Da seguire: Area Euro: – Il PIL area euro dovrebbe essere confermato in crescita dello 0,3% t/t nel 4° trimestre 2010 (come nei tre mesi precedenti). Si dovrebbe registrare un contributo negativo da investimenti (in calo di -0,4% t/t) e…
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scorte (contributo stimato: -0,5% t/t), in un contesto in cui i consumi privati potrebbero avere accelerato a 0,4% da 0,1% e quelli pubblici sono visti in rallentamento a 0,3% da 0,4% t/t. Un contributo decisamente positivo (superiore al mezzo punto percentuale) potrebbe arrivare dal commercio con l’estero che resta il principale motore di crescita. Stimiamo che il PIL area possa tornare ad accelerare nella prima metà del 2011.
– A gennaio, le vendite al dettaglio nell’area euro dovrebbero crescere di 0,1% m/m dopo il calo di a 0,4% m/m a dicembre (riletto di due decimi al rialzo). Si tratterebbe del primo debole incremento dopo cinque mesi di calo o stagnazione. Sull’anno le vendite scenderebbero di 0,1% a/a da -0,4% a/a (precedente stima -0,9% a/a). In generale, il dato segnalerebbe che la ripresa non si è ancora tradotta in un significativo recupero della spesa per consumi.
– La riunione di marzo della BCE dovrebbe comportare una revisione al rialzo delle stime (e dei rischi) di inflazione. Il regime di full allotment dovrebbe essere prorogato, ma non escludiamo che possa essere annunciato un meccanismo specifico per affrontare il problema delle addicted banks. Il rischio che la BCE possa anticipare a fine anno un rialzo “simbolico” dei tassi (probabilmente tenendo in piedi almeno in parte le misure non convenzionali) è crescente, ma riteniamo che le aspettative di mercato per un rialzo già entro metà anno siano eccessive.
Stati Uniti
– La crescita della produttività nel 4° trimestre 2010 dovrebbe essere invariata a +2,6% t/t nella seconda stima.
– L’ISM del settore non manifatturiero a febbraio è previsto in aumento a 59,6 da 59,4 di gennaio. L’indice Composito è vicino ai massimi storici (61,3 ad agosto 2005, 59,6 ad aprile 2004). Anche gli ordini, che hanno segnato un aumento di 5,8 punti a gennaio, a 67,8, sono vicini ai massimi (71,3 a dicembre 2003), e potrebbero correggere modestamente a febbraio.
Ieri sui mercati
Le tensioni in Nord Africa, i timori di un’interruzione prolungata dell’estrazione in Libia e i rischi di contagio per i maggiori produttori di petrolio in Medio Oriente hanno determinato nuovi rialzi del prezzo del petrolio, ulteriori correzioni sui mercati azionari e un sensibile aumento del prezzo dell’oro. Il Brent ha superato 117 dollari/barile, ripiegando poi intorno a 116 dollari; i future, per la prima volta dal 2008, hanno superato la soglia dei 100 dollari. Le borse europee hanno chiuso in calo, mentre negli USA le borse hanno chiuso circa stabili, grazie a dati positivi sul mercato del lavoro. Proseguono i crolli sulle borse dei mercati dell’area Nord Africa/Medio Oriente, con massicce contrazioni in Egitto, Tunisia, Giordania, Arabia Saudita e Bahrain. L’oro ha raggiunto un nuovo massimo sopra 1440 dollari/oz. I mercati obbligazionari si sono indeboliti, con rendimenti in rialzo sia in USA (+1pb sul 10 anni a 3,41%) che in Germania (Bund 10 anni +3pb a 3,2%), sulle prospettive di rialzi dell’inflazione. Non ci sono indicazioni per un’inversione dei trend legati alle tensioni in Nord Africa/Medio Oriente.
Stati Uniti
La stima ADP degli occupati non agricoli privati a febbraio vede una variazione di 217 mila, dopo +189 mila di gennaio (rivisto da 187 mila). La parte preponderante della variazione complessiva di febbraio è divisa fra piccole imprese (+100 mila) e medie imprese (+104 mila), mentre le imprese di dimensione maggiore, con più di 500 dipendenti, vedono un incremento modesto di +13 mila.
Bernanke, nell’audizione alla Camera, ha ribadito il messaggio del giorno precedente e ha difeso la posizione della Fed come guardiano dell’inflazione, pur sottolineando che per il momento non c’è un significativo rialzo delle pressioni inflazionistiche. In un discorso sulla Finanza statale e locale, Bernanke ha detto che la ripresa economica riduce i rischi per le finanze degli stati e degli enti locali e dovrebbe anche ridurre le tensione sul mercato dei municipal bonds.
T. Hoenig (Kansas City Fed, non votante) ha detto che la Fed con il programma QE2 sta monetizzando il debito federale e rischia di generare pressioni verso l’alto sui prezzi in futuro: l’inflazione si alimenta gradualmente nel tempo. Secondo Hoenig il problema del deficit federale va affrontato in tempi rapidi con “sacrifici condivisi”. Hoenig ha ribadito la sua posizione in contrasto con il resto del FOMC, sostenendo che la Fed dovrebbe alzare ora i tassi all’1%, mentre è in atto la ripresa. Hoenig lascerà la presidenza della Fed di Kansas City entro pochi mesi.
Il Congresso ha approvato, come atteso, la legge che estende al 18 marzo il regime di esercizio provvisorio che sarebbe scaduto oggi; per ora non si vedono spiragli per un accordo sul budget 2011 entro due settimane.
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Area Euro
– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.
– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.
– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.
Stati Uniti
– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati
L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.
Area Euro
La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.
L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.
Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.
Stati Uniti
Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.
Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.
Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.
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