MONDO

Weekly Economic Outlook: in forte calo i listini mondiali

• Economia reale: negli Usa, in allargamento il deficit della bilancia commerciale di gennaio a 46,3 Mld$ da 40,3 Mld$, a causa di un forte aumento delle importazioni di prodotti petroliferi. A febbraio salgono dello 0,7% m/m dallo 0,6% precedente, le vendite al dettaglio esclusa la componente auto….


Fonte: Area Pianificazione Strategica, Research& IR – Monte dei Paschi di Siena
Autori Pubblicazione: Lucia Lorenzoni – Nicola Zambli


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in seguito all’aumento delle spesa per carburante. La lettura preliminare di marzo della fiducia rilevata dall’Università del Michigan, ha mostrato un calo a 68,2 punti dai 77,5 di febbraio. In Area Euro, l’indice Sentix di fiducia degli investitori è salito a marzo a 17,1 punti da 16,7. In Germania, accelera la produzione industriale di gennaio dell’1,8% m/m dal -0,6% del mese precedente. Salgono i prezzi a febbraio: il CPI finale è avanzato del 2,1% a/a dal 2% precedente. A gennaio in Italia, la produzione industriale aggiustata per i giorni lavorativi è cresciuta meno delle attese (+0,6% a/a dal 5,6% di dicembre). La lettura finale del Pil
relativo al IV trim evidenzia una crescita dell’1,5% a/a dall’1,3% preliminare.

• Tassi di interesse: negli Usa tassi di mercato governativi in calo sia sulla parte a breve sia su quella a lunga, con lo spread 2-10Y poco mosso a 279bp dai 280 precedenti. In area Euro scendono i tassi su tutta la curva, in particolare sulla parte a breve, con lo spread 2-10Y che si è allargato a 158 pb dai 151 della settimana precedente. Sul monetario continua il rialzo dell’Euribor a 3 mesi salito all’1,173%, livello massimo dal giugno del 2009.

• Valute: settimana di apprezzamento per il dollaro vs euro con il cross €/$ che si è riportato in prossimità di quota 1,39 in seguito ad un accentuarsi delle tensioni sui paesi periferici dell’Area ed in attesa della riunione dei leader dei paesi dell’Eurozona. Yen in apprezzamento sia vs l’euro che vs il dollaro.

• Materie prime: settimana negativa per le principali materie prime guidate dal calo di quelle agricole e dai metalli industriali. Tra gli energetici il Wti si riporta in prossimità dei 100$/b mentre il Brent, seppur in calo, rimane ancora al di sopra dei 110 $/b. Tra i metalli preziosi, da segnalare il nuovo record storico dell’oro che ha poi ritracciato per ritornare intorno quota 1429 $/oncia.

• Borse: in forte calo i listini mondiali. In Europa negativi tutti i settori, in particolare le materie prime, il tecnologico ed il petrolifero. In ribasso gli emerging markets, e particolarmente il Nikkei in scia al disastro naturale che ha colpito in Giappone.


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Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.


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