistente è quello relativo a verdura fresca (2.1% mom), che ha fatto salire anche la componente di frutta e verdura (1.3% mom). In forte rialzo anche le bevande non alcoliche (1.5% mom), carne e pesce (0.9% mom ) e cereali (0.8% mom). Al netto delle componenti Food e Energy, l’indice core ha registrato un risultato in rialzo dello 0.2% mom, terzo risultato positivo da luglio. La componente Shelter risulta in rialzo dello 0.1% mom, stesso risultato di ottobre, novembre e dicembre. In particolare, gli affitti sono in rialzo dello 0.2% mom, rialzo congiunturale più forte da marzo 2009, mentre la voce OER sale dello 0.1% mom. Le tariffe aeree sono salite per il quinto mese consecutivo a gennaio, aumentando del 2.2% mom. La componente Education è in rialzo dello 0.2% mom dopo il -0.1% mom di dicembre. In rialzo la componente di Medicare (0.1% mom), con un +0.5% mom da Medicare Commodities e -0.1% mom da Medicare Services. In calo l’indice di prezzo per auto usate (-0.3% mom) e anche quello relativo alle auto nuove (-0.1% mom), mentre Apparel sale dell’1.0% mom. La voce Other Goods è risultata in rialzo dello 0.1% mom, con una dinamica flat della componente Tobacco.


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