Mexico: Il programma di contenimento costi e riduzione del deficit nazionale, iniziato lo scorso anno quando il paese si trovava nella peggior recessione dal 1932, inizia a produrr i primi frutti. Anticipando le manovre fiscali oggi necessarie in molti paesi europei, il governo è riuscito a ridurre le probabilità di downgrade dando positivi segnali al mercato. ….
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Tutto ciò si è riflesso in una diminuzione dei rendimenti sui titoli governativi a fronte di un relativo aumento della domanda in fase di emissione. Le previsioni del deficit si attestano attorno a 2.8% del Pil, rispetto ad una media dei paesi emergenti di 6,.9%.
Mentre un ulteriore conferma del trend positivo arriva dall’agenzia di rating Standard & Poors che ha modificato l’outlook sul paese da “negativo” a ”stabile”. La necessità di mantenere larghe riserve durante i periodi di crisi ha spinto la Banxico ad attuare un programma di accumulo di riserve attraverso l’utilizzo di opzioni sul tasso di cambio. Verranno vendute all’asta, in tranche mensili da $ 600 mln, opzioni put che danno il diritto all’acquirente di vendere USD alla banca centrale ad un tasso fix che non sia maggiore la media degli ultimi 20 giorni prima dell’ exercise date, mitigando cosi movimenti della volatilità. Il totale dell’operazione dovrebbe aggirarsi intorno a $ 15 mld che sommati all’accumulo di USD attraverso il petrolio dovrebbero fornire un cushion di circa $ 30 mld.
Sistema bancario ellenico: Gli effetti del crescente rischio sovrano greco stanno toccando inevitabilmente il sistema bancario. L’agenzia di rating Fitch ha abbassato il rating delle quattro principali banche greche a “BBB-”. (National Bank of Greece, Alpha Bank, EFG Eurobank Ergasias e Piraeus Bank). La ragione di tale decisione è dettata dalle pressioni che la necessità di forti interventi dal lato fiscale porranno sull’economia reale. Ciò comporterà una diminuzione della domanda e della qualità del credito che inevitabilmente impatterà negativamente sulla profittabilità delle singole istituzioni finanziarie. Nel corso delle passate settimane abbiamo già assistito al progressivo aumento del costo della protezione su credito delle istituzioni finanziarie greche. A questo si è aggiunto più recentemente l’aumento dello spread sui Repo (+0.4% rispetto ai peers europei). Tutto ciò non potrà che impattare negativamente sul costo del funding delle banche greche. Gli spread dei CDS reagiscono con un allargamento: NBG +35 bp @ 433; AB +39 bp @446; EFG +40 bp @441.
Commerzbank: La seconda maggiore banca tedesca, il cui 25 % è detenuto dal governo, ha riportato una perdita relativa all’anno fiscale 2009 pari a € 4.5 mld. La perdita, superiore alle aspettative, nel quarto trimestre 09 è stata pari a € 1.9 mld, di cui € 561 mln derivanti da attività di trading. I risultati sono stati negativamente influenzati dall’esposizione verso monoline issuers e da accantonamenti per esposizioni real estate prevalentemente sui portafogli in Est Europa e U.S. Lo spread dei CDS reagisce ai dati con un peggioramento di 6 bp a 78.3.
Natixis: La controllata del gruppo BPCE ha registrato un profitto, superiore alle aspettative, per l’ultimo trimestre dell’anno. Utile netto del trimestre pari a € 794 mln (vs € -1.62 mld ’08), beneficia di elementi straordinari quali la riclassificazione contabile di asset per 498 milioni. Natixis, dopo aver fatto rgistrare le maggiori perdite tra le istituzioni francesi, torna all’utile nella seconda parte del 2009. Il full year si chiude in perdita, € – 1.707 mld, riuscendo comunque a tagliare i propri risk-weighted assets del 20%, i total assets by 19% e refinancing requirements del 11%, portando il Core Tier I al 8.1%. Rimane l’obiettivo annunciato di raggiungere un fatturato annuo di € 6.7 mld entro il 2012.
Banques Populaires Caisse d’Epargne: L’agenzia di rating Moody’s ha confermato BPCE e la sua controllata Natixis nella classe di rating Aa3 con un outlook stabile. L’agenzia migliora anche i rating relativi alla forza finanziaria (BFSR), portando l’outlook da “negativo” a “stabile”. La decisione prende in considerazione la solidità del business retail del gruppo, i risultati degli stress test condotta sugli “highest-risky” asset e il ritorno alla redditività di Natixis, segnali che fanno pensare nell’abilità del gruppo di ripagare gli aiuti statali e di mantenere sufficienti riserve di capitale. Downgrades si sono avuti sugli strumenti di debito subordinato e su Tier I, che passano rispettivamente da “A1” a “Baa2” e da “A2” a “Baa3”.
Credit Agricole: I risultati del quarto trimestre 09 vedono un utile netto pari a € 433 mln (vs € -309 mln ‘ 08) con un aumento delle entrate del 13.8%. Il dato relativo al full year è pari a € 1.125 mld, in crescita del 73%, mentre il risultato lordo di gestione con un Core Tier I del 9.1% ma un costo del rischio che sale del 48.2%. La banca francese con la maggiore esposizione vs la Grecia ha dichiarato di non voler vendere la sua banca retail greca, Emporiki, nonostante la perdita registrata di € 937 mln. Credit Agricole ha già ceduto, come da accordi con l’Antitrust, lo 0,8% di Intesa SanPaolo,dichiarando che non c’è alcun impegno per la vendita del restante 5% anche se è stato definito un prezzo minimo per il 3%.
TLC europee:
France Telecom riporta un utile netto, di poco sopra le aspettative, pari a € 2.997 mld (vs € 4.069 ’08),con un EBITDA pari a € 17.25 mld. I ricavi sono scesi del 4.7% a € 50.95 mld. La diminuizione dei ricavi viene imputata a sfavorevoli tassi di cambio (sterlina in capo) a spese straordinarie causate da modifiche di regime fiscale ed a oneri legati ad un programma di lavoro part-time per i lavoratori più anziani avviato dopo la serie di suicidi che hanno funestato il gruppo lo scorso autunno.
Deutsche Telekom ha chiuso l’anno fiscale con un utile netto pari a € 353 mln (vs € 1.483 mld ’08). Il quarto trimestre 09 fa registrare una perdita netta pari a € 3 mln (vs una perdita di € 730 mln ’08). Tali risultati sono stati dettati dalle performance estremamente deboli in UK e US. I CDS dei due gruppi sono stati poco scossi dopo la release dei dati.
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