Flash: L’Italia riapre il BTPei 2,1% 09/2021

Da seguire: Area Euro: – Italia. L’indice di fiducia delle imprese manifatturiere ed estrattive secondo l’indagine ISTAT (ex ISAE) è visto migliorare ancora a febbraio, anche se in misura piuttosto limitata, a 103,8 da 103,6. Il livello dell’indicatore è…


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superiore alla media dal 2000 (100,9) e coerente con un’accelerazione del PIL nella prima metà del 2011.

– L’indice di fiducia composito elaborato dalla Commissione Europea potrebbe aumentare a 106,7 da 106,5. L’indicatore si confermerebbe così ai massimi dall’ottobre del 2007. La fiducia potrebbe risultare invariata (a 6) nell’industria e in lieve aumento nei servizi (da 9 a 10); dovrebbe essere confermato il miglioramento del morale dei consumatori, a -10 da -11; in territorio fortemente negativo rimarrà la fiducia nelle costruzioni. Nel complesso, l’indice sintetico resta su livelli coerenti con un’accelerazione del PIL a circa 3% a/a (dal 2% di fine 2010).

– Francia. L’indice di fiducia dei consumatori potrebbe rimanere stabile a quota 85 a febbraio. A pesare sul morale delle famiglie francesi sarebbero le preoccupazioni legate al piano di riforma pensionistica e il tasso di disoccupazione ancora elevato.

– Aste – L’Italia riapre il BTPei 2,1% 09/2021 per 1,0-1,5 miliardi. La Slovacchia acquisterà per il proprio portafoglio 100 milioni del 3,5% 02/2016, riaperto la scorsa settimana per 1,25 miliardi.

Stati Uniti

– Gli ordini di beni durevoli a gennaio sono previsti in aumento di 2,5% m/m, dopo il calo di 2,3% m/m (rivisto da -2,5% m/m). Gran parte dell’aumento previsto per gennaio dovrebbe derivare da una ripresa degli ordini del comparto dell’aeronautica civile, che erano calati del 99,5% m/m a dicembre e del 59,6% m/m a novembre (a settembre l’aumento era stato del 112% m/m). Al netto dei trasporti, gli ordini dovrebbero essere circa stagnanti (+0,1% m/m), non per un peggioramento del trend, che rimane positivo, come emerge anche dalle indagini di settore, ma perché da un paio di anni, i dati del primo mese del trimestre registrano contrazioni, poi corrette nei mesi successivi.

– Le vendite di case nuove a gennaio dovrebbero calare a 310 mila da 329 mila di dicembre, restando sopra i minimi degli ultimi 6 mesi (vicini a 300 mila), ma senza segnalare un chiaro trend verso l’alto. L’indagine di fiducia dei costruttori rimane stabile a 16 da 4 mesi e gli indicatori relativi alle vendite correnti e future hanno segnato un modesto aumento a febbraio.

Ieri sui mercati

Le quotazioni petrolifere sono prontamente rimbalzate a massimi di 112 dollari (Brent Crude) dopo la modesta correzione del giorno prima, e oggi il rialzo si va estendendo a 114 dollari. In flessione i principali indici azionari, mentre si rafforzano franco svizzero (1,277 contro euro) e yen (a 82 contro dollaro). L’andamento dei tassi è contrastato: in calo sulle scadenze lunghe, si registrano invece aumenti sulle scadenze corte e intermedie. Salgono ancora, per il quarto giorno di fila, le aspettative di rialzo dei tassi nella zona euro: sulla scadenza dicembre 2011 l’Euribor 3 mesi è ora a 1,97%, qualche punto base sopra il picco del 9/2.

L’Italia ha piazzato 9 miliardi di BOT 31/8/2011 a un rendimento medio di 1,307% (precedente: 1,421%) e 2,5 miliardi di CTZ 31/12/2012 a un rendimento di 2,55% (precedente 2,626%). Spread sovrani leggermente più larghi per tutti i periferici (+3pb per il BTP).

Area Euro

Francia. Hanno sorpreso al ribasso i dati sui prezzi al consumo relativi al mese di gennaio. I prezzi sulla misura nazionale sono calati di -0,2% da +0,5% m/m di dicembre, per una variazione annua stabile a 1,8%. Sulla misura armonizzata i prezzi sono calati di -0,2% m/m da +0,5%, per un’inflazione annua in rallentamento a 1,9% da 2%.

Italia. La lettura definitiva dei dati sui prezzi al consumo nel mese di gennaio ha visto una conferma della stima preliminare per quanto riguarda i prezzi calcolati secondo la misura nazionale, mentre si è registrata una forte revisione al ribasso dell’indice armonizzato (-1,6% m/m mentre la precedente stima era di -1,2% m/m).

A dicembre gli ordini all’industria nell’area euro hanno registrato il terzo significativo incremento consecutivo (+2,1% m/m come a novembre). Il tasso di crescita annuo ha rallentato lievemente a 18,5% da 19,9%.

Germania. La maggioranza parlamentare CDU-CSU-FDP ha promosso una mozione che chiarisce i limiti di manovra del governo tedesco in vista dei prossimi consigli europei, imponendo una sostanziale chiusura a ogni ipotesi di compromesso.

Stati Uniti

Le vendite di case esistenti sono aumentate ancora a gennaio, salendo a 5,36 milioni (+2,7% m/m), da 5,22 milioni (rivisto da 5,28 milioni) di dicembre. Le vendite di unità mono-familiari crescono del 2,4% m/m, terzo aumento consecutivo (+12,3% m/m a dicembre e +5,9% m/m a novembre). Anche le unità multi-familiari sono in crescita (+4,7% m/m), dopo due mesi di aumenti analoghi a quelli dell’altro comparto. Le scorte di case invendute scendono a 7,6 mesi, in costante calo dal picco di 11,7 mesi di agosto. I prezzi medio e mediano sono ancora in calo. Le vendite complessive aumentano in tutte le aree geografiche, tranne che nel Nord-est. Le vendite di case pignorate a gennaio rappresentano il 37% del totale, il livello più elevato degli ultimi 12 mesi; il 32% delle vendite è stato concluso senza il ricorso a mutui.

C. Evans (Chicago Fed, votante nel 2011) ha detto che la politica monetaria deve rimanere accomodante fino a quando i rischi di una trappola della liquidità non sono eliminati. Evans sarebbe contrario a una svolta restrittiva finchè non ci sarà una crescita robusta della domanda e un aumento dell’occupazione.



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Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.


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