Da seguire: Area euro: – Italia. La seconda lettura dei prezzi al consumo nel mese di febbraio dovrebbe confermare la crescita di 0,3% m/m (da 0,4% m/m a gennaio) e l’accelerazione dell’inflazione annua a 2,4% da 2,1% a/a. Sulla…
Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da BONDWorld iscriviti alla Nostra Newsletter settimanale gratuita.
Clicca qui per iscriverti gratuitamente.
misura armonizzata i prezzi dovrebbero essere confermati in crescita di 0,2% da -1,6% m/m e la variazione annua in salita a 2,1% da 1,9% a/a. Stimiamo una media annua sulla misura nazionale al 2,2%, ma anche in Italia al momento i rischi sulle previsioni di inflazione non possono che essere verso l’alto.
– La seconda lettura dei prezzi al consumo nell’area euro per il mese di febbraio dovrebbe confermare la prima stima di accelerazione a 2,4%, da 2,3% a/a di gennaio. Il dato è coerente con una crescita mensile di 0,4% m/m (dopo il -0,7% m/m di gennaio). L’inflazione core dovrebbe essere rimasta molto contenuta (nostra stima: 1,2% a/a). E’ ormai praticamente scontato che l’inflazione nell’area euro rimanga sopra il 2% per quasi tutto l’anno.
– Aste – Il Portogallo colloca da 750 a 1.250 milioni di BT con scadenza marzo 2012. Due settimane fa il rendimento su questa scadenza era stato fissato a 4,06%, ma ora sul secondario i rendimenti sono più alti di un quarto di punto. Inoltre, l’asta arriva dopo il declassamento operato da Moody’s da A1 ad A3 e in fase di regresso dell’entusiasmo post consiglio europeo. La Germania riapre lo Schatz 1.5% 03/2013 per 6 miliardi. Il Belgio dovrebbe collocare in questi giorni mediante sindacato il nuovo OLO giugno 2017.
Stati Uniti
– I nuovi cantieri a febbraio sono attesi in calo a 580 mila, da 596 mila di gennaio. Il calo atteso è in parte legato al clima e in parte alla volatilità del settore delle unità multi-familiari. A gennaio, i nuovi cantieri in questo segmento hanno registrato un incremento del 77,7% m/m, che dovrebbe essere seguito da una correzione. Inoltre, fra cantieri e licenze si è aperto un differenziale che dovrebbe chiudersi, con una conferma sui livelli registrati dalle licenze, mantenendosi vicino a 560 mila unità, al centro del ristretto intervallo visto da metà 2010. Le licenze dovrebbero stabilizzarsi a 565 mila, vicino ai livelli di gennaio (563 mila), che avevano registrato un netto calo da dicembre.
– Il PPI a febbraio dovrebbe essere in aumento di 0,7% m/m, e l’indice core dovrebbe registrare un incremento di 0,2% m/m, dopo +0,5% m/m a gennaio. Il contributo della benzina al rialzo dei prezzi dovrebbe essere moderato a febbraio, ma dovrebbero risultare in forte crescita i prezzi degli alimentari e del gas naturale. La dinamica dei prezzi dei beni intermedi core è stata sostenuta (+1% m/m a gennaio, +0,7% m/m media ultimi tre mesi) e segnala pressioni anche sulle componenti meno volatili.
Ieri sui mercati
Moody’s ha declassato il Portogallo da A1 ad A3 con Outlook Negativo, sostenendo che il paese continuerà a patire problemi di rifinanziamento e bassa crescita per anni. Ieri, riallargamento degli spread sul Bund dopo la netta contrazione del giorno prima; il movimento è più marcato per Irlanda (+14pb) e Grecia (+13pb) che per Portogallo (+4pb), Spagna (+1pb) e Italia (+1pb). La Spagna ha piazzato 3,97 miliardi di BT a 12 mesi (tasso 2,128%, -27pb dal precedente collocamento) e 1,53 mld di BT a 18 mesi (tasso 2,436%, -50pb). Indici azionari in calo in Europa ed America, ma questa notte il Nikkei è rimbalzato del 5,7%. Petrolio in ulteriore ribasso a 108,9 dollari. Continua l’arretramento dei tassi Euribor, sia a pronti (3 mesi: 1,167%) che futuri (dicembre 2011 è sceso a 1,95%). In forte ribasso i rendimenti obbligazionari: sulla curva tedesca il calo è stato di oltre 12pb sul tratto 2-5 anni e di 9-11pb sulle scadenze lunghe.
Area euro
Germania. L’indice ZEW sulle aspettative di analisti e investitori istituzionali sull’economia tedesca è calato leggermente a marzo a 14,1 da 15,7; è il primo calo dopo quattro mesi ininterrotti di miglioramento. La valutazione della condizione corrente è invece cresciuta ancora, anche se solo di due decimi, a 85,4 (si tratta di un livello storicamente molto elevato, appena inferiore al massimo storico toccato nel giugno del 2007).
Francia. A febbraio, i prezzi al consumo sono cresciuti di 0,5% m/m dopo il calo di 0,2% registratosi a gennaio. Su base annua l’inflazione ha rallentato di un decimo a 1,7%. Sulla misura armonizzata i prezzi al consumo sono cresciuti di 0,5% da -0,3% m/m, per un’inflazione annua in rallentamento di un decimo a 1,8%. I prezzi al consumo dovrebbero continuare a salire nel mese corrente, sulla scia dell’aumento del prezzo del petrolio, anche se l’inflazione francese potrebbe rimanere inferiore alla media dell’area euro.
L’occupazione nell’area euro nel 4° trimestre 2010 è cresciuta di 0,1% t/t ed è tornata in positivo su base annua (a +0,3% a/a) per la prima volta dal 3° trimestre del 2008. Nell’intero 2010, l’occupazione è calata di 0,5% (dopo il -1,9% del 2009). In chiave prospettica vediamo l’occupazione in via di graduale miglioramento, seppur con forti divergenze tra Paesi core e periferici.
L’Ecofin ha rinviato alla prossima settimana l’annuncio dei dettagli del potenziamento dell’EFSF, mentre ha blindato la riforma della governance economica.
Stati Uniti
L’indice Empire della NY Fed a marzo ha segnato un nuovo aumento a 17,5 da 15,4 di febbraio. Lo spaccato dell’indagine è meno brillante dell’indice generale. Le componenti prezzi proseguono sul chiaro trend verso l’alto in atto da novembre (prezzi pagati a 53,2 da 45,8, prezzi ricevuti a 20,78 da 16,87). Le aspettative restano favorevoli, con l’indice generale a 49,3 da 49,4, e componenti ordini e consegne circa stabili su livelli elevati di febbraio.
I prezzi all’import a febbraio aumentano dell’1,4% m/m, dopo 1,3% m/m di gennaio (rivisto da 1,5% m/m). Ancora ampio l’aumento dei prodotti petroliferi (+3,7% m/m) e degli alimentari (+0,8% m/m).
Gli acquisti netti di attività finanziarie a lungo termine a gennaio sono pari a 51,5 miliardi di dollari dopo +62,5 miliardi di dicembre 2010. Positiva la domanda di Treasury (46,5 miliardi), anche se più contenuta che a dicembre, e di titoli delle agenzie (11,2 miliardi). Il principale detentore di Treasury a gennaio rimane la Cina (1.154 miliardi), seguita dal Giappone (885 miliardi) e da Regno Unito (278 miliardi).
L’indice di fiducia dei costruttori a marzo aumenta, come atteso, a 17, dopo quattro mesi di stabilità a 16. Stabile la componente relativa alle vendite correnti, ma in aumento quella legata alle aspettative di vendite future.
FOMC: le condizioni congiunturali cambiano, la strategia di politica monetaria no
La riunione del FOMC si è conclusa con un comunicato piuttosto diverso nelle parole, invariato nei fatti. In termini di strategia di politica monetaria, il comunicato afferma che le condizioni macroeconomiche restano lontane dagli obiettivi della Fed. La mancanza di indizi sulla strategia di uscita conferma la volontà di portare a termine il programma di acquisti: non c’è nessun segnale di cedimento su questo punto, a parte l’impegno a rivedere la politica attuale regolarmente.
Certificazione degli analisti
Gli analisti finanziari che hanno predisposto la presente ricerca, dichiarano che:
Le opinioni espresse sulle società citate nel documento riflettono accuratamente l’opinione personale, indipendente, equa ed equilibrata degli analisti;
Non è stato e non verrà ricevuto alcun compenso diretto o indiretto in cambio delle opinioni espresse.
Comunicazioni importanti
La presente pubblicazione è stata redatta da Intesa Sanpaolo S.p.A. Le informazioni qui contenute sono state ricavate da fonti ritenute da Intesa Sanpaolo S.p.A. affidabili, ma non sono necessariamente complete, e l’accuratezza delle stesse non può essere in alcun modo garantita. La presente pubblicazione viene a Voi fornita per meri fini di informazione ed illustrazione, ed a titolo meramente indicativo, non costituendo pertanto la stessa in alcun modo una proposta di conclusione di contratto o una sollecitazione all’acquisto o alla vendita di qualsiasi strumento finanziario. Il documento può essere riprodotto in tutto o in parte solo citando il nome Intesa Sanpaolo S.p.A.
La presente pubblicazione non si propone di sostituire il giudizio personale dei soggetti ai quali si rivolge. Intesa Sanpaolo S.p.A. E le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato hanno la facoltà di agire in base a/ovvero di servirsi di qualsiasi materiale sopra esposto e/o di qualsiasi informazione a cui tale materiale si ispira prima che lo stesso venga pubblicato e messo a disposizione della clientela. Intesa Sanpaolo S.p.A. e le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato possono occasionalmente assumere posizioni lunghe o corte nei summenzionati prodotti finanziari.
Area Euro
– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.
– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.
– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.
Stati Uniti
– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati
L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.
Area Euro
La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.
L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.
Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.
Stati Uniti
Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.
Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.
Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.
Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it




