Da seguire: Area euro: – Germania. La produzione industriale dovrebbe crescere di 1,8% m/m a gennaio dopo il calo di dicembre (-1,5% m/m) determinato dalla contrazione nelle costruzioni (-24% m/m) dovuta alle condizioni meteorologiche più rigide della media stagionale (si è trattato del dicembre più freddo da oltre 40 anni). Sull’anno, la …
Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da BONDWorld iscriviti alla Nostra Newsletter settimanale gratuita.
Clicca qui per iscriverti gratuitamente.
produzione a gennaio dovrebbe accelerare a 11,2% da 10,0% a/a. Il livello dell’output si collocherebbe solo il 6% al di sotto dei massimi pre-crisi e sarebbe circa il 20% al di sopra del minimo toccato nell’aprile 2009. Per i prossimi mesi, le indagini di fiducia IFO e PMI, che a febbraio hanno toccato i loro massimi storici, puntano a un’ulteriore accelerazione della produzione industriale in Germania.
– Aste – Il Portogallo riapre il collocamento della OT 5,45% 09/2013 per 750-1.000 milioni di euro. La Germania riapre Il Bund€i 1,75% 04/2020 per 2 miliardi.
Ieri sui mercati
La Spagna ha lanciato il collocamento mediante sindacato di un’emissione a tasso fisso a 15 anni (scadenza 30.07.2026, cedola 5,9%, spread 217 sopra swap), raccogliendo 4 miliardi di euro. La Grecia ha raccolto 1.625 milioni attraverso il collocamento di titoli semestrali, con rendimento 4,75% (+11pb rispetto alla precedente asta). Gli spread sul Bund sono saliti per tutti gli emittenti periferici: nel caso della Grecia, l’allargamento rispetto a venerdì è di ben 80pb, e riporta il differenziale sui picchi di inizio gennaio. Anche Portogallo e Irlanda hanno visto del tutto riassorbiti i progressi realizzati da metà gennaio a inizio febbraio, periodo in cui si erano create aspettative per un salto di qualità dei meccanismi europei di gestione della crisi.
Quotazioni del Brent Crude in calo sulla prima scadenze dei contratti future, da 114,8 a 113,06 dollari al barile. Chiusura in rialzo per i maggiori indici azionari. Lieve flessione per i tassi impliciti nei future Euribor (-1/2pb), mentre il fixing giornaliero ha visto il mese stabile a 0,905% e il trimestre in rialzo a 1,18%.
Area euro
La Banca Centrale Europea ha collocato 111,3 miliardi nella consueta operazione di rifinanziamento pronti contro termine a sette giorni (al tasso fisso dell’1%), contro 124,4 miliardi in scadenza, e 82,5 miliardi in fondi con rientro il 13/4. L’eccesso di riserve dovrebbe essere rimasto appena sotto quota 20 miliardi.
In un intervento sul Corriere della Sera, Bini Smaghi (BCE) sottolinea che mantenere i tassi di interesse sui livelli degli ultimi due anni, diventati negativi al netto dell’inflazione, farebbe ulteriormente aumentare il grado di espansione monetaria accentuando gli incentivi ad adeguare prezzi e costi interni all’inflazione importata e pertanto rischiando di “disancorare” le aspettative di inflazione. Più si aspetta ad adeguare il livello dei tassi, più ampia sarà la dimensione dell’aggiustamento e maggiore il rischio di destabilizzare i mercati. La dichiarazione conferma che la BCE ha probabilmente in mente di riportare, nell’arco di 9-12 mesi, i tassi di interesse reali almeno a zero (il che vorrebbe dire in un intervallo compreso tra l’1,75% e 2,25%, a seconda che si consideri l’inflazione effettiva o quella attesa nel medio termine).
Weber (BCE) ha dichiarato di non vedere ragioni per dissentire dalle aspettative di mercato, che scontano oggi tre quarti di punto di incremento dei tassi ufficiali BCE entro la fine dell’anno. Weber ha aggiunto, che man mano che le tensioni sull’interbancario rientreranno, la BCE dovrà ritirare le aste mensili. Infine, secondo Weber, la BCE sta andando avanti nella predisposizione di una soluzione specifica per il problema delle “addicted banks”, che dovrebbe essere annunciata “il prossimo trimestre”.
Germania. A gennaio gli ordini all’industria sono cresciuti oltre le attese di consenso, di 2,9% m/m, dopo il crollo di dicembre (-3,6% m/m). Sull’anno le commesse hanno rallentato leggermente, mantenendo comunque un tasso di crescita assai elevato (16% da 19,6% precedente). L’aumento su base mensile è stato trainato dagli ordini domestici che crescono di 4,5% m/m.
Stati Uniti
La fiducia delle piccole imprese rilevata con l’indice dell’NFIB aumenta ancora a febbraio, salendo a 94,5 da 94,1 di gennaio, e toccando il massimo da dicembre 2007. Lo spaccato dell’indagine è positivo, con un aumento della percentuale netta di imprese che intende aumentare i dipendenti (a 5 da 3 di gennaio). La percentuale di imprese che intende aumentare la spesa per investimenti è stabile a 22, e sale ancora la percentuale netta di imprese che aumentano i prezzi di vendita (a 5 da -4); generalmente positive le aspettative. Il miglioramento della fiducia conferma lo scenario di espansione, ma il livello dell’indice, ancora storicamente basso, segnala una crescita relativamente moderata. Le indicazioni sui prezzi danno supporto alla previsione di svolta definitiva nel trend di disinflazione del 2010.
Le vendite rilevate con gli indici settimanali, nella settimana conclusa il 5 marzo, mostrano un aumento su base mensile dell’indice ICSC del 3% e un calo di -0,5% dell’indice Redbook. Nella settimana precedente, conclusa il 26 febbraio, le vendite erano in aumento su base mensile per tutti e due gli indici (rispettivamente +1% e +1,6%) e danno supporto alla previsione di un dato molto forte per le vendite al dettaglio di febbraio in pubblicazione questo venerdì.
Certificazione degli analisti
Gli analisti finanziari che hanno predisposto la presente ricerca, dichiarano che:
Le opinioni espresse sulle società citate nel documento riflettono accuratamente l’opinione personale, indipendente, equa ed equilibrata degli analisti;
Non è stato e non verrà ricevuto alcun compenso diretto o indiretto in cambio delle opinioni espresse.
Comunicazioni importanti
La presente pubblicazione è stata redatta da Intesa Sanpaolo S.p.A. Le informazioni qui contenute sono state ricavate da fonti ritenute da Intesa Sanpaolo S.p.A. affidabili, ma non sono necessariamente complete, e l’accuratezza delle stesse non può essere in alcun modo garantita. La presente pubblicazione viene a Voi fornita per meri fini di informazione ed illustrazione, ed a titolo meramente indicativo, non costituendo pertanto la stessa in alcun modo una proposta di conclusione di contratto o una sollecitazione all’acquisto o alla vendita di qualsiasi strumento finanziario. Il documento può essere riprodotto in tutto o in parte solo citando il nome Intesa Sanpaolo S.p.A.
La presente pubblicazione non si propone di sostituire il giudizio personale dei soggetti ai quali si rivolge. Intesa Sanpaolo S.p.A. E le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato hanno la facoltà di agire in base a/ovvero di servirsi di qualsiasi materiale sopra esposto e/o di qualsiasi informazione a cui tale materiale si ispira prima che lo stesso venga pubblicato e messo a disposizione della clientela. Intesa Sanpaolo S.p.A. e le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato possono occasionalmente assumere posizioni lunghe o corte nei summenzionati prodotti finanziari.
Area Euro
– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.
– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.
– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.
Stati Uniti
– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati
L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.
Area Euro
La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.
L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.
Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.
Stati Uniti
Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.
Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.
Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.
Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it




