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Weekly Economic Outlook: settimana caratterizzata dalla debolezza del dollaro contro le principali valute

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• Economia reale: negli Usa, risultano in calo più delle attese le vendite di case nuove di febbraio (a -16,9% m/m da – 9,6%, sui minimi dal 1963), mentre viene rivista al rialzo la terza lettura del….


Fonte: Area Pianificazione Strategica, Research& IR – Monte dei Paschi di Siena
Autori Pubblicazione: Lucia Lorenzoni – Nicola Zambli


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Pil relativo al IV trim 2010, al 3,1% t/t annualizzato dal 2,8%. La fiducia dell’Università del Michigan di marzo scende a 67,5 punti dai 77,5 di febbraio. In area Euro, sale nel mese di marzo il Pmi servizi (a 56,9 punti dai 56,8 precedenti), mentre scende quello manifatturiero a 57,7 da 59. Anche in Germania nello stesso mese, cresce il Pmi servizi (a 60,1 dai 58,6 punti di febbraio) e cala quello manifatturiero a 60,9p. da 62,7. Arretra a marzo l’indice Ifo (a 111,1 da 111,3 precedenti) che registra il primo calo dopo 10 mesi consecutivi di rialzi; all’interno dell’indice sale la componente corrente e si contrae quella relativa alle aspettative. In Italia la fiducia dei consumatori del mese di marzo scende a 105,2 punti dai 106,3 precedenti; in calo le vendite al dettaglio di gennaio (a -1,2% a/a da +0,6% di dicembre).
• Tassi di interesse: negli Usa tassi di mercato governativi in rialzo sia sulla parte a breve sia su quella a lunga, con lo spread 2-10 anni che si è attestato a 271 bps dai 268 precedenti. In area Euro salgono i rendimenti su tutta la curva, con lo spread 2-10 anni che è rimasto stabile in prossimità dei 155 pb. Sul monetario l’Euribor a 3 mesi è salito ai livelli massimi da giugno del 2009 attestandosi venerdì all’1,203%.
• Valute: settimana caratterizzata dalla debolezza del dollaro contro le principali valute; la moneta statunitense ha poi recuperato sul finire della settimana ed il cross €/$ è tornato intorno quota 1,41, dopo aver toccato quota 1,42 sui massimi dallo scorso novembre. Nelle ultime sedute il $ è tornato a salire anche vs. ¥. Nuovo record storico del dollaro australiano vs $, sopra quota 1,025.
• Materie prime: settimana positiva per le principali materie: continua a salire il Wti sulla scia dei tumulti in Medio Oriente e l’argento raggiunge i massimi da 31 anni. Positiva la performance delle materie prime energetiche e dei metalli industriali; bene anche cotone e cacao. Nuovo record storico dell’oro.
• Borse: settimana di forti rialzi per i principali listini mondiali che recuperano parte delle perdite accumulate a causa della crisi nucleare giapponese. In Europa positivi tutti i settori, in particolare le costruzioni, le auto ed il tecnologico.


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Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.


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