Il dato dei payrolls di febbraio è stato in linea con le nostre attese, mostrando un parziale rimbalzo dopo il dato particolarmente debole di gennaio che aveva risentito delle cattive condizioni meteo nel mese. Il dato headline mostra infatti un rialzo di +192K dal rivisto 63K di gennaio, a cui si unisce la revisione netta al rialzo per i dati dei due mesi precedenti: il dato di dicembre è infatti stato rivisto al rialzo dal 121K precedentemente rilevato a 152K e quello di gennaio a 63K da 36K. …
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Aletti Gestielle SGR – Laura Cavallaro -Ufficio Studi

Il rimbalzo dovuto al miglioramento delle condizioni meteo non si è probabilmente verificato completamente nel mese di febbraio. Infatti, durante la settimana di riferimento della survey, la maggior parte del Paese ha registrato temperature ancora sensibilmente inferiori alle medie del periodo. Questo è evidente dal numero di persone che non hanno potuto lavorare a febbraio a causa delle cattive condizioni meteo: questo dato ha infatti corretto rispetto a gennaio (395K da 886K), ma resta comunque elevato per la media dei mesi di febbraio. Ci aspettiamo quindi un rimbalzo più consistente a marzo, mostrando come il trend sottostante rimanga buono, prospettando un’accelerazione della ripresa del mercato del lavoro nei prossimi mesi. L’aspetto più deludente dal report odierno viene probabilmente dai risultati flat della settimana lavorativa e degli average hourly earnings, ma anche in questo caso ci aspettiamo un miglioramento nei prossimi mesi.
Il miglioramento del mercato del lavoro è evidente anche nelle crescite medie degli ultimi mesi: infatti, negli ultimi tre mesi la crescita media degli occupati è stata di +136K, mentre negli ultimi sei mesi è stata di +107K e negli ultimi dodici mesi è stata di 106K. Dal minimo locale toccato a febbraio 2010, l’occupazione è salita mediamente di 106K al mese (1.3 mln in totale).
Il settore privato nel complesso registra una crescita di 222K da 68K di gennaio, mentre il settore pubblico registra oggi una perdita di 30K posti di lavoro. Il rialzo degli occupati nel comparto privato rappresenta il dato più forte da aprile 2010.
Per quanto riguarda il dettaglio settoriale, oggi hanno registrato crescita i comparti manifatturiero, Costruzioni e diversi comparti dei servizi privati, fra cui spicca il rialzo dei Professional e Business Services. I primi due, in particolare, hanno registrato un rimbalzo più forte delle attese dopo aver sofferto l’impatto delle cattive condizioni meteo a gennaio. Oggi i temporary help registrano un rimbalzo, a 16K da -5K di gennaio, riflettendo anche in questo caso l’impatto delle migliori condizioni meteo.
In particolare:
Manifatturiero: salito di 33K dopo il 53K di gennaio, quasi interamente imputabile ai rialzi nei comparti di beni durevoli, fra cui macchinari (+9K) e metalli fabbricati (+7K). Dal minimo registrato a dicembre 2009, il settore manifatturiero ha creato 195K posti di lavoro complessivi, con il comparto dei beni durevoli che ne ha creati addirittura 233K. In particolare, le ore di straordinario mediamente registrate per i colletti blu sono salite a 4.2 ore da 4.0 ore di gennaio, lasciando pensare a nuove assunzioni nel comparto nei prossimi mesi;
Costruzioni: qui gli occupati sono saliti di 33K dopo il -22K di gennaio impattato dalle avverse condizioni meteo. Nei tre mesi precedenti l’occupazione in questo settore era scesa mediamente di 12K al mese. Si tratta dell’aumento di occupati più consistente in questo settore da marzo 2007, anch’esso favorito da un rimbalzo dopo condizioni meteo particolarmente avverse. All’interno del comparto, il rialzo più consistente (+28K) si registra per gli specialty trade contractors. Difficilmente assisteremo ancora a rialzi di tale entit’ nei prossimi mesi;
Trasporti: questo comparto ha visto un rimbalzo consistente, a +22K da -44K di gennaio, pesantemente influenzato dalle cattive condizioni meteo nel mese. Nei tre mesi precedenti l’occupazione in questo settore era salita mediamente di 9K al mese. Infatti, metà del rimbalzo odierno viene dal Trasporto via terra (truck), salito di 11K;
Government: nel settore pubblico nel complesso gli occupati sono scesi di 30K, tredicesimo calo dell’occupazione negli ultimi quindici mesi. Difficilmente ci saranno miglioramenti su questo fronte nei prossimi mesi, a causa dei seri problemi di bilancio degli enti locali. Infatti, dal picco di metà 2008, State e Local Government ha visto una riduzione complessiva di 450K posti di lavoro.
Oggi l’household survey ha visto un miglioramento, fugando i timori di rimbalzo dopo la consistente correzione di gennaio. Oggi, infatti, si segnala una nuova modesta correzione, a 8.922% da 9.05% di gennaio, con il tatto di disoccupazione ai minimi da marzo 2009. Questo è quindi un ulteriore segnale che ci lascia pensare come il trend di miglioramento del mercato del lavoro sia ampiamente in essere ed in probabile accelerazione, tanto più che il miglioramento odierno non è imputabile a cali nel tasso di partecipazione, che è infatti rimasto invariato a 64.2%. Da novembre 2010 il tasso di disoccupazione è sceso complessivamente di 9 decimi. La forza lavoro è salita in maniera marginale di 60K ed il numero dei disoccupati ha registrato un calo consistente (-190K). Di conseguenza, il numero degli occupati è salito di 250K unità nel mese. Il numero totale di disoccupati è passato in tal modo da 13.9 milioni a gennaio a 13.7 milioni a febbraio. A febbraio il tasso di disoccupazione si è attestato all’8.7% per gli uomini, all’8.0% per le donne, all’8.0% per le persone di etnia bianca, al 15.3% per le persone di colore, all’11.6% per gli ispanici, al 6.8% per gli asiatici e al 23.9% per i teenagers. Il numero di disoccupati di lungo corso (disoccupati da oltre 27 settimane) si attesta a 6 milioni e conta per il 43.9% del totale dei disoccupati. A
Le ore totali lavorate nel settore privato sono rimaste invariate a 34.2, mentre gli hourly earnings sono rimasti flat dopo il +0.4% mom di gennaio.
Implicazioni per altri dati:
PIL e produttività: Per quanto riguarda la produttività nel primo trimestre 2011, le ore lavorate aggregate per tutte le categorie di lavoratori sono salite dello 0.2% mom a febbraio dopo il risultato flat di gennaio. In questo modo, la media dei dati di gennaio e febbraio si trova dello 0.7% annualizzato al di sopra del livello medio registrato in Q4. Per marzo ci aspettiamo un ulteriore miglioramento nelle ore lavorare, in linea con il miglioramento più consistente atteso delle condizioni meteo. Questo, unito alle nostre attese di crescita per Q1, attualmente fra 3.5% e 4.0%, fa capire come dovremmo vedere un dato ancora positivo, ma modesto dalla produttività in Q1, non lontano dal 2.6% registrato in Q4;
Reddito personale: gli hourly earnings sono rimasti flat mom a febbraio e la settimana lavorativa media nel settore privato è salita a 33.5 da 33.4. Ciò ha fatto salire gli weekly earnings dello 0.3% mom. Questo implica un dato di crescita per i salari nel mese intorno a +0.2% mom. Assumendo poi una crescita della componente Altri Redditi ancora robusta, beneficiando dell’estensione degli tagli ai contributi per la sicurezza sociale e dei sussidi di disoccupazione d’emergenza, il reddito personale a febbraio dovrebbe registrare una crescita ancora consistente, ma probabilmente inferiore all’1.0% mom di gennaio.
Disclaimer: La source dei dati è Bloomberg e/o Datastream. Il presente documento è destinato esclusivamente al soggetto destinatario ed ha quale unico scopo quello di illustrare dati e/o pensieri ritenuti degni di nota. Pertanto tale documento ha finalità esclusivamente informative, e non può essere in alcun modo inteso o interpretato quale offerta, invito, consiglio, suggerimento o indicazione di investimento. In nessun caso il presente documento può essere diffuso al pubblico senza preventiva autorizzazione da parte della SGR. Inoltre, anche se la SGR intraprende ogni ragionevole sforzo per ottenere informazioni da fonti ritenute affidabili, non assicura in alcun modo che le informazioni, i dati, le notizie, o le opinioni contenute nel materiale siano esatte, affidabili o complete. Inoltre, la SGR non può essere ritenuta responsabile dell’utilizzo che ne viene fatto.
Area Euro
– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.
– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.
– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.
Stati Uniti
– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati
L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.
Area Euro
La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.
L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.
Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.
Stati Uniti
Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.
Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.
Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.
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