Flash: Il tasso di disoccupazione nell’area euro è previsto stabile al 10% a gennaio

Da seguire: Area Euro: – Sulla base della stima preliminare, l’inflazione misurata sui prezzi al consumo nell’area euro è attesa al 2,4% a/a, per il terzo mese al di sopra della soglia del 2%. Su base mensile i prezzi dovrebbero essere cresciuti…


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di 0,4% m/m.

– Il tasso di disoccupazione nell’area euro è previsto stabile al 10% a gennaio. Non escludiamo un calo sulla scia del dato in Germania. In ogni caso, è solo questione di tempo prima che la ripresa del ciclo si rifletta in un calo del tasso dei senza-lavoro, che tuttavia sarà lento a causa dell’aumento della disoccupazione strutturale nei Paesi periferici.

– Germania. Il tasso di disoccupazione su base destagionalizzata dovrebbe essersi confermato al 7,4% a febbraio, ai minimi dal 1992. Il numero dei senza-lavoro potrebbe calare meno che nel mese precedente (-5 mila dopo le -13 mila unità di gennaio). Dopo che il calo di gennaio era stato dovuto al rientro dell’effetto del clima su trasporti e costruzioni, a febbraio il tasso dei senza-lavoro dovrebbe stabilizzarsi su livelli molto bassi. Peraltro, le riforme del mercato del lavoro attuate negli ultimi anni potrebbero aver determinato una riduzione del tasso di disoccupazione strutturale.

– Italia. A gennaio, il tasso di disoccupazione mensile su base destagionalizzata è stimato all’8,6%. Potrebbe aumentare in misura modesta il numero degli occupati a fronte di un’espansione all’incirca della stessa entità delle forze di lavoro.

– Italia. I prezzi al consumo calcolati sulla misura nazionale sono visti in crescita di 0,2% m/m a febbraio (la metà dell’incremento mensile registrato a gennaio), per un’inflazione annua in accelerazione a 2,2% da 2,1%. Sull’armonizzato i prezzi potrebbero crescere di un decimo dopo il vistoso calo (-1,6% m/m) del mese scorso (l’inflazione accelererebbe dall’1,9% al 2%, rimanendo comunque sotto la media dell’area euro). Anche in Italia, i rischi sullo scenario di inflazione sono verso l’alto.

– Italia. L’ISTAT diffonderà le stime del PIL e dell’indebitamento netto della P.A. per l’anno 2010, assieme alla revisione dei dati a prezzi correnti per gli anni 2008-09. Il PIL l’anno scorso dovrebbe essere cresciuto sulla base delle informazioni sin qui a disposizione di 1,1% se corretto per i giorni lavorativi e di 1,3% in termini grezzi. Nelle nostre stime il disavanzo potrebbe essersi attestato al 5% del PIL (dal 5,3% dell’anno precedente) e il debito al 118,6% del PIL (dal 116% del 2009).

– Aste – L’Olanda piazza il nuovo DSL 15/07/21 per un minimo di 5 miliardi di euro; l’Austria riapre per 1,32 miliardi due titoli a medio e lungo termine (BA 3,5% 07/2015 e BA 3,65% 04/2022); infine, il Belgio colloca carta a breve termine per 2,8-3,4 miliardi.

Stati Uniti

– La spesa in costruzioni a gennaio è prevista in calo moderato (-0,3% m/m), dopo l’ampia contrazione di dicembre (-2,5% m/m) in parte legata al clima particolarmente avverso.

– L’ISM del settore manifatturiero a febbraio dovrebbe stabilizzarsi vicino ai livelli di gennaio, con un marginale calo a 60,5 da 60,8. Alla luce dei dati delle indagini regionali, ci sono rischi verso l’alto sulla previsione.

– Le vendite di autoveicoli a febbraio dovrebbero essere in ulteriore aumento a 12,6 milioni di unità ann., da 12,54 milioni di gennaio.

– Bernanke presenta alla Commissione Bancaria del Senato il Monetary Policy Report e discute lo scenario della politica monetaria. Il messaggio centrale dovrebbe restare quello di una ripresa che si sta consolidando, ma che non genera una dinamica occupazionale sufficiente a far rientrare l’eccesso di risorse nel mercato del lavoro. Bernanke dovrebbe continuare a difendere l’attuale stance di politica monetaria, sottolineando però la capacità di svoltare quando opportuno.

Ieri sui mercati

Quotazioni petrolifere in lieve ribasso, da 112,5 a 111,8 nel caso del Brent Crude. Indici azionari in rialzo, più marcato in Europa e Giappone. Rendimenti in calo sulle scadenze corte e intermedie dei titoli di stato tedeschi. Spread sovrani in flessione (Italia -2pb, Spagna -3pb, Portogallo -6pb), ma non per Grecia e Irlanda. Gli acquisti di titoli di stato da parte della BCE regolati la scorsa settimana ammontano a 369 milioni di euro. Marginale rialzo per i tassi Euribor (1 mese: 0,867%, 3 mesi 1,094%), mentre arretrano marginalmente i tassi impliciti nei future. Debole il dollaro, calato a 76,84 come cambio effettivo: ieri ha perso terreno soprattutto contro euro e sterlina, mentre nelle ultime ore è rimbalzato rispetto allo yen. Tassi ufficiali stabili in Australia al 4,75% (l’attuale orientamento “debolmente restrittivo” rimane “appropriato”).

Area Euro

L’indice dei prezzi al consumo per l’area euro nel mese di gennaio è stato rivisto al ribasso a -0,7% m/m dalla stima preliminare di -0,6% (e da +0,6% di dicembre). Anche l’inflazione annua è stata riletta al ribasso di un decimo a 2,3%, confermando comunque l’accelerazione rispetto al dato di dicembre (2,2%).

Stati Uniti

– La spesa personale a gennaio è aumentata meno di quanto atteso dal consenso, con una variazione di 0,2% m/m (consenso: 0,4% m/m), dopo +0,5% m/m di dicembre (rivisto da 0,7% m/m). Il deflatore totale aumenta di 0,4% m/m (1,2% a/a), quello core di 0,1% m/m (0,8% a/a). Il reddito personale cresce a un ritmo sostenuto, +1% m/m (+4,6% a/a), più di quanto atteso dal consenso (+0,4% m/m) e spinto dagli effetti della politica fiscale espansiva.

– Il Chicago PMI a febbraio sale ancora passando da 68,8 di gennaio a 71,2, con il quarto aumento consecutivo, sui massimi da agosto 1988. e al di sopra della media storica di 53,4. Voci non del tutto coordinate dalla Fed.

– Dudley (NY Fed) ha detto che l’accelerazione della crescita evidente nei dati recenti non costituisce una ragione sufficiente per invertire lo stimolo monetario, visto che persistono freni alla dinamica della domanda finale. Bullard (St Louis Fed) ritiene che la Fed non può stampare moneta all’infinito e sarebbe anche disposto a ridurre un po’ il programma di acquisto di Treasuries. Bullard ha detto che però prima di imprimere una svolta alla politica monetaria la Fed deve essere certa che non ci siano più rischi di deflazione e deve vedere “un mercato del lavoro in miglioramento”. Yellen (vice presidente Board), in un discorso venerdì, ha detto che la Fed userà in modo efficace la comunicazione, è cosciente dei rischi sull’inflazione derivanti da un ritardo eccessivo nella svolta di policy.

– Il Dipartimento del Tesoro ha rivisto a 1160 miliardi (+268,4 miliardi rispetto alla precedente stima) il valore degli US Treasuries detenuti da residenti in Cina.



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Gli analisti finanziari che hanno predisposto la presente ricerca, dichiarano che:

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Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.


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