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Flash: La Banca del Giappone ha abbreviato la durata della riunione di politica monetaria

Da seguire: Giappone: La Banca del Giappone ha abbreviato la durata della riunione di politica monetaria, per annunciare in tempi rapidi misure di intervento straordinario in seguito al terremoto di venerdì scorso. La Banca centrale ha …


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preso le seguenti decisioni. 1) Mantenimento della politica di tassi a zero (all’unanimità); 2) Ampliamento del programma di acquisto di titoli, principalmente per la componente di titoli più rischiosi.

Area Euro

– A gennaio la produzione industriale nell’area euro potrebbe crescere solo lievemente, di 0,2% m/m (dopo lo 0,3% m/m di dicembre). La crescita annua corretta per i giorni lavorativi, pur rallentando rispetto al mese precedente, si confermerebbe sostenuta (stimiamo a 6,7% da 8,8% a/a). Il livello dell’output si collocherebbe così circa il 10% al di sotto dei massimi pre-crisi ma il 15% al di sopra del minimo toccato nell’aprile 2009. A gennaio, la produzione è cresciuta appena in Germania (0,1% m/m, al netto delle costruzioni), è crollata in Italia (-1,5% m/m) mentre è balzata in Francia (+1,8% m/m). In prospettiva, dopo la sostanziale stagnazione a cavallo d’anno, l’output nell’Eurozona potrebbe tornare ad accelerare nei prossimi mesi.

– Si terrà la riunione dell’Eurogruppo, seguita martedì 15 dall’incontro Ecofin. In programma la discussione di proposte legislative volte al rafforzamento della governance economica. Nello specifico verrà discussa la regolamentazione di: leve preventive e correttive al Patto di Stabilità e Crescita, rafforzamento del meccanismo di sorveglianza di bilancio nell’area euro, prevenzione, correzione e rafforzamento delle misure correttive agli squilibri macroeconomici e requisiti relativi alle procedure di bilancio degli stati membri.

I market mover della settimana

Nell’area euro l’indice ZEW (prima indagine di fiducia relativa al mese di marzo) potrebbe risultare poco variata per quanto riguarda le aspettative e registrare ancora un miglioramento per la situazione corrente, confermando nel complesso l’ottima salute dell’economia tedesca. La produzione industriale dell’area euro potrebbe risultare poco variata a gennaio. La prima stima del CPI in Francia e la seconda lettura dei dati di inflazione in Italia e nell’intera Eurozona dovrebbero confermare rincari trainati principalmente dal comparto energetico. I vertici politici europei proseguono con le riunioni di Eurogruppo ed Ecofin.

L’agenda è densa di dati ed eventi negli Stati Uniti. Le indagini del settore Manifatturiero a marzo dovrebbero segnalare ancora forte espansione dell’attività. La produzione industriale a febbraio è attesa in crescita sostenuta. Tutti gli indici di prezzo mostreranno una dinamica forte per gli aggregati headline, e moderata per quelli core. Cantieri e licenze di febbraio dovrebbero confermare stagnazione dell’attività nel settore dell’edilizia residenziale sui livelli del 2° semestre 2010. La riunione del FOMC non dovrebbe segnalare novità in arrivo sul fronte della strategia di politica monetaria.

Ieri sui mercati

L’evidenza della gravità dei danni subiti dal Giappone a seguito del cataclisma di venerdì ha affossato gli indici di borsa locali ma non lo yen, scambiato a 82 contro dollaro. Quotazioni del petrolio in ribasso (oggi a 112,2 dollari dai 113,8 di venerdì). Sui mercati europei, l’esito del Consiglio Europeo ha trovato buona accoglienza: gli spread contro Bund risultano in netto calo (-10pb per il BTP, -9pb per il decennale spagnolo, -12pb per il Portogallo), mentre venerdì il quadro risultava ancora contrastato. Rendimenti del Bund in calo.

Area Euro

La riunione del Consiglio Europeo dell’11 marzo ha portato probabilmente a risultati più importanti rispetto a quelli che gli investitori erano giunti ad attendersi dopo un mese di cattive notizie. Tuttavia, le novità preannunciate non rappresentano in alcun modo una svolta cruciale per la crisi. La FESF (la cui capacità di prestito sarà innalzata a 440 miliardi) sarà autorizzata ad acquistare titoli di stato sul mercato primario, ma ciò potrà avvenire soltanto “eccezionalmente” e “nel contesto di un programma soggetto a rigorosa condizionalità”. La Grecia beneficia di un aumento della durata del prestito a 7,5 anni e di un taglio di 100pb degli interessi applicati. Passa anche il controverso ‘patto per l’euro’.

Italia. La seconda lettura dei dati di contabilità nazionale per il 4° trimestre 2010 ha visto una revisione al rialzo della crescita tendenziale di due decimi a 1,5% a/a, in accelerazione da 1,4% a/a dei tre mesi estivi. La variazione congiunturale, invece, è stata confermata a 0,1% t/t da 0,3% t/t nel 3° trimestre. Nel corso del 2010 il PIL corretto per gli effetti di calendario è cresciuto di 1,2% (dato rivisto dall’1,15% della precedente stima).

Stati Uniti

Le vendite al dettaglio sono cresciute dell’1% m/m a febbraio e il dato di gennaio è stato rivisto al rialzo di quattro decimi a 0,7% m/m. Al netto delle auto le vendite sono cresciute di 0,7% da 0,6% m/m. L’aggregato al netto di auto, benzina e materiali da costruzione (il più affidabile come anticipatore dei consumi di contabilità nazionale), ha mostrato un incremento pari a quello di gennaio (0,6% m/m).

La stima preliminare dell’indice di fiducia delle famiglie rilevato dall’Università del Michigan relativo al mese di marzo ha segnato un calo ben più forte del previsto, a 68,2 da 77,5 di febbraio. Il calo ha riguardato soprattutto l’indice delle aspettative, che è crollato a 58,3 da 71,6. Viceversa, l’indice sulla situazione corrente, nonostante il lieve calo, rimane vicino ai massimi da inizio 2008, a 83,6 da 86,9. Da notare l’impennata delle aspettative di inflazione a un anno (a 4,6% da 3,4%) e la crescita di quelle a 5 anni (a 3,2% da 2,9%).


Certificazione degli analisti

Gli analisti finanziari che hanno predisposto la presente ricerca, dichiarano che:

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Comunicazioni importanti

La presente pubblicazione è stata redatta da Intesa Sanpaolo S.p.A. Le informazioni qui contenute sono state ricavate da fonti ritenute da Intesa Sanpaolo S.p.A. affidabili, ma non sono necessariamente complete, e l’accuratezza delle stesse non può essere in alcun modo garantita. La presente pubblicazione viene a Voi fornita per meri fini di informazione ed illustrazione, ed a titolo meramente indicativo, non costituendo pertanto la stessa in alcun modo una proposta di conclusione di contratto o una sollecitazione all’acquisto o alla vendita di qualsiasi strumento finanziario. Il documento può essere riprodotto in tutto o in parte solo citando il nome Intesa Sanpaolo S.p.A.

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Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.


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