- AMERICA 3

Monetary Policy Report

La Testimony di Bernanke al Committe on Banking, Housing and Urban Affairs del Senato non ha riservato grandi sorprese.
Per quanto riguarda l’Outlook di crescita, le prospettive sono per un continuo miglioramento, con il mercato immobiliare ed il mercato del lavoro che continuano ad essere i punti deboli della ripresa.


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Aletti Gestielle SGR – Laura Cavallaro -Ufficio Studi


L’inflazione resta bassa e dall’inizio della recessione ha continuato a rallentare. Il FOMC si aspetta inflazione bassa anche nei prossimi anni, con un graduale ritorno verso le previsioni di longer run. In questo contesto bisogna oggi considerare i maggiori rischi provenienti dalla situazione geopolitica e dal consistente rialzo dei prezzi delle Commodities delle ultime settimane. La Fed resta profondamente impegnata al raggiungimento della stabilità dei prezzi nel medio termine e pensa che brevi periodi di volatilità nei prezzi delle commodities non dovrebbero impattare il quadro inflazionistico a lungo termine. Infatti, negli ultimi decenni, il passaggio ai consumatori degli shock da commodities è stato piuttosto basso, grazie alla stabilità delle attese di inflazione a lunga. La Fed comunque monitora attentamente gli sviluppi ed è pronta ad intervenire se dovessero emergere segnali che le aspettative di inflazione a lunga non sono più ancorate .

Per quanto riguarda il nuovo programma di LSAP (Large Scale Asset Purchases) varato a novembre, Bernanke ne evidenza gli effetti positivi su crescita ed occupazione, dicendo che, in termini di stimolo all’economia, un programma di acquisti di 600 bln USD ha effetti simili ad un taglio dei tassi ufficiali di 75 bp. Vengono evidenziati gli effetti positivi del primo programma di acquisti e viene riportato come, per ora, ci siano indicazioni positive anche dal secondo. Fa poi riferimento al continuo monitoraggio del programma alla luce dei dati macroeconomici più recenti, sempre con l’obiettivo del doppio mandato in mente. Viene poi fatto riferimento anche ad una possibile implementazione della Exit Strategy, ricordando come la Fed abbia gli strumenti necessari per implementarla al momento opportuno (Rialzo della Remunerazione delle Riserve e loro Immobilizzazione attraverso la Term Deposit Facility, Rialzo Tasso di Sconto, Reverse Repos con diverse controparti, cessazione Politica di Reinvestimento in Treasuries e possibile Vendita di Asset).

Viene infine fatto riferimento all’importanza dell’indipendenza della banca centrale e ai progressi registrati per quanto riguarda la trasparenza delle attività della Fed. Infatti, la Fed pubblica sul proprio sito informazioni dettagliate riguardo le varie liquidity e credit facilities istituite durante la crisi finanziaria. Viene poi ricordato come finora la Fed non abbia registrato credit losses in nessun programma e non ne prevede nemmeno per il futuro.


Disclaimer: La source dei dati è Bloomberg e/o Datastream. Il presente documento è destinato esclusivamente al soggetto destinatario ed ha quale unico scopo quello di illustrare dati e/o pensieri ritenuti degni di nota. Pertanto tale documento ha finalità esclusivamente informative, e non può essere in alcun modo inteso o interpretato quale offerta, invito, consiglio, suggerimento o indicazione di investimento. In nessun caso il presente documento può essere diffuso al pubblico senza preventiva autorizzazione da parte della SGR. Inoltre, anche se la SGR intraprende ogni ragionevole sforzo per ottenere informazioni da fonti ritenute affidabili, non assicura in alcun modo che le informazioni, i dati, le notizie, o le opinioni contenute nel materiale siano esatte, affidabili o complete. Inoltre, la SGR non può essere ritenuta responsabile dell’utilizzo che ne viene fatto.

Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.


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