Flash: BCE – La tregua è finita: un rialzo alla prossima riunione “è possibile”, anche se “non certo”

Da seguire: Stati Uniti: -Gli occupati del settore non agricolo a febbraio sono previsti in aumento di 180 mila, dopo il dato deludente di gennaio (+36 mila, che però potrebbe vedere una revisione verso l’alto). Gli occupati nel settore privato dovrebbero aumentare di 170 mila, mentre il settore statale e gli enti locali dovrebbero …


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continuare a eliminare occupati. Il tasso di disoccupazione dovrebbe aumentare a 9,1% da 9% di gennaio, con un moderato aumento del tasso di partecipazione. I salari orari dovrebbero registrare un incremento dello 0,2% m/m dopo +0,4% m/m di gennaio, gonfiato anche dalla riduzione delle ore lavorate dovuto al clima avverso di gennaio.

Ieri sui mercati

I mercati hanno avuto un’ampia dose di novità ieri. Il petrolio è sceso vicino a 113 dollari al barile su indicazioni che potrebbero essere avviati negoziati per un accordo in Libia, limitando le ricadute su prezzi e produzione petrolifera. L’effetto positivo legato al calo delle tensioni sulle commodities è stato rinforzato da dati particolarmente positivi sui sussidi di disoccupazione in USA, portando a rialzi generalizzati delle borse. I mercati europei sonno stati però frenati dalla svolta segnalata dalla BCE sui tassi. La Banca centrale entra in fase di “forte vigilanza” e indica che i tassi potrebbero salire già dalla prossima riunione (vedi sotto), per ancorare le aspettative di inflazione e frenare eventuali effetti di seconda battuta sui prezzi. La conferenza stampa di Trichet ha scatenato rialzi dei tassi a breve e a lungo termine: il rendimento sullo Schatz a 2 anni è salito di 22pb, a 1,78%, il Bund 10 anni ha visto un rialzo di 10pb a 3,32%, sui massimi da gennaio 2010. Anche i rendimenti USA sono stati spinti verso l’alto, a 3,45% (+9pb). L’euro si è spinto fino a 1,3977 e questa mattina rimane a 1,3963 (vedi Forex Flash).

Area Euro

Germania. Le vendite al dettaglio sono cresciute ben oltre le attese di consenso e per il secondo mese consecutivo di 1,4% m/m a gennaio da un precedente 0,3% m/m (il dato è stato rivisto dalla precedente stima di uguale entità ma di segno opposto).

La lettura finale del PMI composito per l’area euro ha visto una lieve rilettura al ribasso a 58,2 da 58,4. L’indice composito punta ad una significativa accelerazione del PIL nell’area euro (addirittura 1,4% t/t). La prima lettura dell’indice PMI servizi per l’Italia ha mostrato un aumento superiore alle attese di consenso a 53,1 da 49,9 nel mese precedente.

Le vendite al dettaglio nell’area euro sono cresciute di 0,4% a gennaio dopo il calo di dicembre di -0,6% m/m. Si tratta della prima variazione su base mensile positiva dal luglio scorso. La crescita annua è stata di 0,7% da un precedente -0,9% a/a.

La seconda lettura sulla crescita del PIL nell’area euro nel 4° trimestre ha confermato la stima preliminare di un incremento di 0,3% t/t come nei tre mesi estivi. La variazione su base annua è stata confermata in accelerazione a 2,0% da 1,9% a/a. I consumi privati hanno accelerato più del previsto a 0,4% da 0,1% t/t precedente: si tratta dell’incremento su base trimestrale più sostenuto dal 3° trimestre 2007. Viceversa, gli investimenti si sono contratti in maniera inattesa, tuttavia il calo dovrebbe risultare temporaneo poiché in gran parte dovuto al settore dell’edilizia su cui hanno gravato le condizioni meteorologiche più sfavorevoli della media stagionale. Le esportazioni sono cresciute di 1,8% t/t (da 2,2% t/t) e le importazioni di 1,1% t/t (da 1,4% t/t), di conseguenza il contributo alla crescita del canale estero è risultato come nei tre mesi estivi di 0,4 punti percentuali. La spesa pubblica ha rallentato a 0,1% da 0,4% t/t. Infine, le scorte hanno sottratto due decimi alla crescita, come nel trimestre precedente. Segnaliamo che in un report pubblicato martedì 1° marzo la Commissione Europea ha alzato le previsioni di crescita per l’area euro nel 2011 da 1,5 a 1,6%. Secondo il nostro scenario di previsione, il PIL dell’area euro dovrebbe accelerare nella prima metà del 2011.

BCE – La tregua è finita: un rialzo alla prossima riunione “è possibile”, anche se “non certo”

La BCE è pronta alla svolta sui tassi e lancia segnali espliciti: rischi verso l’alto sull’inflazione, tassi non più definiti appropriati, e “strong vigilance”. Un rialzo è possibile, anche se non certo già alla prossima riunione. Estese per un altro trimestre le misure non convenzionali.

Stati Uniti

L’ISM non manifatturiero è salito ancora a febbraio toccando 59,7 da 59,4 di gennaio, toccando il massimo da agosto 2005. In aumento l’attività (a 66,9 da 64,6), l’occupazione (55,6 da 54,5), i prezzi pagati (73,3 da 72,1). In modesto calo i nuovi ordini a 64,4 da 64,9. I dati confermano la previsione di accelerazione dell’attività e della dinamica occupazionale nel primo trimestre.

La produttività nel 3° trimestre è cresciuta del 2,6% t/t, il costo del lavoro per unità di prodotto è calato di 0,56% t/t.

I nuovi sussidi di disoccupazione nella settimana conclusa il 26 febbraio vedono un nuovo calo a 368 mila da 388 mila della settimana precedente. I sussidi esistenti scendono a 3,774 milioni nella settimana conclusa il 19 febbraio. In aumento di 56 mila i sussidi estesi con i fondi di emergenza nella settimana conclusa il 12 febbraio. Anche i dati dei sussidi sono in linea con l’aspettativa di crescita dell’occupazione in aumento.


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Gli analisti finanziari che hanno predisposto la presente ricerca, dichiarano che:

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Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.


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