Flash: Il Portogallo colloca carta a breve termine; La Germania riapre il Bobl 2% 02/2016

Da seguire: – Aste – Il Portogallo colloca carta a breve termine per 750 milioni di euro, ripartita sulle scadenze febbraio e marzo 2012. La Germania riapre il Bobl 2% 02/2016 per 5 miliardi di euro.

Stati Uniti: – La stima ADP degli …


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occupati non agricoli del settore privato è prevista dal consenso in aumento di 175 mila posti a febbraio.

– Bernanke presenta alla Commissione Servizi Finanziari della Camera il Monetary Policy Report e discute lo scenario della politica monetaria. La base della presentazione di Bernanke sarà uguale a quella dell’audizione in Senato (vedi sotto) e il messaggio dovrebbe restare invariato: i rischi verso il basso su crescita e inflazione recedono, ma la normalizzazione del mercato del lavoro potrebbe richiedere anni. Pertanto i tassi dovrebbero rimanere bassi per un periodo esteso e non vengono date indicazioni di una possibile riduzione del programma di acquisto di Treasuries.

– Il Beige Book compilato in preparazione per la riunione del FOMC del 15 marzo dovrebbe confermare il quadro di crescita sostenuta dell’attività, di modesto aumento dell’occupazione e di aumento dei costi delle imprese a fronte di una capacità ancora limitata di trasferimento degli aumenti sui prezzi finali di vendita.

Ieri sui mercati

I timori di estensione delle rivolte all’Arabia Saudita e all’Iran hanno stimolato un forte rialzo delle quotazioni petrolifere (Brent Crude: 115,4 da 111,9 dollari), con ripercussioni negative sulla chiusura dei mercati azionari mondiali. Rendimenti in rialzo sui titoli di stato tedeschi, più pronunciato sulla scadenza quinquennale che sulle ‘ali’ della curva. Ottima performance relativa dei BTP, che stringono di ben 5pb sulla scadenza decennale e di 6pb su quella quinquennale. Si chiudono anche gli spread di Spagna e Portogallo, mentre divergono Irlanda e Grecia. S&P mantiene Portogallo (A-) e Grecia (BB+) sotto osservazione per un possibile declassamento. Sui mercati valutari si registra un modesto recupero del dollaro contro euro, yen e sterlina.

Area Euro

La seconda lettura dell’indice PMI manifatturiero per l’area euro a febbraio ha riconfermato la crescita da 57,3 a 59,0 (valore massimo dal luglio 2000). La prima stima dell’indice per il settore manifatturiero in Italia ha mostrato un balzo a 59 da 56,6. Inoltre, sono stati leggermente rivisti al rialzo gli indici per il settore Manifatturiero in Francia (a 55,7 da 55,3) e Germania (62,7 da 62,6). Negli altri paesi dell’area euro il PMI manifatturiero è cresciuto in Irlanda (56,7 da 55,8) e, leggermente, in Spagna (a 52,1 da 52,0) mentre resta invariato ed in territorio recessivo in Grecia (a 42,8).

Germania. Il tasso di disoccupazione è sceso ancora di un decimo a 7,3% a febbraio, contro le attese di consenso che lo vedevano stabile.

Italia. Il tasso di disoccupazione è rimasto stabile per il terzo mese consecutivo all’8,6% a gennaio.

Il tasso di disoccupazione destagionalizzato nell’area euro è calato di un decimo a 9,9% a gennaio. Il dato conferma che è in atto una stabilizzazione del mercato del lavoro nell’area euro, ci aspettiamo che il tasso di disoccupazione possa calare molto gradualmente nei prossimi mesi, attestandosi in media nel 2011 al 9,7%.

La stima preliminare dell’inflazione misurata sui prezzi al consumo nell’area euro mostra una accelerazione da 2,3% a 2,4% a/a a febbraio (massimo dal novembre 2008). Su base mensile i prezzi al consumo dovrebbero essere cresciuti di 0,5% da -0,7% m/m. Il grosso dell’aumento dovrebbe essere determinato da una crescita dei prezzi di energia e materie prime. Viceversa, l’inflazione al netto delle componenti più volatili potrebbe essere rimasta vicina all’1,2% a/a, come a gennaio.

Italia. Secondo la stima preliminare i prezzi al consumo sulla misura nazionale sono cresciuti di 0,3% m/m a febbraio da un precedente 0,4% m/m per un’inflazione annua in accelerazione al 2,4 dal 2,1%. Sulla base della misura armonizzata i prezzi sono cresciuti di 0,2% m/m da un precedente -1,6% m/m e l’inflazione annua ha accelerato al 2,1 dall’1,9% a/a.

Italia. Il PIL 2010 non corretto per i giorni lavorativi è cresciuto dell’1,3%. L’indebitamento netto delle P.A. per il 2010 è stato pari a 4,6%, in netto calo rispetto al 5,4% del 2009 e molto sotto le attese di consenso (5,0%). Meglio del previsto il saldo primario, stimato a -0,1% del PIL. Il rapporto debito PIL è risultato pari a 119,0%.

Italia. Il PIL 2010 è cresciuto in termini grezzi dell’1,3%. L’indebitamento netto delle P.A. per il 2010 è stato pari a 4,6%, in calo rispetto al 5,4% del 2009 ed inferiore alle attese di consenso (5,0%). Il rapporto debito PIL è risultato pari a 119,0%.

Stati Uniti

L’ISM del settore Manifatturiero è ancora aumentato a febbraio, salendo a 61,4 da 60,8 di gennaio e toccando il massimo da maggio 2004. Secondo l’ISM, un livello dell’indice composito pari alla media di gennaio e febbraio è coerente con una crescita del PIL del 6,5%. I dati rinforzano l’aspettativa che la crescita acceleri già a inizio 2011 e prosegua sostenuta per tutto l’anno.

La spesa in costruzioni scende dello 0,7% m/m a gennaio, dopo una contrazione di 1,6% m/m a dicembre (rivisto verso l’alto da -2,5% m/m).

Bernanke, nella prima di due audizioni in Congresso per la presentazione del Monetary Policy Report, non ha modificato i toni della comunicazione recente. Nessuna novità quindi sulle prospettive di politica monetaria, che lasciano la Fed ancora completamente immersa nella fase espansiva della politica monetaria.

Il Congresso voterà oggi un‘estensione del periodo di esercizio provvisorio per impedire il blocco delle attività del governo federale, con una legge che proroga i programmi di spesa per altre due settimane (fino al 18 marzo).

Canada

Bank of Canada. Come da unanimi attese di consenso, la Banca centrale del Canada ha lasciato i tassi invariati all’1,00%.


Certificazione degli analisti

Gli analisti finanziari che hanno predisposto la presente ricerca, dichiarano che:

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Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.


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